
La risurrezione di Lazzaro segno della Pasqua
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà
in eterno

V DOMENICA DI
QUARESIMA ANNO A
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11,1-45)
Chiunque vive e crede in me,
non morirà in eterno
22 Marzo 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45)
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco,
colui che tu ami è malato». All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non
porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il
Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava.
Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro.
Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta
in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non
sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la
concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che
risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la
risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e
crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore,
io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete
posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero
allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che
ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era
una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la
pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo
odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se
crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò
gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo
che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno,
perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce:
«Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e
il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo
andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva
compiuto, credettero in lui. Parola del Signore
RIFLESSIONI
Il racconto della risurrezione di Lazzaro è una delle "storie di segni" che
racconta san Giovanni. Si tratta qui di presentare Gesù, vincitore della morte.
Il racconto culmina nella frase di Gesù su se stesso: "Io sono la risurrezione
e la vita. Chi crede in me non morrà in eterno" (vv. 25-26).
Che Dio abbia il potere di vincere la morte, è già la convinzione dei racconti
tardivi dell'Antico Testamento. La visione che ha Ezechiele della risurrezione
delle ossa secche - immagine del ristabilimento di Israele dopo la catastrofe
dell'esilio babilonese - presuppone questa fede (Ez 37,1-14). Nella sua
"Apocalisse", Isaia si aspetta che Dio sopprima la morte per sempre, che
asciughi le lacrime su tutti i volti (Is 25,8). E, per concludere, il libro di
Daniele prevede che i morti si risveglino - alcuni per la vita eterna, altri
per l'orrore eterno (Dn 12,2). Ma il nostro Vangelo va oltre questa speranza
futura, perché vede già date in Gesù "la risurrezione e la vita" che sono così
attuali. Colui che crede in Gesù ha già una parte di questi doni della fine dei
tempi. Egli possiede una "vita senza fine" che la morte fisica non può
distruggere. In Gesù, rivelazione di Dio, la salvezza è presente, e colui che è
associato a lui non può più essere consegnato alle potenze della morte.



