IL VANGELO NEL 21°
SECOLO.
DOMENICA DELLE PALME E SETTIMANA ANNO A.
IL VANGELO DEL GIORNO.
Osanna
al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
DOMENICA DELLE PALME ANNO A
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 21,1-11)
La folla gridava: Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
29 Marzo 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,1-11)
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte
degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di
fronte a voi e subito troverete un'asina, legata, e con essa un puledro.
Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: "Il
Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito"». Ora questo avvenne
perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia
di Sion: "Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un'asina e su un puledro,
figlio di una bestia da soma"».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero
l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.
La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri
tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo
precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei
cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e
diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da
Nàzaret di Galilea». Parola del Signore.
Imitiamo le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore.
RIFLESSIONI
È allo stesso tempo l'ora della luce e l'ora delle tenebre.
L'ora della luce, poiché il sacramento del Corpo e del Sangue è stato
istituito, ed è stato detto: "Io sono il pane della vita... Tutto ciò che il
Padre mi dà verrà a me: colui che viene a me non lo respingerò... E questa è la
volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto mi ha
dato, ma lo risusciti l'ultimo giorno" (Gv 6,35-39). Come la morte è arrivata
dall'uomo così anche la risurrezione è arrivata dall'uomo, il mondo è stato
salvato per mezzo di lui. Questa è la luce della Cena.
Al contrario, la tenebra viene da Giuda. Nessuno è penetrato nel suo segreto.
Si è visto in lui un mercante di quartiere che aveva un piccolo negozio, e che
non ha sopportato il peso della sua vocazione. Egli incarnerebbe il dramma
della piccolezza umana. O, ancora, quello di un giocatore freddo e scaltro
dalle grandi ambizioni politiche.
Lanza del Vasto ha fatto di lui l'incarnazione demoniaca e disumanizzata del
male.
Tuttavia nessuna di queste figure collima con quella del Giuda del Vangelo. Era
un brav'uomo, come molti altri. È stato chiamato come gli altri. Non ha capito
che cosa gli si faceva fare, ma gli altri lo capivano? Egli era annunciato dai
profeti, e quello che doveva accadere è accaduto. Giuda doveva venire, perché
altrimenti come si sarebbero compiute le Scritture? Ma sua madre l'ha forse
allattato perché si dicesse di lui: "Sarebbe stato meglio per quell'uomo se non
fosse mai nato!"? Pietro ha rinnegato tre volte, e Giuda ha gettato le sue
monete d'argento, urlando il suo rimorso per aver tradito un Giusto. Perché la
disperazione ha avuto la meglio sul pentimento? Giuda ha tradito, mentre Pietro
che ha rinnegato Cristo è diventato la pietra di sostegno della Chiesa. Non
restò a Giuda che la corda per impiccarsi. Perché nessuno si è interessato al
pentimento di Giuda? Gesù l'ha chiamato "amico". È veramente lecito pensare che
si trattasse di una triste pennellata di stile, affinché sullo sfondo chiaro,
il nero apparisse ancora più nero, e il tradimento più ripugnante? Invece, se
questa ipotesi sfiora il sacrilegio, che cosa comporta allora l'averlo chiamato
"amico"? L'amarezza di una persona tradita? Eppure, se Giuda doveva esserci
affinché si compissero le Scritture, quale colpa ha commesso un uomo condannato
per essere stato il figlio della perdizione?
Non chiariremo mai il mistero di Giuda, né quello del rimorso che da solo non
può cambiare nulla. Giuda Iscariota non sarà più "complice" di nessuno.
Passio "La passione di Cristo"
TESTO:-
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo. (Mt 26, 14-27,66)
- Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei
sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli
gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione
propizia per consegnare Gesù.- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
«Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli
rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo
è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come
aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.- Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In
verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati,
cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli
rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi
tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a
quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo
se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?».
Gli rispose: «Tu l'hai detto».- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e,
mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio
corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene
tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per
il perdono dei peccati. Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto
della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre
mio». Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo.
Sta scritto infatti: "Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del
gregge". Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò
mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo
canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi
morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai
discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro
e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse
loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio,
se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come
vuoi tu!».Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non
siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non
entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò
una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare
via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo
addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si
allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi
si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora
è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi,
andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una
grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli
anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che
bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve,
Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si
fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di
quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del
sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la
tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada
moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito
a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si
compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello
stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a
prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non
mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le
Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.- Vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa,
presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo
aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava
seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza
contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero
presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che
affermarono: «Costui ha dichiarato: "Posso distruggere il tempio di Dio e
ricostruirlo in tre giorni"». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non
rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva.
Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di
dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto – gli rispose
Gesù –; anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla
destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che
bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve
ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in
faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa' il profeta per
noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si
avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a
tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l'atrio, lo
vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma
egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell'uomo!». Dopo un poco, i
presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro:
infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a
giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si
ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi
rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.- Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero
consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero
via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato,
preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e
agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma
quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le
monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei
sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro,
perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il "Campo
del vasaio" per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato
"Campo di sangue" fino al giorno d'oggi. Allora si compì quanto era stato detto
per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d'argento, il prezzo di
colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d'Israele, e le diedero per il
campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò
dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i
capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di
te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase
assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per
la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato
famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse:
«Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato
Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che
fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa
sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere
Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi
due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero:
«Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato
Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha
fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese
dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono
responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il
suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per
loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse
crocifisso.- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono
attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello
scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli
misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo
deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano
la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del
mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo
costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che
significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele.
Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le
sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra
del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re
dei Giudei».Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu,
che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu
sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con
gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e
non può salvare se stesso! È il re d'Israele; scenda ora dalla croce e
crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha
detto infatti: "Sono Figlio di Dio"!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo
insultavano allo stesso modo.- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che
significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo,
alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse
a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da
bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù
di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra
tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi,
che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione,
entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che
con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che
succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio
di Dio!».Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito
Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria
madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui
era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo
di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il
corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che
si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata
del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di
Màgdala e l'altra Maria.- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi
dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che
quell'impostore, mentre era vivo, disse: "Dopo tre giorni risorgerò". Ordina
dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i
suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: "È risorto dai morti". Così
quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro:
«Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete».
Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi
lasciarono le guardie. Parola del Signore.
Gloria a Te Gesù
Lunedì Della
Settimana Santa Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 12,1-11)
Maria prese del profumo di puro nardo, assai prezioso,
cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli.
30 Marzo 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 12,1-11)
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro,
che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta
serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne
cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si
riempì dell'aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:
«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati
ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era
un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della
mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete
me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e
accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva
risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche
Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Nella proposta di Giuda di non utilizzare il costoso nardo per donare i soldi
ai poveri, c'è la pienezza dell'ipocrisia di quanti trovano espedienti
maliziosi per appropriarsi di ciò che appartiene ad altri. C'è anche in lui,
traditore e spergiuro, l'assenza totale di amore verso Dio e considera denaro
sprecato utilizzarlo per ungere Gesù.
Vediamo l'assenza di stima di Giuda verso Gesù, non Lo considera Dio e
addirittura Lo biasima come un povero folle, un ingenuo che non ha capito nulla
della realtà di Israele. In un sol colpo Giuda spazza via tutti i miracoli di
Gesù, i suoi grandi insegnamenti, le prove della sua Divinità. Spazza via dalla
sua mente squilibrata a causa della potentissima presenza dei diavoli, le
grandi opere del Signore.
La proposta che fa Giuda nel Vangelo di non utilizzare i profumi migliori per
Gesù, mi ricorda molte Chiese di oggi con altari spogli e senza fiori accanto
al Tabernacolo, senza luci come ad indicare che lì non c'è nessuno mentre in
verità nel Tabernacolo dimora la Luce Divina.
Mi trovo a dover svelare, che gli altari trascurati, senza fiori, luci, né
tovaglie preziose, indicano assenza di amore per Gesù.
C'è un'altra atmosfera quando l'altare è addobbato di bei fiori, illuminato,
pulito, ordinato, rivestito di tovaglie pregiate. Da queste cose si comprende
l'interesse verso Gesù, la certezza della sua presenza e il vivo desiderio di
adorarlo, lodarlo, ringraziarlo.
Oggi inizia la Settimana Santa e siamo chiamati a fare qualcosa in più,
fermiamoci a riflettere.
Meditiamo con maggiore interesse il Vangelo per elevarci da posizioni e
situazioni molto umane
La mia bocca, Signore, racconta la tua salvezza.
Martedì Della Settimana Santa Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 13,21-33.36-38)
In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà
31 Marzo 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 13,21-33.36-38)
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente
turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora
uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di
Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui
parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E,
intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei
commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che,
poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci
occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli,
preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e
Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo
glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco
sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche
a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado,
tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore,
perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai
la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo,
prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Mi riempio di
compassione nel leggere queste parole dette da Gesù a uno dei Dodici che per
tre anni ha condiviso un'esperienza unica: "In verità, in verità Io vi dico:
uno di voi mi tradirà". L'Amore infinito di un Dio buono che viene odiato e
tradito per pochi denari, è troppo commovente.
Questo martedì della Settimana Santa ci riserva questa rivelazione di Gesù e
tutti i peccatori devono porsi la domanda del tradimento, anche se i loro
peccati sono minuzie se paragonati al tradimento di Giuda. Sono però peccati
che allontanano da Dio, fanno perdere la Grazia e si scivola nella
sregolatezza, fino a vivere nell'immoralità.
Però è un buon esercizio ricordare le parole di Gesù, non quelle pesanti dette
a Giuda, ma come richiamo ad una vita virtuosa. Le parole dette a Giuda
principalmente vanno indirizzate a quanti tradiscono Dio e la loro vocazione.
Perché molti laici sono giustificabili per la poca conoscenza della nostra
dottrina anche se rimane sempre un errore grave non conoscere la propria Fede. Comunque
i cristiani vanno sempre sostenuti con le preghiere, aiutati con i buoni
consigli, richiamati amabilmente quando smarriscono la Via del cammino
spirituale. Se questo non accade in tantissime situazioni, Gesù viene tradito
di continuo e si comprende la sua amarezza. Ad ognuno di noi chiede di aiutarlo
a riportare i peccatori in Chiesa, cominciando a parlare di Lui in famiglia ed
invitandoli a pregare. Vedete come il mondo si è progressivamente e quasi
totalmente allontanato da Gesù?
O Dio Grade e Misericordioso Ti Adoriamo
Mercoledì Della
Settimana Santa Anno A
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 26,14-25)
Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
1 Aprile 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 26,14-25)
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei
sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli
gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione
propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
«Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli
rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo
è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come
aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In
verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati,
cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli
rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi
tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a
quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo
se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?».
Gli rispose: «Tu l'hai detto». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua? Mt 26,
17-18
una richiesta premurosa, ma nasconde molta ottusità. Gli apostoli pensano di
preparare loro la Pasqua e non hanno la minima idea di che Pasqua stia
preparando Gesù a loro. Pensano anche di fare un piacere, un servizio a lui: la
pasqua è sua, non è da fare insieme. Come se gli anni passati con lui, non
avessero costruito in loro senso di comunità.
Ma quella frase potrebbe rivelare anche altri significati: la Pasqua è solo di
Gesù, perché lui sarà l'agnello immolato. In questo caso gli apostoli stanno
inconsapevolmente dichiarandosi coloro che vanno a preparare il sacrificio, non
solo il rito. Stanno sistemando la vittima. Drammaticamente tutto vero.
Inconsapevolezza, incomprensione si mescolano alla delusione, alla sfiducia,
alla tristezza e preparano la morte di Gesù. Come se in quei gesti e in quelle
emozioni si condensassero i rifiuti, i tradimenti, il peccato di una intera
storia!
Tutto, comunque, si sta organizzando perché la rivelazione finale e completa di
Gesù si attui.
Signore, la tua morte sembra la conseguenza del nostro rifiuto. Tu ci hai
invitato alla tua Pasqua, ti sei messo a nostro servizio, ci hai lavato i
piedi, ci hai apparecchiato la tavola. Così ti sei fatto carico del rifiuto e
lo hai trasformato in vita nuova. Una vita che passa attraverso la morte, si
lascia uccidere, ma risorge! Per sempre.
Signore Gesù Cristo, la tua luce risplenda dentro di noi.
Non lasciare che i miei dubbi e il mio buio mi parlino.
Signore Gesù Cristo, la tua luce risplenda dentro di noi.
Lascia che il mio cuore accolga sempre il tuo amore.
Gesù Cristo ha fatto di noi un regno,
a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Giovedì Santo Dalla Messa "Del Crisma" Anno A
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 4,16-21)
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha mandato a proclamare l'anno di grazia del Signore.
2 Aprile 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 4,16-21)
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo
solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il
rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga,
gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si
è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
In questa messa che si svolge nella cattedrale, si manifesta il mistero del
sacerdozio di Cristo, partecipato dai ministri costituiti nelle singole Chiese
locali, che rinnovano oggi il loro impegno al servizio del popolo di Dio.
Il Vescovo, circondato dagli altri sacerdoti, benedice gli oli che verranno
adoperati nei diversi sacramenti: il crisma (olio mescolato con profumi), per
significare il dono dello Spirito Santo nel Battesimo, nella Cresima, nell'Ordine;
l'olio per i catecumeni e quello per i malati, segno della forza che libera dal
male e sostiene nella prova della malattia.
Attraverso una realtà terrena, già trasformata dal lavoro dell'uomo (l'olio) e
un gesto semplice e familiare (l'unzione), si esprime la ricchezza della nostra
esistenza in Cristo, che lo Spirito continua a trasmettere alla Chiesa sino
alla fine dei tempi.
Nella nuova ed eterna alleanza tutto ha valore perchè tutto procede dall'Unto
per eccellenza, da Gesù Cristo.
In lui, come egli stesso dichiara, si realizza in pieno il testo di Is 61,1-2.
Gesù dimostra attraverso le opere la sua missione (Atti 10,38).
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Crediamo Te
VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE) ANNO A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 18,1-19,42)
Catturarono Gesù, lo legarono, lo condussero da Anna a Caifa e a Pilato.
Lo flagellarono e lo crocifissero.
3 Aprile 2026
Catturarono Gesù e lo legarono
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».
RIFLESSIONI
La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell'insegnarci
che ci possono essere sofferenze, vissute nell'amore, che glorificano il Padre.
Spesso, è la "tentazione" di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare
progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la
sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza "santa".
Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell'amore
infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel
cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa
esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte,
ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo
che esista una morte "santa": la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite
alla sua.
Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci
capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il
coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo
trovare la pace del suo amore.
Nel cuore di Gesù c'è un'unione perfetta fra amore e sofferenza: l'hanno capito
i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù.
Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti.

Gloria a Te Gesù morto e risorto per noi
Ti Adoriamo
SABATO SANTO ANNO A
Dal Vangelo secondo Matteo,(Mt. 27,59-60)
Giuseppe, preso il Corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose
nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una
gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò.
4 Aprile 2026
Matteo 27,59-60
Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
Si sono divisi tra loro le mie vesti.
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
«Tuttoè compiuto!»
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse
la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò
una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla
bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «Tuttoè compiuto!». E, chinato il capo,
consegnò lo spirito.(Qui si genuflette e di fa una breve pausa)- E subito ne
uscì sangue e acqua.
«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto»
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi.
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Veglia della Notte santa, la Madre di tutte le veglie. Così
S. Agostino definisce questa celebrazione. Essa si colloca al cuore dell'Anno
liturgico, al centro di ogni celebrazione. Ad essa si preparavano i nuovi
cristiani, in essa speravano i peccatori, tutti potevano di nuovo attingere
dalla mensa ai "cancelli celesti". Essa rappresenta Totum pasquale
sacramentum. Infatti in essa si celebrano non solo i fatti della risurrezione,
ma anche quelli della passione di Cristo.
Questo giorno, ce lo ricorda la rubrica del Messale Romano, è giorno di
meditazione e di preghiera. Vige pure il 'digiuno eucaristico' che stimola il
forte desiderio della piena comunione con il Cristo risorto.
Oggetto della meditazione sono l'amore divino di Gesù, che l'uomo è riuscito a
trasformare in passione e morte, ma che ha la sua pienezza nella risurrezione.
La Veglia è suddivisa in quattro parti:
- dopo il lucernario e il preconio pasquale (che costituiscono la prima parte
di questa Veglia),
- la santa Chiesa medita le meraviglie che il Signore Dio fece fin dall'inizio
per il suo popolo, confidando nella sua parola e nella sua promessa (seconda
parte o liturgia della Parola),
- fino al momento in cui, avvicinandosi il giorno della risurrezione, con i nuovi
membri rigenerati nel Battesimo (terza parte),
- viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato per il suo popolo,
memoriale della sua morte e risurrezione, finchè egli venga (quarta parte).










