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La risurrezione di Lazzaro segno della Pasqua
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno

V DOMENICA DI QUARESIMA ANNO A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11,1-45)
Chiunque vive e crede in me,
non morirà in eterno
22 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45)

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Parola del Signore

RIFLESSIONI

Il racconto della risurrezione di Lazzaro è una delle "storie di segni" che racconta san Giovanni. Si tratta qui di presentare Gesù, vincitore della morte. Il racconto culmina nella frase di Gesù su se stesso: "Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me non morrà in eterno" (vv. 25-26).
Che Dio abbia il potere di vincere la morte, è già la convinzione dei racconti tardivi dell'Antico Testamento. La visione che ha Ezechiele della risurrezione delle ossa secche - immagine del ristabilimento di Israele dopo la catastrofe dell'esilio babilonese - presuppone questa fede (Ez 37,1-14). Nella sua "Apocalisse", Isaia si aspetta che Dio sopprima la morte per sempre, che asciughi le lacrime su tutti i volti (Is 25,8). E, per concludere, il libro di Daniele prevede che i morti si risveglino - alcuni per la vita eterna, altri per l'orrore eterno (Dn 12,2). Ma il nostro Vangelo va oltre questa speranza futura, perché vede già date in Gesù "la risurrezione e la vita" che sono così attuali. Colui che crede in Gesù ha già una parte di questi doni della fine dei tempi. Egli possiede una "vita senza fine" che la morte fisica non può distruggere. In Gesù, rivelazione di Dio, la salvezza è presente, e colui che è associato a lui non può più essere consegnato alle potenze della morte.

Gv 8,1-11
Gv 8,1-11

Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall'uomo perfido e perverso.
Tu sei il Dio della mia difesa. Gloria a Te Signore Sal 41,1-2

Lunedì Della V Settimana Di Quaresima Anno B
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,1-11)
Chi di voi è senza peccato,
getti per primo la pietra contro di lei.
23 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più». Parola del Signore

RIFLESSIONII

E' vicino il momento in cui Cristo farà la rivelazione più radicale - e la più incomprensibile per l'uomo - della sua potenza: morire sulla croce. È uno "scandalo per gli Ebrei, follia per i popoli pagani" (1Cor 1,23).
Già prima Gesù aveva parlato ai suoi discepoli della croce, che li stupì e confuse. Quello che osservavano, nel comportamento sociale, è che l'uomo utilizza la debolezza degli altri per affermare il proprio potere. Ma Gesù diceva loro: "I re delle nazioni... e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così" (Lc 22,25). E i farisei che pretendono di usare una povera donna, colta in flagrante delitto di adulterio, per compromettere Gesù, gli danno in effetti l'occasione di insegnare con un esempio i suoi nuovi metodi.
In primo luogo Gesù mette in evidenza l'ipocrisia dei farisei: "Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra. Dopo, toglie loro qualsiasi argomentazione. Mette in evidenza la loro ignoranza colpevole della legge che insegna che Dio, essendo potente sovrano, giudica con moderazione e governa con indulgenza, perché egli opera tutto ciò che vuole (Sal 115,3). Infine - e questo è il punto più importante del Vangelo -, Gesù insegna alle folle che non esiste più grande manifestazione di potere che il perdono. La morte stessa non ha un così grande potere. In effetti, solo il potere di Cristo, che muore crocifisso per amore, è capace di dare la vita. E soltanto il potere che serve a dare la vita è vero potere

(Gv 8,21-30)
(Gv 8,21-30)

Grazie, Gesù. Che da lassù, dal Padre, sei venuto per portare anche me, peccatore, lassù, nella comunione con Lui.
Ti sei lasciato innalzare sulla Croce per guarirmi dalla sfiducia in Lui, dal veleno dell'orgoglio e dell'egoismo.
Alzo gli occhi, come il buon ladrone, a Te, Gesù, per essere accolto nel Tuo regno.

Martedì Della V Settimana Di Quaresima Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,21-30)
Colui che mi ha mandato è con me
non mi ha lasciato solo.
24 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,21-30)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Vi ho detto che morirete nei vostri peccati
È Cristo la salvezza di Dio per ogni uomo. Questa verità è gridata da Gesù in tanti modi. Il modo più solenne è quello della preghiera di lode e di benedizione.
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,25-30).
Gesù è il Mediatore universale tra Dio e l'uomo. È la voce di Dio che rende vera o falsa ogni altra voce. È la grazia divina che rigenera, santifica, salva. È la verità nella quale ogni creatura del cielo e della terra diviene vera. Gesù è tutto e tutto è in Gesù. Questa verità è gridata anche da Pietro, dopo la guarigione dello storpio in Gerusalemme.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità. Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch'essi questi giorni (At 3,17-24).
Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa', Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,5-12).
Non vi è altro nome. Questo deve essere il grido perenne della Chiesa. Non c'è salvezza se non in Cristo, con Cristo, per Cristo. Non vi è salvezza fuori del corpo di Cristo. La salvezza è nel corpo di Cristo, dal corpo di Cristo, per il corpo di Cristo che è la Chiesa. Noi tutti siamo chiamati a gridare al mondo questa duplice professione di fede: la salvezza è in Cristo e nella Chiesa, è da Cristo e dalla Chiesa. È dalla Chiesa che ogni giorno diviene e si fa vero Corpo del su Dio e Signore.
Cristo Gesù è il Dio che oggi salva. Salva per mezzo del suo corpo che è la Chiesa.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci sorgente di salvezza.

(Lc 1,26-38)
(Lc 1,26-38)

Lode e onore a te, Signore Gesù
Gloria al Padre, al Figlo e allo Spirito Santo

Mercoledì Della V Settimana Di Quaresima Anno A
Annunciazione Del Signore
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 1,26-38)
Rallegrati, piena di grazia:
il Signore è con te.
25 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 1,26-38)

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Ciò che colpisce, nell'Annunciazione, è che una "religione pura" esige un dialogo vivente e costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio ha pronunciato la sua ultima Parola a Maria, perché si compissero le parole che, nella storia di Israele, erano state dette ad Abramo, a Mosé e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino.
I profeti sostituirono alle loro proprie idee la Parola di Dio; anche Maria lasciò che la Parola di Dio si sostituisse a quelle che erano le sue convinzioni religiose. Di fronte alla profondità e all'estensione di questa nuova Parola, Maria "rimase turbata". L'avvicinarsi del Dio infinito deve sempre turbare profondamente la creatura, anche se, come Maria, è "piena di grazia".
Assolutamente straordinario è poi che questo Dio non solo si avvicina a Maria, ma le offre il proprio Figlio eterno perché divenga il suo Figlio. Come è possibile che il "Figlio dell'Altissimo" diventi suo Figlio? "Lo Spirito Santo scenderà su di te". Come scese sul caos, in occasione della creazione, lo Spirito Santo scenderà su Maria e il risultato sarà una nuova creazione. L'albero appassito della storia fiorirà di nuovo. "Maria disse: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". Nell'Annunciazione si ha il tipo di dialogo che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo vorrebbe avere con ciascuno di noi. L'esperienza di Maria a Nazaret sottolinea questa verità per tutto il popolo di Dio. Il suo "sì" in risposta all'offerta divina e il cambiamento drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale.
Ma, cosa più importante, l'Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un'"annunciazione" personale. Sto esagerando? No di certo. Se esaminate la vostra vita passata, troverete un'esperienza che è stata decisiva; forse non ebbe allora conseguenze immediate, o almeno non vi sembrò, ma, ripensandoci adesso, vi accorgete che è stata fondamentale, sia essa la scuola che avete frequentato, un libro che avete letto, un discorso che avete ascoltato, una frase delle Scritture che vi ha colpito, gli amici a cui vi siete sentiti uniti o un ritiro che avete fatto. Era il Dio di Maria di Nazaret che si annunciava a voi. Voi avete dunque avuto una "vostra" annunciazione. E se non avete risposto "sì", o se avete pronunciato soltanto un "sì" timido? Basta riconoscere l'annunciazione ora e cercare di recuperare il tempo perduto vivendo per Dio e per gli altri.
"Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto".

(Gv 8,51-59)
(Gv 8,51-59)

Lode e gloria al Signore

Giovedì Della V Settimana Di Quaresima Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,51-59)
Se uno osserva la mia parola,
non vedrà la morte in eterno.
26 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 8,51-59)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: "Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno"». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno". Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "È nostro Dio!", e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Per non morire, basta osservare l'insegnamento di Gesù, osservarlo per intero. Eppure quante volte per far bella figura ci scusiamo, davanti all'opinione pubblica e davanti a noi stessi, dicendo che rispettiamo quest'insegnamento, ma in parte! Facendo ciò, non conosciamo Dio, perché non consideriamo le sue esigenze. Il Nuovo Testamento è il complemento e, insieme, il compimento dell'insegnamento dell'Antica Alleanza. Non possiamo capire del tutto l'Antico Testamento se non lo leggiamo con il Nuovo Testamento come un tutto. Ma il Nuovo Testamento non sarà comprensibile in tutte le sue implicazioni se lo leggiamo separatamente. Gesù ricorda oggi l'unità dei due Testamenti. Gli interlocutori di Gesù non vogliono prendere atto di ciò. Ne hanno semplificato la prospettiva, e si sono trovati in errore. Abramo ne possedeva invece la prospettiva globale, perché, grazie alla sua fede, guardava verso l'avvenire, verso il Messia. Gesù è il Messia promesso, atteso, colui che salverà Israele, ma gli Ebrei non ci credono. Si ostinano a guardare soltanto alla vita terrena, nel suo circolo chiuso che va dalla nascita alla morte, mentre la vita eterna, di cui parla Gesù, comincia con la nascita nell'acqua e nello spirito ed è infinita. Per giungere a questa vita eterna, bisogna osservare per intero l'insegnamento di Gesù.

(Gv 10,31-42)
(Gv 10,31-42)

Uniti agli angeli e a tutti i santi,
eleviamo al Signore un inno di lode

Venerdì Della V Settimana Di Quaresima Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 10,31-42)
Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre:
per quale di esse volete lapidarmi?
27 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 10,31-42)

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Gesù è nel Tempio durante la festa della Dedicazione e le parole che ha appena pronunciato - «Io e il Padre siamo uno» - scatenano le ostilità dei Giudei. Alle loro orecchie la pretesa iscritta in quelle parole equivale a una bestemmia da punire con la lapidazione.
La risposta di Gesù è una richiesta di spiegazione. Le opere che ha compiuto in mezzo a loro sono «belle», espressione nota alla tradizione dell'Antico Testamento per indicare la conformità alla volontà di Dio. Sono compiute da Gesù ma hanno origine in Dio e manifestano la sua presenza tra gli uomini. Come possono essere motivo di condanna?
I Giudei operano un distinguo: non sono le opere da condannare, bensì il fatto che, a partire dalle opere Gesù intenda farsi uguale a Dio. La bestemmia consiste nel divinizzarsi, oltraggiando così il primo comandamento sull'unicità di Dio e del culto da prestargli.
La controversia procede sul terreno della Legge, alla quale Gesù si appella per mostrare la verità delle sue affermazioni attraverso un semplice ragionamento esegetico.
Cita un versetto del Salmo 82 - «Ho detto voi siete dei» - applicandolo a «coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio». L'andamento dell'argomentazione porta a pensare che costoro sono tutti gli israeliti, in quanto destinatari della rivelazione al Sinai e dunque degni di esser chiamati «dei, figli dell'Altissimo».
Se dunque loro possono considerarsi come déi, a maggior ragione può farlo colui che è stato scelto («consacrato» = separato per un particolare incarico da Dio) e inviato nel mondo dal Padre. Chi più di lui può dirsi Figlio di Dio?
Respinta l'accusa di blasfemia, Gesù torna sul tema delle «belle opere», facendo notare che, nella misura in cui manifestano la presenza di Dio, diventano un criterio di legittimazione delle sue affermazioni.
Se infatti non compisse le opere del Padre, cioè se i suoi atti non rivelassero la presenza di Dio in lui, allora avrebbero ragione a non credergli. Ma se è vero - come è vero - il contrario, allora i suoi avversari non possono non prestare fede almeno all'eloquenza delle opere. Potranno squalificare Gesù, ma non il suo agire e dar credito ad esso li porterà a scoprire e comprendere l'unità tra Padre e Figlio.
Suggestivo è il fatto che Giovanni collochi la controversia nella festa della Dedicazione del Tempio. Mentre il popolo è radunato a celebrare la consacrazione dell'altare, l'evangelista spinge a prenderne le distanze: la piena presenza di Dio non è più il Tempio, ma la persona di Gesù.
Sfuggendo nuovamente alla cattura - non è infatti ancora la sua «ora» - Gesù si ritira fuori dallo spazio dell'ebraismo ufficiale, là dove era iniziata la sua attività pubblica. Lì, ai margini dell'ufficialità, raccoglie numerosi attestati di fede.
Il tema delle «opere belle» di Gesù e della loro credibilità mi fa pensare.
Si parla di frequente nella Chiesa di quanto sia importante risultare credibili agli occhi del mondo nell'aderire al Vangelo. E la credibilità è sempre declinata nei termini di una vita coerente al messaggio di Cristo.
Giusto, la fede cristiana o tocca la carne - il vissuto concreto con tutto ciò che lo compone - oppure che fede mai può essere?
Così, si fa spesso coincidere la credibilità con una perfetta, ineccepibile, immacolata condotta di vita. Il testimone autentico di Cristo sarebbe solo quello che risulta impeccabile - nel letterale senso della parola - e fa del suo cammino di sequela un eccezionale? percorso netto? Basta una distrazione, un attimo di sbandamento, un cedimento momentaneo ed è la fine di ogni credibilità.
Rischiando di fare la voce fuori dal coro, mi chiedo? Non è un'idea di credibilità un po' mondana, quasi da marketing?
Si punta sullo scintillio, sulle prestazioni, sui risultati, sulla massima efficienza. Si mira a produrre una prova inattaccabile, incontrovertibile, un certificato di qualità assolutamente convincente.
A me toglie un po' l'aria e mi chiedo come tutto questo possa raccontare il mistero di morte e resurrezione che è il cuore del Vangelo. Mi manca qualcosa. È tutto troppo terreno. Dove vedo e tocco «il Mistero che salva»?
Il testimone autentico del Vangelo è fragile, povero, peccatore. Mentre vive sinceramente gli insegnamenti di Cristo sperimenta la propria incapacità a farlo perfettamente. Avverte lo scarto che c'è tra la propria esistenza e quella di Gesù.
Ma non dispera. Non teme. Non si vergogna. Guarda alla Croce vedendovi il proprio peccato amato. Contempla il sepolcro aperto e sa che la morte non ha l'ultima parola. E chiede aiuto, invoca misericordia, domanda la forza, spera nella salvezza che viene da Dio.
Il nostro operare il Vangelo è credibile ed è una vera testimonianza per Cristo quando è pasquale. Cioè quando tocca con mano la Croce del proprio fallimento, ma afferma con forza, ripartendo di nuovo, la propria fede nel Padre della Misericordia che dà la vita.
Un cristiano è credibile quando parla - con parole e opere - dell'Incredibile.
Quello dell'amore di Dio che salva anche dalle incoerenze. 

(Gv 11,45-56)
(Gv 11,45-56)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Sabato Della V Settimana Di Quaresima Anno A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11,45-56)
Molti dei Giudei credettero in lui.
28 Marzo 2026

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11,45-56)

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

L'ultima domanda che si pongono i seguaci di Gesù che Lo attendono per la Pasqua, «non verrà alla festa?», nei cristiani autentici trova la risposta corretta, perché non può essere Pasqua senza Cristo. La vera Pasqua non solo festeggia la Risurrezione, è anche il ricordo dell'immolazione di Gesù per amore nostro.
È Lui l'Agnello che viene immolato per espiare i peccati dell'umanità, un Agnello che si offre volontariamente al suo Sacrificio, spargendo il suo prezioso Sangue anche per i suoi traditori e nemici, ed è Sangue che si spreca.
Non solo i nemici citati nel Vangelo cercano di uccidere Gesù, non solamente questi rimangono i grandi nemici di Dio, nel corso dei secoli satana è riuscito a crearsi un esercito potentissimo e molto influente e vuole orgogliosamente sconfiggere Cristo e la sua Chiesa.
Tutti i potenti del mondo sono atei o indifferenti e quasi tutti accaniti nemici di Dio, partecipi di un piano mondiale per eliminare la stessa idea di Dio, determinati a voler creare una falsa religione comprendente tutte quelle riunite per odio verso Gesù.
"Essi combatteranno contro l'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con Lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli" (Ap 17,14).
Gesù vincerà e saranno i cristiani rimasti fedeli a Lui a seguire il suo trionfo con la preghiera costante, con l'adorazione dell'Eucaristia.
Intanto la lotta tra Bene e Male diventa sempre più subdola e incisiva, tanto che proprio numerosi Consacrati diffondono novità sorprendenti e contrarie alla Fede e favorevoli alle altre filosofie. Sembra un romanzo ma sta accadendo all'interno della Chiesa e noi dobbiamo avere un quadro molto chiaro, per aggrapparci saldamente al Vangelo Per salvare la Fede e l'anima!
A molti sfugge la vera motivazione di tanto accanimento contro Gesù e la sua Chiesa, devono focalizzare il «manovratore» di incalcolabili persone legati dagli stessi interessi ideologici, anche economici e politici.
È il «burattinaio» che muove persone prive di principi etici e pronte a tutto per realizzare il loro sogno, illusi di averlo concepito loro, mentre è satana a muovere ogni cosa in essi. Dà la convinzione a molti di essere superuomini, altri lo adorano con la convinzione di essere potenti.
L'intento di satana è la vittoria su Gesù, la distruzione della sua Chiesa, ed appare a tutti i sani di mente un piano folle, lo sa anche satana pur non essendo sano di mente! Egli è completamente accecato dall'odio e dalla vendetta, e si diletta a fantasticare una vittoria impossibile.
Il pensiero illusorio di riuscire a vincere Gesù e la sua Chiesa già appaga satana, e rimuove dalla sua mente folle la sua definitiva sconfitta e tutte le pene che aumenteranno irrimediabilmente, per l'eternità.
Per danneggiare l'opera di Gesù ed eliminare la sua Chiesa, gli alleati di satana cercano di distruggerla, e satana non può agire da solo. Egli ha bisogno di molti personaggi cinici, senza Dio.
Questi personaggi si cancellano dal Libro della Vita, quel Libro mistico dove vengono inseriti i nomi dei salvati, di quanti entrano nella gloria eterna di Dio. Nell'Apocalisse al capitolo 21 San Giovanni descrive dove fu trasportato e vide la Gerusalemme messianica, quella celeste, dei Santi canonizzati e non, di tutti coloro che salvano le loro anime.
La visione dell'Apostolo si completa con la chiara descrizione della Chiesa mistica, infatti non è la città di Gerusalemme, è la nuova Gerusalemme celeste, e la città antica indicata come luogo di Dio, dove morì Gesù Cristo è diventato il Paradiso dove vivranno eternamente tutti i salvati.
Quando Gesù trionferà e sconfiggerà satana, l'umanità vivrà in questo mondo una vita nuova, senza più tentazioni!