
Gesù Signore sia gloria a Te
Sabato Fra L'Ottava
Di Pasqua Anno A
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 16,9-15)
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.
11 Aprile 2026
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 16,9-15)
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria
di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad
annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma
essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino
verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non
credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per
la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che
lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate
il Vangelo a ogni creatura». Parola del Signore.

Vivere l’Ottava di Pasqua nel Sabato di Risurrezione
Il Sabato fra l’Ottava di Pasqua, nell’anno A come in ogni anno, ci ricorda che la Chiesa non esaurisce la gioia della Risurrezione in un solo giorno. L’Ottava di Pasqua è come un unico grande giorno di festa, otto giorni che si fondono in uno solo per contemplare il mistero centrale della nostra fede: Cristo è risorto, la morte è stata vinta, la vita nuova è già iniziata.
Liturgicamente, ogni giorno dell’Ottava ha quasi il valore della Domenica di Pasqua: i canti, le letture, le orazioni respirano lo stesso clima di stupore e di gioia. È come se la Chiesa ci dicesse: non avere fretta di tornare alla normalità, resta davanti al sepolcro vuoto, lascia che la luce del Risorto entri lentamente in tutte le stanze della tua vita.
Il Sabato di questa Ottava ci pone in una posizione particolare: siamo già immersi nella gioia pasquale, ma con lo sguardo rivolto alla vita quotidiana che riprende. È il momento in cui la Risurrezione deve scendere dal canto liturgico al cuore, dalle parole del Vangelo alle scelte concrete. Non basta sapere che Cristo è risorto; siamo chiamati a lasciarci trasformare da questa Risurrezione.
La novità di vita portata da Cristo risorto non è un sentimento passeggero, ma una forza che opera nel profondo. Significa credere che nessuna notte è definitiva, che nessuna ferita è senza speranza, che nessun peccato è più grande della misericordia di Dio. Ogni volta che rialziamo lo sguardo dopo una caduta, ogni volta che scegliamo il perdono invece del rancore, la fiducia invece del cinismo, stiamo lasciando che la Pasqua diventi vita concreta.
Nel clima di gioia pasquale che dura otto giorni come un unico grande giorno, siamo invitati a guardare la nostra routine con occhi nuovi. Le stesse relazioni, lo stesso lavoro, le stesse fatiche possono essere vissute come luogo di incontro con il Risorto. La speranza cristiana non nega le difficoltà, ma le attraversa con la certezza che Cristo cammina con noi, anche quando non lo riconosciamo subito, come con i discepoli di Emmaus.
Vivere questo Sabato dell’Ottava significa allora allenarsi a riconoscere i segni della Risurrezione nelle piccole cose: un gesto di gentilezza inatteso, una riconciliazione che sembrava impossibile, il coraggio di ricominciare dopo un fallimento. È scegliere di non lasciarsi definire dalle paure o dai fallimenti, ma dalla promessa di Dio che fa nuove tutte le cose.
La gioia pasquale non è euforia superficiale, ma pace profonda: la pace di chi sa di essere amato e salvato. In questo Sabato, chiediamo al Signore di custodire in noi questa pace, perché illumini le nostre giornate, anche quelle più ordinarie. Così l’Ottava di Pasqua non resterà solo un tempo liturgico, ma diventerà uno stile di vita: vivere ogni giorno come parte di quel grande giorno in cui Cristo ha vinto la morte e ci ha aperto la strada della vita eterna.
Incontro con il Risorto e testimonianza oggi
Nel Sabato fra l’Ottava di Pasqua, la prima lettura presenta la coraggiosa testimonianza degli apostoli davanti alle autorità religiose: uomini semplici, trasformati dall’incontro con il Risorto, che non possono tacere ciò che hanno visto e udito. Il Vangelo, in modo analogo, racconta un nuovo incontro con Gesù risorto, che si rende presente nella vita quotidiana dei discepoli, apre loro gli occhi e li invita a riconoscerlo nei segni.
Tre temi emergono con forza. Anzitutto l’incontro personale con il Risorto: non un’idea, ma una presenza viva che cambia il cuore, guarisce le paure, rimette in cammino. Poi la testimonianza degli apostoli: la fede non resta privata, ma diventa parola coraggiosa, scelta concreta, stile di vita che annuncia il Vangelo con semplicità e coerenza. Infine la fede che nasce dall’ascolto e dalla vista dei segni: i discepoli ascoltano la Parola, vedono i gesti di Gesù, riconoscono nei segni la sua identità e si lasciano condurre a una fiducia più profonda.

PREGHIERA
Nella gioia della Risurrezione di Cristo, rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio Padre, sorgente di ogni luce e di ogni vita.
O Padre, che nella Risurrezione del tuo Figlio hai ridato al mondo la vita e la speranza, accogli queste nostre preghiere e colmaci della gioia del tuo Spirito, perché camminiamo come figli della luce. Per Cristo nostro Signore, tuo Figlio risorto, che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

