il vangelo del giorno
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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

Sabato della XV settimana del Tempo Ordinario Anno c

Ecco il mio servo, che io ho scelto.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,14-21)

Annuncerà alle nazioni la giustizia.
***

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,14-21)
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Il Vangelo di oggi ci dice che Dio vuole la nostra felicità la felicità di noi tutti, qualunque siano i nostri limiti. Ciò che è straordinario è che tutto ciò che costituisce la nostra sofferenza o la nostra felicità si trova espresso nella Bibbia. Noi vi ci ritroviamo interamente: noi e le nostre esperienze. È in Gesù che la parola decisiva di Dio ci è rivelata, ed è in lui che ci è rivelato il "Sì" di Dio. Dio non può dirci di più, e con maggiore insistenza, che attraverso Gesù, suo Figlio, nostro Salvatore. Gesù ci ha detto prima di tutto questo: siamo accettati nella nostra vita. Ecco ciò che esprime la parola di Dio. Gesù dice: "Voglio la tua felicità infinita. Nella tua vita l'afflizione non avrà l'ultima parola quando sarai a pezzi, il tuo lume di speranza si sarà spento, e tu dirai: ''Io sono cattivo''. Colui che accoglie le parole di Dio imparerà che, al di là di queste parole che gli sfuggono, la vita rinasce. La Chiesa non vive, se la Bibbia non raggiunge la vita nel cuore delle comunità. E la nostra vita è così spesso gelata! Le cose che escono dal congelatore sembrano spesso scipite, senza gusto, riconoscibili solo dalla loro etichetta. Ma è sufficiente che siano riscaldate perché riprendano gusto. Anche la nostra vita è spesso gelata, come pure le nostre relazioni. 
Ma la parola di Dio riscalda. La Bibbia ci dice: per quanto la sua situazione sia disperata, ciascuno di noi può ripartire da zero. Perché è chiamato, e può cominciare a sentire che cos'è la vita, la sapienza, la capacità d'amare. Troverà un senso nella sua vita, se questa sarà impregnata d'amore per la parola che l'ha raggiunto e l'ha reso capace di aprirsi sempre più a se stesso. Egli non ha niente di meglio da dire su ciò che può essere la vita. 
Metti la tua vita sotto il segno della parola, e vedrai tu stesso il risultato.

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

Venerdì - XV Settimana del Tempo Ordinario anno c
I tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-8)

Il Figlio dell'Uomo è signore del sabato.

***

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-8)
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma Egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora Io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: "Misericordia io voglio e non sacrifici", non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'Uomo è signore del sabato». Parola del Signore.

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

Giovedì - XV Settimana del Tempo Ordinario anno c
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)

E Io vi darò ristoro.
***

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e Io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Gesù si rivolge alle persone che Lo seguono "stanche e sfinite, come pecore senza pastore", propone se stesso come modello di mansuetudine e di umiltà, due virtù, due atteggiamenti del cuore tra loro inseparabili e guadagna la loro fiducia con la mansuetudine del suo Cuore, sempre accogliente e comprensivo.

Con i suoi precetti e Comandamenti Gesù non ci schiaccia, essi, al contrario, ci rendono più liberi e ci facilitano sempre l'esistenza.

A un Cuore mansueto e umile, com'è quello di Gesù, le anime si aprono con fiducia.

Lì, nel suo Cuore amabilissimo, le moltitudini trovano rifugio e riposo. Anche oggi è da Lui che le folle si sentono fortemente attratte, forse inconsapevolmente, ed è in Lui che possono trovare la pace.

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

 Mercoledì - XV Settimana del Tempo Ordinario anno c

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-27)
Perché hai nascosto queste cose ai sapienti
e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
***

TESTO:-

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-27)

In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Parola del Signore.

RIFLESSIONI 

Quando Gesù parla di piccoli intende le anime buone, sincere, oneste, semplici.

Non è sufficiente essere solo buoni, nel senso che non si causano danno ad altri, mentre si vive di bugie e si compiono opere disoneste.

Peggio ancora quando uno si illude di essere buono d'animo perché non uccide i suoi nemici... o non compie rapine in banca...

Purtroppo ci sono tantissimi peccati che si compiono con i pensieri carichi di superbia e orgoglio, con le parole maliziose e con altre parole piene di bugie per non rivelare le scelte contrarie alla volontà di Dio.

Abbiamo la possibilità di cambiare e migliorare, non è opportuno rimanere con le miserie che conosciamo ma abilmente rimuoviamo per cadere sempre in piedi...

Adesso Gesù ci chiama a vivere con sincerità la nostra Fede, a dare una autentica e definitiva svolta alla nostra vita, e occorre un piccolo ma costante sacrificio di rinnegamento per dargli la possibilità di regnare in noi. "Venga il tuo Regno in noi".

Molti cristiani hanno una fortuna straordinaria e non ne approfittano.

La conoscenza di Gesù e le parole del Vangelo sono la benedizione di quei cristiani che veramente hanno deciso di vivere come vuole Dio e nei fatti rinnegano i pensieri di altezzosità. In questo modo diventano semplici e allontanano dalla loro vita le falsità.

La semplicità indica la purezza interiore, per questo tra gli attributi di Dio c'è anche la semplicità.

Tutti i cristiani sono chiamati a raggiungere la purezza della mente, del cuore, del corpo. Ed è la purezza della mente che rifiuta ogni piccola ipocrisia a guidare la volontà e a rivestire l'intera persona della Grazia di Dio.

La semplicità è verità in ogni circostanza, l'essenzialità della vita come guida sicura per vivere il Vangelo!

Senza questo impegno il cristiano si illude di fare un cammino di Fede, rimane sempre lontano dalla vera spiritualità e non se ne rende conto. Questo è il dramma di milioni di cristiani, è l'incapacità di conoscersi a fondo.

"Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli".

Gesù si rivela esclusivamente ai piccoli, e può essere piccolo davanti a Dio anche chi ha due lauree, un professionista famoso, uno ricco ma molto generoso, insomma tutti quelli che curano con serietà la loro vita spirituale e mettono al centro la verità in ogni circostanza, l'onestà come regola di vita, la bontà come bussola per fare sempre del bene a tutti.

I piccoli sono le anime buone, sincere, oneste, semplici. 

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

Martedì - XV Settimana del Tempo Ordinario anno c
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città
nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,20-24)

Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi
che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo si sarebbero convertite.
***

TESTO:- 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,20-24)
Dal Vangelo secondo Matteo(Mt 11,20-24)In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

 Se a quel tempo Gesù rimproverava le città che non si erano convertite nonostante i suoi straordinari miracoli, oggi il solo rimprovero non è più sufficiente, oltre al fatto che Gesù non si vede fisicamente e si deve accogliere per Fede la sua Parola.

I suoi ammonimenti arrivano lo stesso e si diffondono nel mondo attraverso alcune anime generose.

I forti rimproveri del Signore duemila anni fa erano indirizzati a un esiguo numero di persone, oggi la popolazione mondiale raggiunge il numero di 7,4 miliardi di persone. La differenza è enorme, e se si sono moltiplicati quanti vivono senza Dio o Lo combattono, sono aumentate anche le apparizioni di Gesù e della Madonna ad alcuni mistici dei cinque Continenti.

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

Lunedì - XV Settimana del Tempo Ordinario anno c
Che cosa ne avremo?

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29)

Voi che mi avete seguito, riceverete cento volte tanto e la vita eterna.

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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29)
In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità Io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». Parola del Signore.

RIFLESSIONI 

La ricompensa data da Gesù in questa vita e nell'altra che sarà eterna, è sempre proporzionata alla nostra conversione.

In questi tempi per i credenti è più facile ricorrere alla preghiera per tutto quello che succede nel mondo, ma non deve essere la paura a farci pregare di più, anche se rimane sempre uno stimolo efficace per ricordarci che Dio è il Creatore e noi piccole creature incapaci di fare il Bene senza il suo aiuto.

Dalle notizie che si ascoltano, nel mondo aumenta la confusione, si continua a perdere il rispetto verso il prossimo e in molti casi si vive sotto una maschera.

Noi crediamo in una nuova civiltà, fondata sulla Persona di Gesù, seguendo gli insegnamenti del suo Vangelo, per fondare la società dell'amore, del rispetto, della tolleranza, del perdono, della verità e della giustizia. 

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IL VANGELO NEL 21° SECOLO

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO C 

IL BUON SAMARITANO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc10,25-37)

E chi è il mio prossimo?
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TESTO:-

Dal Vangelo secondo Luca (Lc10,25-37)
Un dottore della legge si alzò per mettere Gesù alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa questo e vivrai». Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: « Va e anche tu fa lo stesso».

RIFLESSIONI

Chi è il mio prossimo? Gesù non risponde alla domanda ma induce a riflettere (chi di questi tre si è fatto prossimo?) ne modifica radicalmente il concetto: tuo prossimo non è colui che tu fai entrare nell'orizzonte delle tue attenzioni, ma prossimo sei tu quando ti prendi cura di un uomo; non chi tu ami, ma tu quando ami.

"Ne ebbe compassione". Luca indica l'essere preso alle viscere, come un morso, un crampo allo stomaco, uno spasmo, una ribellione, qualcosa che si muove dentro, e che è poi la sorgente da cui scaturisce la misericordia fattiva.
Compassione è provare dolore per il dolore dell'uomo, la misericordia è prendersi cura di qualcuno. Nel vangelo di Luca "provare compassione" indica una azione divina con la quale il Signore restituisce vita a chi non ce l'ha. Avere misericordia è l'azione umana che deriva da questo "sentimento divino".
Il buon samaritano: vede, si ferma, tocca, sono tre azioni della misericordia.
Per Gesù invece guardare e amare erano la stessa cosa: lui è lo sguardo amante di Dio.
Fermarsi: interrompere la propria strada, i propri progetti, lasciare che sia l'altro a dettare l'agenda, fermarsi addosso alla vita che geme e chiama.

Toccare: il samaritano si fa vicino, versa olio e vino, fascia le ferite dell'uomo, lo carica, lo porta. Toccare è parola dura per noi, convoca il corpo, ci mette alla prova. Non è spontaneo toccare il contagioso, l'infettivo, il piagato. Ma nel vangelo ogni volta che Gesù si commuove, si ferma e tocca. Mostrando che amare non è un fatto emotivo, ma un fatto di mani, di tatto, concreto, tangibile.
Il samaritano si prende cura dell'uomo ferito in modo addirittura esagerato. Ma proprio in questo eccesso, in questo dispendio, nell'agire in perdita e senza contare, in questo amore unilaterale e senza condizioni, diventa lieta, divina notizia per la terra.