RICORRENZE GESU’ GENNAIO
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RICORRENZE GESU’ GENNAIO

3 Gennaio Il Nome Del Signore Gesù

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Il Messia ha portato durante la sua vita terrena il nome di Gesù, nome che gli fu imposto da san Giuseppe dopo che l'angelo di Dio in sogno gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché ciò che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati" (Mt.1, 21-25).
Quindi il significato del nome Gesù è quello di salvatore; gli evangelisti, gli Atti degli Apostoli, le lettere apostoliche, citano moltissimo il significato e la potenza del Nome di Gesù, fermandosi spesso al solo termine di "Nome" come nell'Antico Testamento si indicava Dio.
Nel corso della vita pubblica di Gesù, i suoi discepoli, appellandosi al suo nome, guariscono i malati, cacciano i demoni e compiono ogni sorta di prodigi:
Luca, 10, 17, "E i settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome"; Matteo 7, 22, "... Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti prodigi nel tuo nome?".
Atti 4, 12, "...Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale possiamo avere la salvezza".
Risuscitando Gesù e facendolo sedere alla sua destra, Dio "gli ha donato il nome che è sopra di ogni nome" (Ef. 1, 20-21); si tratta di un "nome nuovo" (Ap. 3, 12) che è costantemente unito a quello di Dio.
Questo nome trova la sua espressione nell'appellativo di Signore, che conviene a Gesù risorto, come allo stesso Dio Padre (Fil. 2, 10-11). Infatti i cristiani non hanno avuto difficoltà ad attribuire a Gesù, gli appellativi più caratteristici che nel giudaismo erano attribuiti a Dio.
Atti 5, 41: "Ma essi (gli apostoli) se ne partirono dalla presenza del Sinedrio, lieti di essere stati condannati all'oltraggio a motivo del Nome".
La fede cristiana consiste nel professare con la bocca e credere nel cuore "che Gesù è il Signore, e che Dio lo ha ridestato dai morti" e nell'invocare il nome del Signore per conseguire la salvezza (Rom. 10, 9-13).
I primi cristiani, appunto, sono coloro che riconoscono Gesù come Signore e si designano come coloro che invocano il suo nome, esso avrà sempre un ruolo preminente nella loro vita: nel nome di Gesù i cristiani si riuniranno, accoglieranno chiunque si presenti nel suo nome, renderanno grazie a Dio in quel nome, si comporteranno in modo che tale nome sia glorificato, saranno disposti anche a soffrire per il nome del Signore.
L'espressione somma della presenza del Nome del Signore e dell'intera SS. Trinità nella vita cristiana, si ha nel segno della croce, che introduce ogni preghiera, devozione, celebrazione; e conclude le benedizioni e l'amministrazione dei sacramenti: "Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
Il culto liturgico del Nome di Gesù
Il SS. Nome di Gesù, fu sempre onorato e venerato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma solo nel XIV secolo cominciò ad avere culto liturgico.
Grande predicatore e propagatore del culto al Nome di Gesù, fu il francescano san Bernardino da Siena (1380-1444) e continuato da altri confratelli, soprattutto dai beati Alberto da Sarteano (1385-1450) e Bernardino da Feltre (1439-1494).
Nel 1530, papa Clemente VII autorizzò l'Ordine Francescano a recitare l'Ufficio del Santissimo Nome di Gesù; e la celebrazione ormai presente in varie località, fu estesa a tutta la Chiesa da papa Innocenzo XIII nel 1721.
Il giorno di celebrazione variò tra le prime domeniche di gennaio, per attestarsi al 2 gennaio fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu soppressa.
Papa Giovanni Paolo II ha ripristinato al 3 gennaio la memoria facoltativa nel Calendario Romano.

"Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre".

(Luca 2:21)

Il santo nome di Gesù è stato donato dal cielo, per questo ha potere.

Santa Giovanna d'Arco è morta sul rogo ripetendo il nome di Gesù.

Il nome di Gesù rappresenta la Persona divina del Verbo incarnato.

"Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre" .

(Filippesi 2:911)

L'angelo ha detto chiaramente a San Giuseppe il motivo di questo nome: "Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati" .

(Mt 1, 21)

La parola "Gesù" in ebraico vuol dire "Dio salva", oppure Salvatore.

Pronunciare il nome di Gesù con fede significa quindi accettarlo come divino salvatore.

È nel nome di Gesù che i peccati vengono perdonati.

"Sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati" .

(Marco 2:10)

Lui può dire al peccatore:

"Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati",

(Marco 2:5)

E lui trasmette questo potere agli uomini - gli apostoli (Giovanni 20:2123)

che lo utilizzano nel suo Nome.

La Resurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore, perché da quel momento in poi è il nome di Gesù che si manifesta pienamente nel potere supremo del "nome sopra ogni altro nome".

Gli spiriti malvagi temono il suo nome ed è nel nome di Lui, che i discepoli di Gesù hanno compiuto miracoli.

Poiché tutto quello che hanno chiesto al Padre, nel Suo nome, il Padre lo ha concesso.

È nel nome di Gesù che i malati sono vengono curati, è nel suo nome che i morti resuscitano, gli zoppi camminano, i sordi vedono, i lebbrosi sono sanati...

Quel nome benedetto ha potere.

Dopo che il peccato ha raggiunto l'umanità, soltanto il nome di Dio Redentore può salvare l'uomo.

E questo nome è Gesù.

È mediante il nome di Gesù che gli apostoli compiono meraviglie.

"E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno»" (Marco 16:1718)

Pertanto, il santo nome di Gesù ha il potere e deve essere invocato con rispetto, riverenza e fede.

I farisei e i dottori della legge volevano impedire agli apostoli di predicare nel nome di Gesù:

"E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù".

(Atti 4:18)

Ma loro si sono rifiutati di smettere di pronunciare quel santo nome, perché sapevano che non esiste alcuna salvezza in nessun altro:

"In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" .

(Atti 4:12)

Gesù Cristo è l'unico nome divino che dona salvezza e può essere invocato da qualsiasi persona, perché si è unito a tutti gli uomini tramite l'Incarnazione.

Il nome di Dio Salvatore veniva invocato una volta l'anno dal sommo sacerdote per l'espiazione dei peccati di Israele, dopo aver asperso il propiziatorio del Santo dei Santi con il sangue sacrificale.

Il propiziatorio era il luogo della presenza di Dio.

Quando San Paolo dice di Gesù che "Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue" (Romani 3:25), vuole dire che "è stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo" (2 Corinzi 5:19).

Il nome di Gesù è il fulcro della preghiera cristiana. Tutte le preghiere liturgiche si concludono con la formula:

"Per il nostro Signore Gesù Cristo...".

L'Ave Maria culmina con la frase "benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù". Il nome di Gesù è al centro dell'Ave Maria; il Rosario è focalizzato nel nome di Gesù, ecco da dove deriva il suo potere.

Che possiamo anche oggi, e sempre, pronunciare con fede e devozione questo nome dolce, santo e potente.

Come il cieco di Gerico, che ha gridato con fede ed è stato guarito:

"Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!»"

(Luca 18:38)