TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 4,1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato
dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine
ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio,
di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di
solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del
tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
"Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro
mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta
scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i
regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se,
gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene,
satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo
renderai culto"».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo
servivano. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Gesù viene presentato come il nuovo Adamo che, contrariamente al primo, resiste
alla tentazione. Ma egli è anche il rappresentante del nuovo Israele che,
contrariamente al popolo di Dio durante la traversata del deserto che durò
quarant'anni, rimette radicalmente la sua vita nelle mani di Dio - mentre il
popolo regolarmente rifiutava di essere condotto da Dio.
In ognuno dei tre tentativi di seduzione, si tratta della fiducia in Dio. Si
dice, nel Deuteronomio (Dt 6,4): "Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio,
il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta
l'anima e con tutte le forze". Significa esigere che Dio sia il solo ad essere
amato da Israele, il solo di cui fidarsi. Ciò significa anche rinunciare alla
propria potenza, a "diventare come Dio" (Gen 3,5).
A tre riprese, Satana tenta Gesù a servirsi del suo potere: della sua facoltà
di fare miracoli (v. 3), della potenza della sua fede che pretenderebbe
obbligare Dio (v. 6), della dominazione del mondo sottomettendosi a Satana e al
suo governo di violenza (v. 9). Gesù resiste perché Dio è nel cuore della sua
esistenza, perché egli vive grazie alla sua parola (v. 4), perché egli ha
talmente fiducia in lui che non vuole attentare alla sua sovranità né alla sua
libertà (v. 7), perché egli sa di essere impegnato esclusivamente a servirlo
(v. 10).
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 25,31-46)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui,
siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i
popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore
dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del
Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione
del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi
avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e
ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai
ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?
Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E
il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me,
maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli,
perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi
avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete
vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o
assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".
Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete
fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita
eterna». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
"In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei
fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Qui Gesù però si riferisce ai più piccoli che non aggrediscono, non ti uccidono
e non ti rubano mentre li aiuti!
Quindi, resta preferibile aiutare i poveri portando sacchetti di spesa o altro
nei Centri che si occupano dei poveri o alla stessa parrocchia, che provvederà
a smistare ai piccoli del Vangelo e bisognosi di tutto, forse anche di medicine
che non riescono a comprare.
La società è diventata ancora più diffidente, questo avviene anche nei piccoli
paesi, figuriamoci nelle medie e grandi città.
Oltre gli immigrati, di cui non si conosce nulla e spesso neanche il vero nome,
gli stessi italiani provano diffidenza verso i propri parenti, gli amici, i
colleghi. Questo comunque succede in tutto il mondo, la televisione arriva
quasi dappertutto e gli insegnamenti basati non sui valori morali ma sulla
corruzione sono ininterrotti, praticamente in tutto ciò che viene trasmesso.
Bugia, violenza, tradimento, disonestà, truffe, malizia, egoismo, superbia,
orgoglio, potere esaltato, ricchezza come idolo irrinunciabile.
Non è facile vivere in una società motivata dal male o convivere negli ambienti
di lavoro con persone che non amano nessuno!
I cristiani possono portare la Luce dove ci sono tenebre e la Verità dove si
vive nell'inganno.
Ognuno di voi si consideri eletto e nominato individualmente da Gesù per
portare ovunque il suo Vangelo e la certezza che ognuno si gioca ogni giorno il
suo futuro e bastano buoni atti di volontà per lasciare il male e vivere nel
Bene.
San Paolo è molto chiaro: "Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco
di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato" (Gal 6,7).
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 6,7-15)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole
come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate
dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima
ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei
cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il
Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Il tempo di Quaresima deve essere innanzi tutto un tempo di preghiera, e la
Chiesa vuole subito mostrarci la preghiera che deve essere il nostro modello:
quella che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli per farli entrare nella nuova
religione da lui apportata. Ciò che vi è di assolutamente nuovo in questa
religione è che essa ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore
onnipotente, ma come al Padre nostro. Dio è nostro Padre! Il solo nome di
"Padre" può immergere i nostri cuori nell'adorazione. Siamo dunque lontani
dalle "ripetizioni dei pagani". È così liberatorio pensare che Dio è nostro
Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un
Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù
le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che
alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà.
Ma Gesù precisa subito: Padre "Nostro". Egli sottolinea così la fratellanza tra
tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla
croce.
Il "Padre nostro" è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna per
eccellenza. È il motivo per cui Gesù insiste tanto sul perdono. Possiamo essere
grandi peccatori, possiamo essere criminali, e dire il "Padre nostro". Ma a
condizione di voler cambiare vita, chiedere perdono e perdonare tutti, a
condizione di non voler serbare nessun risentimento nel fondo del nostro cuore.
Così, così solamente, saremo veramente figli del Padre.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le
sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno
per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa
generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di
questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini
della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più
grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa
generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si
convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Questa generazione è una generazione malvagia
Perché questa generazione è malvagia? Rispondendo secondo verità alla domanda,
sapremo se anche noi facciamo parte di essa. Quando noi siamo generazione
malvagia? Questa generazione è malvagia perché vuole usare Cristo per
annullare, annientare, distruggere Cristo. Si vuole servire di Cristo per
condannare Cristo, ucciderlo, toglierlo di mezzo. Essa non va da Cristo per
ascoltare Cristo, per lasciarsi ammaestrare da Lui, da Lui guidare nella verità
e perfezione della fede. Va da Cristo per dimostrare, attestare, certificare
con prove alla mano che Lui non è nessuno, ma è solo un ciarlatano, un
mistificatore, un megalomane, uno che approfitta della gente semplice per
crearsi uno spazio per fare emergere se stesso, non essendo Lui né scriba, né
fariseo, né sommo sacerdote, né capo del popolo. Lui è un povero, misero uomo.
Lui non è nessuno. Se Lui è qualcuno lo deve attestare con la potenza dei suoi
segni. Mosè ha attestato se stesso con segni e prodigi. Elia ha certificato se
stesso facendo scendere fuoco dal cielo. Gesù come testimonierà che Lui è
qualcuno?
Gesù non si lascia tentare dalla generazione malvagia. Non cade nella sua
trappola di morte. Salomone è stato grande. Non ha dato nessun segno dal cielo.
La regina del Sud è venuta per ascoltare la sua sapienza. La vastità della
sapienza era il segno della sua verità. Ogni sapienza viene dal Signore.
Neanche Giona fece segni dal cielo per convertire quelli di Ninive. Disse
appena qualche parola: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà
distrutta". La conversione di Ninive è segno della verità della sua
profezia. Gesù di miracoli, di segni dal cielo, ne ha fatto anche in quantità
eccessiva. I miracoli sono stati da loro accolti, la parola rifiutata. In più
si vuole rifiutare la sua stessa persona, divenuta ormai scomoda per loro. Non
si tratta però di un rifiuto spirituale, ma addirittura fisico, di vera
eliminazione. Lo si vuole lapidare, ucciderlo, così non porterà più scompiglio
nella religione consolidata dei sommi sacerdoti, dei farisei, degli scribi.
Il pericolo che anche noi possiamo divenire generazione malvagia è sempre sotto
i nostri piedi, a portata di mano. È sufficiente che di Dio ci prendiamo o
pretendiamo le grazie, rifiutando la sua parola, omettendo la nostra
conversione, rinnegando la nostra fede, ignorando la sua Parola. Molti vogliono
i suoi miracoli, pochi la sua verità. Molti si appellano a Lui per avere
giustizia. Pochi sono operatori di giustizia evangelica, cristiana in questo
mondo. Siamo generazione malvagia quando ci accostiamo all'Eucaristia, ma
rifiutiamo la sua croce. Ci nutriamo del sacramento dell'amore e perseveriamo
nell'odio, nell'astio, nell'egoismo, nella cattiveria, nel male sia fisico che
spirituale e morale. Siamo generazione malvagia quando facciamo delle belle
manifestazioni di culto esterno, splendide liturgie, lunghe processioni, o cose
del genere, mentre il cuore è rivolto al male e si rifiuta si convertirsi.
Quando usiamo la religione con il cuore impuro siamo generazione malvagia.
La regina del Sud insieme a Ninive ci condanneranno perché l'una e l'altra
hanno ascoltato la parola di vita. La regina si è lasciata conquistare dalla
sapienza, Ninive dalla conversione. La generazione malvagia invece rimane nella
sua malvagità. Il suo cuore è di pietra. Si rifiuta di divenire di carne. È il
cuore che si fa di carne per la potenza della predicazione di Cristo Gesù il
vero segno dal cielo. Valeva per Cristo, vale per ogni altro uomo di Dio. Ogni
conversione è potente segno di Dio nella storia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, rendete puro il nostro
cuore
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 7,7-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede
un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare
cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà
cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:
questa infatti è la Legge e i Profeti». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Questa infatti è la Legge e i Profeti
Il Vangelo di questo giorno va letto, interpretato, compreso, prendendo come
principio ermeneutico quanto scrive Luca nel brano corrispondente o sinottico.
Sappiamo che per Gesù la preghiera è la sorgente di ogni bene che da Dio
discende nel cuore dell'uomo, fonte di ogni grazia, verità, misericordia,
compassione, commiserazione, pietà. Ogni bene per l'anima e per il corpo
discendono dalla preghiera.
Il Vangelo secondo Luca apporta però un cambiamento che deve essere ritenuto
essenziale, sostanziale, che da solo basta a dare luce a tutto il mistero della
preghiera. Gesù in questo Vangelo ci dice che di una cosa sola l'uomo ha
bisogno: dello Spirito Santo. Chiesto e ottenuto lo Spirito Santo, l'uomo è
nella pace perfetta, in ogni momento, condizione, situazione, evento della sua
vita. Quando è lo Spirito Santo che muove cuore, mente, anima, corpo dell'uomo,
tutto l'uomo è nella verità e nella grazia. Non manca più di nulla. Ha lo
Spirito Santo che è il Bene sorgente di ogni altro bene.
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico,
prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla
da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non
m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non
posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a
darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene
quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e
troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca
trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede
un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli
darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai
vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a
quelli che glielo chiedono!». (Lc 11,1-13).
Se vogliamo comprendere il Vangelo secondo Luca dobbiamo lasciarci aiutare
dalla rivelazione di San Paolo. La troviamo nella Lettera ai Romani così
espressa.
Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non
sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso
intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa
desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di
Dio. Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano
Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli
che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi
all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;
quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato,
li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti
noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro
coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo
Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi
ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la
persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per
causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da
macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che
ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né
principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né
alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo
Gesù, nostro Signore. (Rm 8,26-39).
Questo è il vero fine della nostra preghiera di richiesta: consegnare per
intero la nostra vita nelle mani dello Spirito Santo. Lui che è il Datore di
ogni vita, il Datore di Cristo e del Padre. Con Lui alla guida della nostra
vita tutto avviene per il nostro più grande bene. Lui è infinitamente più che
l'Arcangelo Raffaele per Tobia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci lo Spirito Santo
di Dio.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non
entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà
essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio
fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello:
"Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà
destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo
fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti
all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire
il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,
perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu
venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non
avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario
La vita pubblica di Gesù, secondo il Vangelo di Matteo, si compie su quattro monti:
il monte delle Beatitudini, l'alto monte della Trasfigurazione, il monte
Calvario, il monte della missione conferita ai suoi Apostoli. Sul monte delle
Beatitudini promulga la nuova Legge, manifesta la volontà del Padre nella sua
perfezione assoluta. A questa perfezione neanche un Angelo del cielo, se
volesse, potrebbe aggiungere un solo codicillo per migliorarla o renderla
ancora più perfetta. La perfezione è divinamente piena ed è eterna e
immodificabile nei secoli. Sull'alto monte della Trasfigurazione Gesù rivela
che il suo mistero è di morte per crocifissione e di gloriosa risurrezione.
Croce e gloria sono un solo mistero. Lui per prendere possesso del suo regno
dovrà passare per la via della croce. Sul monte Calvario fa sgorgare dal suo
corpo trafitto il sangue e l'acqua che dovrà creare e far vivere la nuova
umanità. Se l'uomo non viene immerso nell'acqua dello Spirito Santo e non si
sazia del sangue di Cristo Signore, mai diverrà uomo nuovo, mai potrà vivere da
uomo nuovo. Sul monte della Galilea o della missione Gesù dona ai suoi Apostoli
i suoi poteri. Essi dovranno andare per il mondo e compiere la sua missione.
Dovranno divulgare il Vangelo. Invitare alla conversione. Battezzare i credenti
nel suo Vangelo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Creati
gli uomini nuovi, deve insegnare loro come si vive da uomini nuovi.
Purtroppo questa ricchezza di vita eterna oggi sta scomparendo, perché Cristo
sta scomparendo dalla nostra terra a causa di molti figli della Chiesa che lo
hanno dichiarato inutile alla salvezza, come inutile hanno dichiarato il
Vangelo e lo Spirito Santo. Poi, quando si accorgono che le acque del diluvio
del peccato e della malvagità stanno affogando l'umanità, allora corrono ai
ripari facendo qualche timido appello all'esistenza di Dio e della sua divina
volontà. Non sanno che questo appello è in tutto simile all'appello di un uomo
che vede un leone che insegue la sua preda e gli grida che deve rispettare la
vita dell'altro. Il leone vivrà da leone perché quella è la sua natura. Se si
vuole che mangi paglia, allora lo si deve trasformare nella natura. Gesù è
venuto. Oggi manifesta all'uomo che vive governato dalla carne che dovrà
lasciarsi governare dallo Spirito Santo e dalla sua sapienza che cerca sempre
la pace. Dovrà lasciarsi dirigere e guidare dallo Spirito di umiltà, mitezza,
rispetto, purezza del cuore, della mente, della bocca. Nessuna parola stolta
dovrà uscire da lui. Mai. Oggi Gesù dichiara come il Padre vede la nuova
umanità e come essa dovrà vivere per divenirlo.
È tristezza eterna pensare che oggi il cristiano non segue il cammino di Gesù.
Non sale più sulla montagna delle Beatitudini per ascoltare la promulgazione
della Legge della vera umanità. Non sale più sull'alto monte della
Trasfigurazione per conoscere che il suo mistero è insieme di Crocifissione e
di Risurrezione, di morte e di vita, di morte quotidiana al peccato e di
rinascita a vita nuova. Non sale sul Golgota per fare della sua vita un
olocausto al Signore, affinché da essa il Padre possa creare i suoi figli di
adozione. Non si reca più neanche in Galilea per ricevere da Gesù la missione
che dovrà vivere in mezzo ai suoi fratelli. Questi quattro monti mai dovranno
essere abbandonati dal discepolo di Gesù. Uno solo non frequentato e tutto del
suo essere cristiano viene meno. Gli manca una verità essenziale del suo essere
discepolo.
Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a rimanere veri discepoli senza mai
stancarci.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto:
"Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri
nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre
vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e
fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno
così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che
cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola
del Signore.
RIFLESSIONI
Il modo con il quale Paolo incomincia il discorso che la liturgia ci propone
oggi è veramente degno di attenzione.
Scrive: "Vogliamo farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle
Chiese della Macedonia". Ora, questa grazia che Dio ha dato è la loro
generosità. A prima vista noi diremmo: "Non è Dio che ha dato, ma sono
loro, questi cristiani che, pur essendo poveri, hanno dato generosamente per
sollevare altri cristiani!". Paolo invece chiama questo grande sforzo di generosità
una grazia concessa da Dio, rovesciando in un certo senso la situazione. Ed è
proprio questa la lettura più profonda di questo gesto, come di ogni azione
generosa, per due motivi. Il primo è che ciò che hanno dato lo hanno ricevuto
da Dio: Dio ha dato loro la possibilità di essere generosi, passando ad altri
in dono ciò che Dio aveva loro donato. Poter dare è una grazia di Dio; lo
slancio di dare è anch'esso grazia di Dio. Il secondo motivo, più profondo, è
che dando con amore disinteressato ricevono veramente il dono di Dio.
Scrive san Giovanni nella sua prima lettera: "Se uno ha ricchezze di
questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio
cuore, come dimora in lui l'amore di Dio?" (1 Gv 3, 17). La generosità è
condizione indispensabile perché l'amore di Dio rimanga in noi, per rimanere
nell'amore di Dio.
La grande grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia è proprio questa:
vivere nell'amore di Dio, ricevere l'amore di Dio, partecipare attivamente al
suo amore. L'amore di Dio non si può ricevere senza trasmetterlo; chi lo
trasmette vive veramente in esso e lo riceve sempre di più.
Questo è il senso cristiano della generosità: unione all'amore di Dio,
condizione perché questo amore ci sia donato con sempre maggiore munificenza,
con quella munificenza di cui Gesù parla nel Vangelo, che fa sorgere il sole
sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli
ingiusti.
Pensando a questo amore che ci viene di continuo dal Padre celeste, apriamo il
nostro cuore alla generosità verso chi si trova nel bisogno: bisogno di pane,
bisogno di una parola fraterna, bisogno di essere aiutato a credere all'amore
del Signore.








