IL VANGELO DEL GIORNO: https://www.iosonolalucedelmondo.it/indice-anno-liturgico-2022/
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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,5-19)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
La perseveranza per salvare l'anima, i falsi profeti, le guerre, i cataclismi e la persecuzione da parte dei cattivi, sono gli intensi argomenti che troviamo nel Vangelo di oggi. Spesso i cristiani non li considerano attentamente. Si sorvola sulla perseveranza per salvare l'anima e non si conosce il vero cammino spirituale da compiere, come anche non sempre si agisce secondo il Vangelo dinanzi ai cattivi.
Gesù parla della perseveranza spirituale per la salvezza delle nostre anime al termine di questo fortissimo discorso, dopo avere elencato varie profezie che sono sotto i nostri occhi in questi giorni e che si realizzeranno.
Il Signore precisa che si tratta di un tempo di sofferenze e queste prove scaturiranno non per volontà di Dio, sono i progetti malvagi degli uomini-diavoli, a costringere il Creatore a fermare la follia umana. Dio non vuole la nostra sofferenza, interviene per amore nostro, deve utilizzare poi le maniere forti per svegliarci.
Quando un figlio non vuole ascoltare e continua a sbagliare, a distruggere se stesso e i beni della famiglia, i genitori sono costretti a reagire per evitare guai ancora più gravi. Non si deve mai indicare Dio come colpevole delle calamità, semmai Egli qualche volta permette il male per salvare le anime delle sue creature.
"Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo". Si può imputare a Dio tutto questo? Non c'è una sola spiegazione valida per colpevolizzare Dio, ma anche i cristiani nella loro confusa dispersione, talvolta si lamentano di Dio.
Gesù ci ha dato questo avviso perché ognuno si prepari, questo è il tempo più difficile della storia umana. Sta a noi comprenderlo.
Le guerre, i cataclismi e la persecuzione dei cattivi sono i più grandi pericoli che questa generazione sta vivendo, sono disastri intenzionalmente determinati da gruppi di potere che hanno già pronti i loro spaziosi bunker dove rifugiarsi, e sono felici nel pensare alla desiderata distruzione di ampie parti della Terra.
Sono follie degli uomini consacrati a satana, sono burattini manovrati dai diavoli che sperano di sferrare l'attacco definitivo al Cristianesimo e al mondo. Se "la gloria di Dio è l'uomo vivente", i diavoli fremono per realizzare quanto finora è stato impedito, purtroppo riusciranno a causare tanto male sulla Terra.
Gesù ci parla anche dei falsi profeti che in questi tempi ingannano già centinaia di milioni di persone e con le loro opere riescono ad allontanare tutti i loro seguaci dalla Verità, anche se esprimono parole cristiane o invitano addirittura a pregare. Nelle loro parole si nascondono inganni e la stessa vicinanza o la fiducia che si ripone in essi è già una maledizione.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 18,35-43)
Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Chi è questo cieco, accovacciato nell'oscurità della propria vita, ai margini di una folla apparentemente lucida e dal cammino ben rischiarato, ma che impedisce il grido di cuore del non vedente troppo intempestivo?
Sono io, quando ho la coraggiosa ingenuità di interpellare Cristo, lui che giustamente non passa così vicino a me che per farsi fermare, e che non è importunato da nessun grido che viene dal cuore, soprattutto quello della non vedenza.
Io, ancora, quando riconosco che la semplice preghiera, fiduciosa e non affettata, è il collirio che mi restituisce la vista.
Io, infine, quando la mia lode si aggiunge a quella degli umili vedenti.
Il tema della luce è molto presente nel Vangelo, tutto ciò che riguarda Gesù è luce, sia quella emanata dalla sua Persona, sia la luce che illumina gli esseri umani. Il Signore non si limita ad illuminare solamente i cristiani, anche gli atei e gli anticlericali ricevono tocchi di luce per vincere le oscurità delle loro tenebre, ma quasi sempre preferiscono rimanere al buio totale.
Un buio dove le persone prive dello Spirito Santo intravedono in effetti qualcosa, si tratta dei loro impulsi, le inclinazioni alla vita sfrenata.
La vera Luce che arriva da Gesù invece è portatrice di verità, permette di vedere tutto come è realmente. Porta la pace e l'appagamento.
L'uomo senza la Luce di Dio è un'ombra che si muove senza capire la direzione, si trova ad improvvisare in un mondo che per certi versi è pure al buio, così la società ha perduto i valori e gli scontri sociali aumentano di continuo.
Gli uomini non vedono più il Bene, non conoscono le virtù morali perché ignorano i Comandamenti, illudendosi di osservarli.
Senza la Luce di Dio il mondo si sta spegnendo.
Si sono spente anche moltissime anime di cristiani che non mettono in pratica il Vangelo e rimangono nella convinzione di seguire Gesù. Sono molti nel mondo ad essere convinti di vivere felicemente ma sono spenti dentro.
Quante persone si lamentano di non ricevere Grazie mentre conducono una vita sbagliata, dedita alla perversione e al paganesimo?
Mentre sono pochissimi quelli che ripetono con il cieco: "Signore, che io veda di nuovo!".
Questa supplica dovremmo ripeterla di continuo .
Tutti nella Chiesa abbiamo assoluta necessità di possedere la Luce di Dio, che arriva per mezzo dello Spirito Santo e questo spiega l'adorazione, la lode, l'invocazione che dobbiamo curare nei confronti del Consolatore. "Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio Nome, Egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che Io vi ho detto" (Gv 14,26).
Lo Spirito Santo per la nostra vita spirituale è come il Sole per la Terra.
Il Sole è la stella intorno a cui ruotano la Terra e gli altri pianeti del sistema solare. È formato da una massa di gas incandescenti: la superficie raggiunge i 5.700° C. L'energia viene prodotta nella parte centrale con un processo di reazioni termonucleari detto fusione. Viene così generata una quantità di energia, che dal Sole si espande in tutto il sistema solare.
Immaginate la vita degli esseri umani senza la luce del Sole, quante cadute e colpi.
Riflettete soprattutto sulla mancanza della Luce divina nella vostra vita, senza la guida dello Spirito Santo che conduce sempre sulla via giusta, fa compiere le scelte giuste, ispira pensieri santi e permette di intuire la presenza del male e dell'errore.
Solo l'umile preghiera giornaliera rischiara le tenebre e permette alla Luce di penetrare nell'anima. "Figlio di Davide, abbi pietà di me!".
Bisogna chiedere con insistenza e umiltà, Gesù è sempre disponibile a donare la sua Luce: "Abbi di nuovo la vista! La tua Fede ti ha salvato".

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 19,1-10)
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
È entrato in casa di un peccatore!
Il mondo si meraviglia e mormora perché Gesù è entrato in casa di un peccatore! Prima ancora dovrebbe meravigliarsi perché Dio, il Signore del cielo e della terra, il Creatore dell'uomo, è entrato nella casa di un peccatore. Non solo è entrato, ogni giorno entra nella casa dei peccatori, che sono gli uomini, per chiamarli a lasciare la loro casa di peccato per entrare nella sua che è casa di santità, luce, pace, comunione di vita, misericordia, verità eterna. Mai un solo istante Dio è rimasto chiuso e blindato nella sua casa celeste. Lui ha stabilito di porre la sua tenda in mezzo ai peccatori, non certo per coprire i loro peccati, né per dichiararli non peccato, ma per aiutarli a liberarsi dai peccati, per vivere ogni loro relazione nel più grande rispetto e amore.
Il peccato del furto è il settimo nella scala della giustizia secondo Dio. Il primo è la negazione e il rifiuto di Dio come Signore che comanda e governa ogni pensiero, parola, opera, desiderio, moto del cuore dell'uomo. Il primo e fondamentale peccato è non riconoscere Dio come il Signore che ordina quali dovranno essere le giuste relazioni tra gli uomini. Il primo peccato è quell'ateismo di cui si nutrono scribi e farisei. Costoro hanno preso il posto di Dio, si sono dichiarati padroni della sua grazia e della sua verità, signori della sua misericordia e della sua giustizia.
Questo è il peccato, padre di ogni altro peccato. Per questo peccato scribi e farisei negano ad un uomo il diritto alla conversione dato loro da Dio e per questo stesso peccato negano a Cristo Gesù di essere misericordioso, benevolo, amorevole, ricco di perdono e di pietà verso ogni suo fratello. Gesù ha il diritto di essere misericordioso, ha il diritto di amare, ha il diritto di perdonare, non perché sia vero Dio, ma perché vero uomo e Dio, il Padre celeste ha imposto come legge a tutti gli uomini il perdono, la misericordia, la pietà, la compassione, l'amore. Nessuno ha il diritto di privare un uomo dei suoi diritti fondamentali e quello dell'amore verso il prossimo è il primo dei diritti.
Ognuno ha il diritto di lasciarsi perdonare da Dio. È disumano e antiumano privare qualcuno di poter accedere alla misericordia di Dio. Neanche gli amministratori della misericordia lo potranno, a meno che chi la chiede e chi vi ricorre non voglia abusare della misericordia, perché la chiede senza pentimento e senza alcuna volontà di rompere con il peccato. Questa volontà deve essere manifestata al momento di chiedere misericordia. Che poi non vi riesca e nuovamente pecchi è ben altra cosa.
Per questo Gesù è venuto: per ridare ad ogni uomo i suoi diritti: il diritto ad essere perdonato, il diritto ad essere amato, il diritto a poter sempre accedere alla casa del Padre, purché pentito e convertito, il diritto a cercare la verità, il diritto a potersi nutrire di sapienza e di grazia, il diritto all'elemosina in caso di bisogno, il diritto ad avere il vero Dio per Padre, il diritto a poter accedere a Cristo Signore, unico e solo mediatore di salvezza e di redenzione, il diritto a poter essere Chiesa del Dio vivente, cioè corpo di Cristo Gesù. Chi dovesse togliere uno solo di questi diritti, non possiede il vero Dio, è un idolatra di se stesso, non ama l'uomo. Mai lo potrà amare. Se un uomo non potrà fare nulla per un altro uomo, perché povero e misero, potrà sempre fare tutto per lui, se avrà il coraggio di gridare quali sono i suoi veri diritti. Il vero diritto è della natura.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci il vero amore.
Signore, fermati oggi nella nostra casa.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 19,11-28)
In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città".
Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città".
Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato". Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi". Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci". Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". "Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me"».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Gesù in questa parabola prende spunto dalla storia contemporanea. Archelao, figlio di Erode il Grande, dopo la morte del padre, era dovuto andare a Roma per ricevere l'investitura regale dal senato romano. Lo storico Giuseppe Flavio racconta che i Giudei fecero contemporaneamente partire una delegazione per chiedere che egli non regnasse su di loro.
Il Signore prende dunque questo esempio di un uomo che deve partire prima di prendere il potere, così che i suoi servi si trovano ad essere liberi, senza sorveglianza. Il Vangelo dice che Gesù racconta questa parabola per quelli che "credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro" e lo aspettavano con impazienza, perché finalmente Dio mettesse a posto tutte le cose sulla terra. Gesù invece fa capire che Dio non ha fretta, che non vuole intervenire immediatamente e che egli stesso, il Cristo, non prenderà subito il potere universale: prima farà un lungo viaggio durante il quale gli uomini, fedeli o infedeli, sono liberi. Chi è fedele non deve aver timore di questa libertà, ma accoglierla con fiducia.
Il Signore ci dà realmente la libertà e per essergli fedeli noi dobbiamo realmente usarla. Se ragioniamo come il servo pusillanime: "Ecco la tua mina; l'ho tenuta nascosta in un fazzoletto, perché avevo paura di te", veniamo meno alla nostra vocazione. Nella vita spirituale c'è anche la tentazione del "tutiorismo": cercare sempre le cose più sicure, aver paura di prendere qualche iniziativa, di fare qualcosa che possa meravigliare... Sempre le cose più sicure! Questo non fa onore a Dio. il rischio è necessario, dice il Signore, almeno il rischio di mettere questa mina, questo denaro in banca. E' un rischio: io non l'ho più, ma questo denaro frutterà un interesse e poi avrò di più.
Dobbiamo rischiare, accettare iniziative, avere creatività; in questo modo onoriamo Dio Creatore, assomigliamo a lui, che rischia in continuazione.
E' l'insegnamento del Vangelo di oggi. Per far piacere a Dio dobbiamo rischiare, approfittare della nostra libertà per onorarlo producendo veramente frutti buoni per lui e per i fratelli. "La tua mina, Signore, ha fruttato dieci mine". E il Signore risponde: "Bene, bravo servitore, poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città".
Domandiamo a Dio di avere il senso della sua volontà che ci vuole liberi, creativi, per glorificare lui, creatore dell'universo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc19,41-44)
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Nel Vangelo Gesù annuncia una guerra, che porterà alla sconfitta: "Ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro dite e non lasceranno in te pietra su pietra". E Gesù piange sulla sua città che non ha capito "la via della pace".
La complessità della situazione umana rende molto difficile trovare la via della pace nelle diverse circostanze, senza capitolare e senza tradire i principi evangelici.
Chiediamo al Signore, con intensa preghiera, che cessino le guerre attualmente in corso in tante parti del mondo e che i capi delle nazioni siano uomini sinceri ed energici, che cerchino sempre le vie della pace guidati dallo Spirito di Dio.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 19,45-48)
In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera". Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell'ascoltarlo. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Gesù caccia i venditori dal tempio: non vuole che la casa di preghiera diventi un mercato. Lo fa con passione, con durezza, con un gesto talmente forte che susciterà la reazione rabbiosa dei sacerdoti e degli scribi che ne decretano la morte. Gesù caccia i mercanti dal tempio, anche dal nostro tempio, dalle nostre chiese, dalla nostra cristianità. Quando pensiamo di poter mercanteggiare con Dio, quando pensiamo che sia un potente da convincere, da manipolare, da blandire, quando riduciamo l'incontro a superstizione e la fede a strumento per ottenere ciò che vogliamo, Gesù ci caccia dal tempio. Interroghiamoci severamente sulla nostra fede, se a volte anche noi finiamo per ridurre le nostre parrocchie a mercato, quando i personalismi invece di fornire talenti a servizio degli altri diventano manifestazione di potere, quando un piccolo gruppo di fedelissimi si rinchiude nel fortino col proprio parroco per fare il bello e il cattivo tempo, quando la parrocchia non diventa il primo gradino della scala che conduce a Dio ma una spietata dogana che decide arbitrariamente di negare tale accesso. Dio non voglia che Gesù debba cacciare anche noi dalla sua casa di preghiera!

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 20,27­-40)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il Vangelo parla della risurrezione, alla quale invano si oppongono i sadducei. "Dio dice Gesù non è Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono per lui".
Gesù, il nostro re, non ha imposto il suo dominio
con la violenza: è morto sulla croce, apparentemente nella delusione del fallimento. In realtà la sua morte, accettata con amore nella radicale adesione alla volontà del Padre, ha trionfato sulla morte e si è vittoriosamente aperta sulla risurrezione.
Prepariamoci ad accogliere il nostro re "giusto, vittorioso, umile", come scrive il profeta Zaccaria, con la profonda umiltà di Maria; sottomettiamoci a lui con tutto il cuore, come egli si è sottomesso alla volontà del Padre.
Così entreremo nel suo regno: "regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore, e di pace".