IL VANGELO DEL GIORNO: https://www.iosonolalucedelmondo.it/indice-anno-liturgico-2022/
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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Giovanni e i peccatori.
Il messaggio che Gesù porta agli uomini è un mistero; anche la sua persona venuta dal Cielo è un profondo mistero. Nel suo insegnamento però Gesù vuol farsi capire dalla gente e dai capi del popolo. Ricorre agli esempi che sono più efficaci. Per denunciare l'ostilità con cui i sacerdoti e degli anziani hanno accolto la predicazione di Giovanni ricorre alla parabola dei due fratelli. Uno tutto ossequioso verso suo padre, però non fa corrispondere alle parole l'azione: Va a lavorare nella vigna. - Sì, padre, ma non va. L'altro, più insubordinato e quasi ribelle, allo stesso invito, risponde apertamente: Non ne ho voglia - ma poi, si pente, e va. Gesù rivolge una domanda: Chi dei due ha compiuto la volontà del padre? Rispondono: l'ultimo. E Gesù esplicita l'insegnamento: E' venuto Giovanni nella via della giustizia e voi non gli avete creduto a differenza dei pubblicani e delle prostitute. Come se dicesse: voi che vi reputate giusti, avete rifiutato la verità; i pubblicani invece e le prostitute, che voi condannate, si convertono e seguono la via della giustizia. Nel servizio di Dio non bastano le buone intenzioni; occorre fedeltà pratica perché l'amor di Dio non consiste nel dire: Signore, Signore, ma nel fare la sua volontà. Ci liberi il Signore da una religiosità di parole priva di fatti concreti.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 18,1.5.10)

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel Regno dei Cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità Io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel Regno dei Cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio Nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché Io vi dico che i loro Angeli nei Cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei Cieli. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Questa festività liturgica ci porta a considerare l'esistenza degli Angeli Custodi, una costante presenza al nostro fianco ignorata dalla stragrande maggioranza dei cristiani. Si ricordano così poco di Gesù e della Madonna, figuriamoci di questi straordinari Amici e potentissimi Protettori. Gli Angeli Custodi sono completamente ignorati dalla modernità presente nella Chiesa, da quella mentalità più pragmatica che spirituale.
Nei seminari non se ne parla più, dalle catechesi sono spariti, non si insegna questa bellissima e consolante Verità.
Basterebbe chiedersi perchè Dio li ha messi accanto alle creature umane e qual è la Loro missione. La risposta corretta la trovano i cristiani più vicini alla preghiera, essi ricevono soprattutto dai Sacramenti le illuminazioni trasmesse dalla Grazia per credere che gli Angeli esistono e che Dio ci ama davvero molto per lasciarci soli. In realtà soli non lo siamo mai, ci sono sempre i diavoli che girano "come leoni ruggenti" per distruggere le creature del Padre.
Chi crede fermamente nella presenza degli Angeli Custodi, forse non riflette mai sulla Loro presenza ma sa che ci sono.
La Loro presenza è invisibile, impercettibile, mite, non cercano mai di violare le scelte dei Loro assistiti, semmai cercano di orientarli verso il Bene, quindi, ad osservare le Leggi di Dio. Essi ci sono vicini per proteggerci dalle continue tentazioni dei diavoli, infatti chi prega gli Angeli con Fede avverte un aiuto forte e si sente maggiormente libero dagli attacchi dei nostri nemici.
Gli Angeli Custodi hanno l'incarico di guidarci verso la salvezza eterna, senza essere oppressivi. Amano profondamente tutti noi perchè hanno ricevuto la missione da Dio e pregano per noi. Ci inviano illuminazioni, ma per accorgersene bisogna purificarsi con la preghiera e il rinnegamento, bisogna pure essere coerenti con la nostra fede.
Non tutti riescono ad intuire le sante ispirazioni degli Angeli Custodi, sia per mancanza di esperienza sia per la confusione mentale.
Eppure, gli Angeli Custodi hanno un grandissimo desiderio di ispirarci per farci compiere le scelte migliori ed aiutarci nella spiritualità e nella vita quotidiana. Essi avvertono un grande desiderio di rendersi utili e di servirci nelle cose buone, non vogliono restare oziosi come avviene quasi sempre. La mancata preghiera rivolta agli Angeli Custodi, quindi la mancanza di comunione con Loro, chiude ogni possibilità di ricevere aiuti.
Nonostante la dimenticanza dei cristiani, però gli Angeli hanno sempre il vivo desiderio di compiere la missione: salvarci.
Chissà quante volte nella vita abbiamo ricevuto grandi aiuti nei pericoli e in altre circostanze drammatiche. Quante volte ci hanno ispirato di fare qualcosa per evitarci incidenti o situazioni dolorose. Lo sapremo nel Giudizio davanti a Gesù, però noi già adesso siamo consapevoli che hanno fatto moltissimo per ciascuno di noi.
Molti Santi hanno visto i loro Angeli Custodi, conosciamo testimonianze bellissime di apparizioni e di dialoghi edificanti.
Siamo debitori verso gli Angeli Custodi, abbiamo sempre mancato di riconoscenza e di gratitudine per quanto hanno fatto e continuano a compiere per noi. Cominciamo da oggi a pregarli e a parlare con Loro: ci ascoltano sempre e desiderano esclusivamente il nostro bene.
Preghiamoli molte volte al giorno, non solo prima di iniziare un viaggio, sempre Essi ci sono accanto, ascoltano e sono preziosi.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 9,51-56)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Cattiva accoglienza di un villaggio di Samaria
Gesù sta per iniziare il suo ultimo viaggio verso Gerusalemme. La meta ultima che l'attende è però il monte calvario dove consumerà il suo sacrificio. Passando di villeggio in villaggio egli continua la sua missione di annunciare il Regno di Dio e di invitare tutti alla conversione. Lo precedono i suoi discepoli, inviati appositamente per preparare gli abitanti alla sua venuta. C'è un rifiuto e segue l'ira e l'indignazione degli Apostoli. I più zelanti invocano un immediato castigo dal cielo: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Gesù li rimprovera. È falso il loro zelo. La vendetta non ci appartiene. Lo stesso Dio si autodefinisce «Lento all'ira e grande nell'amore». La stessa persona di Gesù incarna il perdono e la misericordia. Quando in noi esplode l'ira, è ancora quel maledetto orgoglio che interviene minaccioso. A pensare che se il nostro Dio non fosse il Dio della misericordia e del perdono, tutti saremmo periti miseramente dopo il primo peccato. Gli Apostoli erano testimoni oculari degli atteggiamenti che Gesù praticava nei confronti dei peccatori: avevano assistito alla conversione di Zaccheo, di Levi il pubblicano. Avevano visto il loro maestro lasciarsi toccare non solo dai lebbrosi, ma perfino da una prostituta. Alcuni si scandalizzavano di ciò, ma i più ne restavano edificati. Dovranno però verificarsi alcuni eventi decisivi perché tutto possa apparire chiaro: la croce, la risurrezione e la pentecoste. Occorre lo Spirito Santo per comprendere al meglio che il Signore è «il mio Dio, il Dio della mia misericordia», come canta il Salmista.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

«Il mio giogo è dolce, il mio peso è leggero». Mt 11,30
Il santo che, secondo molti teologi spirituali, ha rappresentato più da vicino Gesù vivendone pienamente il Vangelo, è San Francesco. Così ci spieghiamo la sua "santa letizia" il contrario della baldoria senza argini etici, espressione vera, invece di un amore senza ombre egoiche.
Per questo l'invito che Gesù fa a ogni uomo, specie al più ferito e sofferente, è anzitutto all'insegna del realismo.
Vivere infatti è bello, ma è anche faticoso, perché devi affrontare difficoltà di ogni tipo: ecco il giogo.
Vivace è l'avventura esistenziale che ti presenta opportunità interessanti, ma a volte ne senti il peso.
Potrebbe insorgere un interrogativo: Il serio impegno del cristiano aggrava dunque la situazione?
No! Al contrario per il cristiano è dolce il giogo, se è vero impegno a uscire dell'egoismo dando il meglio di sé nelle varie incombenze.
Ma il peso - dice il senso comune - resta peso. Niente da fare!
Verissimo: Diventa leggero quando non lo porti più da solo ma in compagnia di Gesù.
Signore, fammi persuaso che dolcezza e levità sono categorie evangelico - esistenziali perché vengono dal Tuo averci amato per primo. Con Te, in Te, vado speditamente su strade di sole, proprio perché il tuo giogo non mi schiaccia, il tuo peso non mi opprime se tutto tu trasformi in amore.

La voce del Santo patrono d'Italia

"Un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre."

San Francesco d'Assisi

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 10,1-12)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio". Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: "Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino". Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

«In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!».» Lc. 10,5
Gesù non è il precettore di tempi andati, con tanto di ferula in mano per bacchettarti le dita se non fai quello che Egli ha detto. È invece nostra pace. Così infatti leggiamo nel Libro Sacro. Lo è talmente che, quando sei per entrare nella casa di amici conoscenti o altri, Gesù desidera che tu (a voce o con la mente, a seconda della sensibilità di chi vi abita) tu esprima questo augurio: pace a questa casa.
Penso che dovremmo tutti penetrare il significato profondamente umano divino di questo augurio, cosi terapeutico oggi. La pace è, per l'uomo per l'ambiente in cui vive e per l'intero cosmo, una condizione Indispensabile per una vita buona e serena. Vivere la pace, fuori da pacifismi sterili e dannosi, è condizione di benessere, di crescita: vero umanesimo oggi, indispensabile per la salvezza delle persone e dell'intero cosmo.
Vivere la pace: anzitutto dentro di noi e poi con tutti.
Signore, so che dentro di me a volte ci sono guerriglie di pensieri e sentimenti tutt'altro che pacifici. Eppure sono contento che Tu vuoi e puoi darmi un cuore di pace. Te lo chiedo, invocando armonia: pace esistenziale per tutti.
Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te. Sant'Agostino.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 10,13-16)

Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Guai a te Corazin!
Gesù rimprovera coloro che credono mettendoli a paragone con coloro che sono atei.
Quante persone che hanno Fede, che credono in Dio, si comportano poi male. Quanti leggono i messaggi che il Signore invia loro, ma poi non li mettono in pratica per indolenza, per la voglia di fare altro, per fatica. Quanti errori commessi con la consapevolezza di stare sbagliando, di andare contro la Parola di Dio.
E quanti, invece, che pur non credendo seguono certi valori legati alla famiglia, all'aiuto del prossimo, al rispetto del mondo in cui vivono.
In realtà chi crede si abitua ai grandi doni, ai segni, ai miracoli che vede ogni giorno, si abitua al respiro, alla luce del sole, al seme che morendo origina un albero, si abitua al sacramento dell'eucarestia e del perdono. Si abitua alla presenza di Dio nella propria vita e si scorda di ringraziarLo con la preghiera, con piccoli gesti di solidarietà verso il prossimo, con un sorriso verso chi ci vuole male.
E' un po' come fare il bagno nel mare, prima di immergerci vediamo questa grande distesa con ammirazione, ne percepiamo la potenza, rimaniamo folgorati dalla bellezza di una tranquillità assoluta e dalla forza di un libeccio, ci innamoriamo di un tramonto ed esultiamo intravedendo i suoi abitanti. Quando poi facciamo il bagno e siamo immersi in questo mare che tanto abbiamo ammirato e cercato, tendiamo a vedere solo noi stessi che facciamo il bagno e tuttalpiù qualche goccia d'acqua che è vicina a noi, dimenticando quella magnificenza che tanto avevamo bramato.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 10,17-24)

In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.
Gesù è luce eterna, luce divina, luce purissima di sapienza, verità, carità, amore, giustizia. Lui è la luce che illumina ogni mente, ogni cuore, ogni pensiero. Tutta la storia sempre dovrà essere illuminata dalla sua luce. Dopo la missione, i discepoli tornano dal Signore pieni di gioia. Loro hanno visto, sperimentato che anche i diavoli si sottomettevano a loro quando glielo comandavano nel nome di Cristo Gesù. Gioire per la sottomissione dei diavoli è una gioia effimera, inutile, vana. È una gioia non vera. Fermarsi ad essa è perdere la gioia vera, quella eterna. Poiché i diavoli mi si sottomettono, mi obbediscono, io sono a posto con Dio e con gli uomini. Contro questa illusione Gesù aveva già illuminato i suoi nel Discorso della Montagna.
Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?". Ma allora io dichiarerò loro: "Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!". (Mt 7,21-23).
Quale dovrà essere per il discepolo di Gesù la vera gioia? Lui si dovrà preoccupare di una cosa: che il suo nome sia scritto nei cieli. Poiché come è facile scriverlo così è anche facile cancellarlo, il cristiano dovrà impegnare tutto se stesso perché ogni giorno esso venga scritto attraverso una vita esemplare, una obbedienza perfetta ad ogni Parola di Gesù Signore. Se oggi vive la Parola, il suo nome verrà scritto e rafforzato. Se invece non vive la Parola, il suo nome viene sbiadito e cancellato. Quando il nome non è scritto nei cieli, al momento della morte non si entra in esso. Si va dove il nome è stato scritto e di sicuro esso è scritto nell'inferno. Con la nostra vita di obbedienza costante scriviamo il nome il Paradiso. Con la vita di peccato lo scriviamo nell'inferno.
Gesù non è luce accanto ad altre luci. È la sola luce vera del Padre. Chi vuole essere luce per gli uomini, deve rivestirsi di grande umiltà e chiedere a Lui ogni luce. Chi attinge luce dalla Luce vera dona luce. Chi non attinge, rimane tenebra e sparge tenebra attorno a sé. Dotti, sapienti, intelligenti si credono luce. Disprezzano, deridono, umiliano Cristo Gesù. Di Lui non hanno alcun bisogno. Rimarranno in eterno nelle tenebre. Mentre piccoli, semplici, umili sanno che essi non sono luce e si rivolgono a Gesù per ottenerla. Questi godono della rivelazione che il Padre fa loro per mezzo della sua unica e sola vera Luce. O si attinge da Lui, o si rimane nelle tenebre.
Gesù è il vero frutto della Legge, dei Profeti, dei Salmi. Legge, Profeti, Salmi vivevano nella speranza di vedere anche uno solo dei giorni del Rivelatore, Mediatore, Messia, Salvatore. Questa speranza è stata loro negata. Questa speranza si compie tutta per gli Apostoli, i discepoli, i contemporanei di Gesù. Essi possono gustare questo frutto benedetto nel quale il Padre ha posto la benedizione di tutti i popoli. È una grazia così grande per la quale non basta una eternità di benedizione e di ringraziamento al Signore. Eppure la nostra insensibilità è grande. È come se nulla fosse avvenuto.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci gustare Cristo Gesù.