IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO MERCOLEDÌ DELLE CENERI E I SETTIMANA DEL TEMPO DI QUARESIMA ANNO C                         IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Non siate simili agli ipocriti.
Inizia oggi, mercoledì delle Ceneri, la Quaresima, un tempo di quaranta giorni per prepararci alla Pasqua, ma anche tempo di riconoscimento dei propri peccati e di conversione. La liturgia della parola riporta l'invito di Dio: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso»). La Quaresima, dunque, è il tempo opportuno per ritornare a Dio! In questo giorno, la liturgia ci viene incontro con l'antico segno delle ceneri. Presentandoci al sacerdote egli dice, imponendo sul nostro capo un piccolo pugno di cenere, queste parole: «Convertitevi, e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai». La cenere che viene posta sul capo ci ricorda da un lato la nostra debolezza, la nostra fragilità; dall' altro il grande amore che Dio ha per ciascuno di noi.
San Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi, scrive: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». La riconciliazione con Dio avviene anzitutto per la sua misericordia, che ci raggiunge nella situazione in cui ci troviamo, ma si realizza anche con il desiderio sincero di ciascuna persona di avvicinarsi al sacramento della Riconciliazione. Nelle Confessioni sant' Agostino scrive: «Tu solo sei il riposo: ed ecco tu sei qui, tu liberi dai miserabili errori, tu rimetti sulla via, tu consoli dicendo: correte, io guido, io conduco alla meta». Ciò significa che il Signore è grande nell' amore, è misericordioso e il nostro cuore dovrebbe essere pieno di fiducia nella bontà di Dio che perdona sempre e ci fa passare dal grigiore alla luce.
Nel Salmo responsoriale abbiamo più volte detto: «Perdonaci, Signore: abbiamo peccato». Tutti siamo peccatori però, scriveva san Giovanni Paolo II: «Con la mano tesa, col suo sguardo e la parola di conforto, Gesù chiama ciascuno a rialzarsi dopo aver sbagliato perché ogni persona ha un valore che supera ciò che essa ha fatto e non c'è peccato che non possa essere perdonato». Riconosciamo, dunque, la nostra condizione di peccatori e mettiamoci in cammino verso la casa del Padre.
Il brano del vangelo, è una lezione di vita, di comportamento interiore ed esterno nei confronti di Dio e dei fratelli. Gesù, annota l'evangelista Matteo, considera i tre pilastri della religiosità farisaica (elemosina, preghiera e digiuno). Questi segni penitenziali, dice il Signore, per essere veramente tali devono scaturire dalla sincerità del cuore. Se essi sono compiuti per essere lodati dalla gente, allora siamo ipocriti! L'apostolo Paolo scrive: «...è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!» (Gal 1, 10).
Ebbene, noi curiamo molto il nostro aspetto esteriore al fine di essere accettati da chi ci sta intorno, siamo impegnati a costruire un'immagine esteriore da mostrare agli altri e trascuriamo di curare la bellezza interiore che piace a Dio. Chi vive per piacere agli altri finisce col diventare ipocrita e non può essere servo di Cristo!
Chi vuole piacere a Dio, invece, sperimenta la Sua presenza e vuole fare la Sua volontà continuamente, non occasionalmente. Il vero cristiano vive ogni giorno per piacere a Dio, davanti ad ogni decisione si chiede qual è la Sua volontà. Se vogliamo fare la volontà del Signore possiamo essere certi che Egli non ci lascerà soli in nessuna circostanza avversa, ci aprirà le porte come aprì il mar Rosso, non permetterà ai leoni di sbranarci come non lo permise per Daniele. Chi cammina per fede e confida nel Signore, anche se può incontrare tempeste e opposizioni, troverà sempre soluzioni ai problemi e risposte ad ogni bisogno, perché «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1, 37).
Sta a noi scegliere, dunque, se vogliamo piacere a noi stessi, agli altri o a Dio, ma ogni scelta avrà conseguenze diverse dalle altre. Chi vive per piacere a se stesso finisce col diventare egoista, col pregare solo per il personale tornaconto, per il trionfo del proprio io e per scopi che non sono in accordo con la Parola di Dio, ma... dove c'è l'io non c'è Dio e nel vero cristiano si vede che c'è Dio e si vede anche che vive per piacere a Lui.
In questo tempo di conversione e di purificazione, lasciamoci condurre dalla Parola del Signore e ad invocare il perdono e la misericordia del Padre nostro che è nei cieli perché, come dice Paolo, è «ora il momento favorevole».

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 9,22-25)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Entriamo in Quaresima.
La Chiesa vuole spiegarcene subito lo scopo. La vita di Gesù ha compimento sulla croce, ma al tempo stesso nella risurrezione, che dalla croce è inseparabile. Se vogliamo seguire Gesù e intraprendere questo grande cammino che deve condurci al Padre, la prima cosa da fare è rinunciare a noi stessi. Gesù non ci dice subito di prendere la nostra croce, perché se noi prendessimo la nostra croce stando in noi stessi, questa sarebbe insopportabile.
Gesù ci domanda di rinunciare innanzi tutto a noi stessi, cioè al nostro io.

Prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Gesù non è il Maestro che parla di croce da una "cattedra", da un "salotto letterario", da un "pulpito di una Chiesa", da un "talk show" televisivo di seconda serata. Lui è il vero "Professore esperto di croce", e dalla croce, inchiodato su di essa, parla al mondo intero e lo invita a prendere ogni giorno la sua croce e seguirlo sulla croce. La Lettera agli Ebrei sviluppa con grande sapienza di Spirito Santo questo insegnamento di Gesù, proponendo proprio Lui, Gesù, il Crocifisso come unico esempio da imitare, verso cui sempre guardare per imparare come si porta la propria croce.
Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato Se avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Se invece non subite correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete illegittimi, non figli! Del resto noi abbiamo avuto come educatori i nostri padri terreni e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre celeste, per avere la vita? Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di farci partecipi della sua santità. Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio. Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi danni e molti ne siano contagiati. Non vi sia nessun fornicatore, o profanatore, come Esaù che, in cambio di una sola pietanza, vendette la sua primogenitura. E voi ben sapete che in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto: non trovò, infatti, spazio per un cambiamento, sebbene glielo richiedesse con lacrime (Eb 12,1-17).
Anche San Pietro dona Cristo Gesù Crocifisso come unico modello da imitare, seguire in ogni sofferenza della vita, sofferenza subita perché giusti, non perché ingiusti.
Questa è grazia: subire afflizioni, soffrendo ingiustamente a causa della conoscenza di Dio; che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime (1Pt 2,19-25).
Chi guarda con fede Gesù Crocifisso troverà sempre la forza per portare la sua croce.
La croce è la sola via che conduce nel Paradiso, l'unica porta della nostra salvezza.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci amare questa via santa.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,14-15)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Quando Gesù si dona a noi nella preghiera, non è il momento di digiunare. Bisogna ricevere appieno il suo amore, lasciargli una libertà completa, sapendo che il regno di Dio può realizzarsi molto bene in noi in quel momento. Non ci lasceremo mai colmare troppo da una gioia che viene direttamente dalla presenza di Gesù. Perché colui che entra nell'intimità del cuore di Gesù conosce sofferenze interiori molto profonde: sofferenze per il suo peccato e per il peccato del mondo, prove, assilli, tentazioni e dolorosissimi digiuni spirituali nel momento in cui Gesù si nasconde, e non fa più percepire la propria presenza... La Chiesa sa che le nostre forze sono limitate, e che noi dobbiamo essere disponibili alle sofferenze più intime, più profonde, che vengono direttamente da Gesù. È questo il motivo per cui essa ha ridotto i digiuni che un tempo erano d'obbligo. Essa ne dispensa i vecchi, i malati: se il digiuno impedisce loro di pregare, se essi hanno appena la forza per restare vicino a Dio, che restino con lo Sposo: è questo l'importante!

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 5,27-32)
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla numerosa di pubblicani e d'altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

I farisei sono gretti, meschini, piccoli nei pensieri. Loro non possiedono l'amore di Dio né la sua verità. Essi vedono tutto dal loro cuore grezzo, impuro, di ferro. Sono incapaci di qualsiasi visione di pietà, misericordia, compassione, perdono, reale possibilità di conversione e di cambiamento di Dio. Non ricordano che il Signore non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Essi hanno costruito una religione di esclusione, ghetto, allontanamento, distinzione, separazione, chiusura.
Gesù invece è grande nei pensieri, perché è grande nell'amore, nella carità, nella misericordia, nella pietà, nella compassione Lui è altissimo. Muore per tutti, dona il suo sangue per tutti, si immola per tutti. Tutti vuole redimere, tutti salvare. Tutti, sempre.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci misericordiosi in Gesù.