IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO XXVII DOMENICA E SETTIMANA TEMPO ORDINARIO ANNO C                   IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 17,5-10)
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sradicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
È un male molto diffuso tra i credenti quello di considerare la fede come un atteggiamento puramente intellettuale, come la semplice accettazione di alcune verità. Cioè una fede che si traduce in una presa di posizione teorica, senza una vera incidenza sulla vita. Questo squilibrio ha come conseguenza lo scandalo della croce: l'esitazione davanti alle difficoltà che incontriamo ogni giorno e che sono sovente insormontabili se noi non siamo abbastanza radicati in Dio. Allora ci rivoltiamo con la stessa reazione insolente e insultante che scopriamo nelle parole del libro di Abacuc.
Le due brevi parabole del testo evangelico ricordano due proprietà della fede: l'intensità e la gratuità. Per mettere in rilievo il valore di una fede minima, ma solida, Cristo insiste sugli effetti che può produrre: cambiare di posto anche all'albero più profondamente radicato. Per insistere sulla fede come dono di Dio, porta l'esempio del servitore che pone il servizio del suo amore prima di provvedere ai suoi propri bisogni. È l'esigenza del servizio del Vangelo che ci ricorda san Paolo (1Tm 1,1), ma questo stesso apostolo ci avverte che "i lavori penosi" trovano sempre l'appoggio della grazia di Dio.

TESTO-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc, 10,25-37)
Un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
La memoria del Rosario conduce il pensiero alle prime parole dell'Ave Maria: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te", che ripetiamo tante volte quando preghiamo il Rosario. E un modo di metterci alla presenza di Maria e nello stesso tempo alla presenza del Signore, perché "il Signore è con lei", di rimanere in maniera semplice con la Madonna, rivivendo con lei tutti i misteri della vita di Gesù, tutti i misteri della nostra salvezza.
Il racconto dell'annunciazione a prima vista ci presenta un solo mistero, ma se guardiamo bene vi si trovano tutti i misteri del Rosario: l'annunciazione, ma anche la visitazione, perché vi si nomina Elisabetta, e il Natale di Gesù: "Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù". Anche i misteri gloriosi sono annunciati: "Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore gli darà il trono di Davide suo padre... e il suo regno non avrà fine". E nella risurrezione e ascensione che Gesù riceve la dignità di re messianico, la gloria eterna nel regno del Padre. Dunque, misteri gaudiosi e misteri gloriosi. Sembra che manchino quelli dolorosi, ma troviamo anche quelli, non descritti, ma nel loro principio. Pensiamo alla risposta di Maria all'annuncio dell'Angelo: non è un grido di trionfo, ma una parola di umiltà: "Eccomi, sono la serva del Signore", che la mette in profonda consonanza con il Servo del Signore annunciato da Isaia, il Servo che sarà glorificato, ma prima umiliato, condannato, ucciso, "trafitto per i nostri delitti".
Maria sa, per ispirazione dello Spirito Santo, che i misteri gloriosi non possono avvenire senza passaggio attraverso l'obbedienza fiduciosa e dolorosa al disegno divino.
I misteri del Rosario sono una sola unità, ed è importante sapere che in ogni mistero gaudioso ci sono in radice tutti i misteri gloriosi e anche i dolorosi, come via per giungere alla gloria.
Chiediamo alla Madonna di aiutarci a capire profondamente l'unità del mistero di Cristo, perché esso si possa attuare nei suoi diversi aspetti in tutti gli eventi della nostra vita.
Mi piace riportare, a proposito della preghiera del Rosario, un piccolo testo che trovai anni fa in una rivista benedettina: "Dì il tuo Rosario dice Dio e non fermarti ad ascoltare gli sciocchi che dicono che è una devozione sorpassata e destinata a morire. Io so che cos'è la pietà, nessuno può dire che non me ne intendo, e ti dico che il Rosario mi piace, quando è recitato bene. I Padre Nostro, le Avemarie, i misteri di mio Figlio che meditate, sono Io che ve li ho dati. Questa preghiera te lo dico io è come un raggio di Vangelo, nessuno me la cambierà. Il Rosario mi piace dice Dio semplice e umile, come furono mio Figlio e sua Madre...".
Rinnoviamo, se è necessario, la nostra stima per il Rosario. Certo, bisogna pregarlo con rispetto, ed è meglio dirne due decine senza fretta che cinque di corsa. Ma detto con tranquillità è un modo di essere in compagnia di Maria alla presenza di Gesù.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Forse il Vangelo di oggi suscita in noi un po' di nostalgia, se preferiamo essere Maria, seduta ai piedi di Gesù ad ascoltare la sua parola, e invece dobbiamo necessariamente essere l'indaffarata Marta. Ma con molta probabilità non è una nostalgia totalmente pura. Se riflettiamo un po' ci rendiamo conto che quando avremmo tutto il tempo per assumere il ruolo di Maria preferiamo prendere quello di Marta e viceversa. Vuol dire che in realtà cerchiamo sempre di accontentare Il nostro egoismo, e il ruolo di Maria in fondo ci piace non per ascoltare la parola di Gesù, ma per starcene tranquilli, che è un'altra cosa.
Chi è veramente fedele al Signore approfitta di tutti i momenti per tentare di essere Maria, ascoltando davvero la parola del Signore, cercando la gioia vicino a lui. Allora, anche in mezzo a molte occupazioni, si riesce a continuare ad essere Maria. Ci sono persone attivissime, che devono continuamente passare da un 'occupazione all'altra, e internamente sono in profonda pace, in una segreta contemplazione, perché davvero rimangono con il cuore vicino a lui. Fanno tutto quello che devono fare, non in un artificioso distacco dalle cose, ma con piena tranquillità, perché così servono il Signore e l'amore per lui e per il prossimo mette nel loro cuore una tranquillità straordinaria.
Domandiamo al Signore che ci aiuti ad essere fedeli alla sua voce e a non cercare noi stessi, sia nel riposo che nell'attività, perché possiamo avere la vera tranquillità nell'unione con lui, in ogni azione.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,1-4)
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Padre, sia santificato il tuo nome
La preghiera insegnata da Gesù non solo contiene tutte le richieste contenute nelle preghiere antiche, ma anche porta nella più pura verità quelle richieste e in più mette l'uomo come il solo responsabile dell'esaudimento da parte del Padre celeste. C'è grande differenza di cuore. Il cuore di Gesù è differente da qualsiasi altro cuore. Cuore purissimo preghiera purissima, cuore santissimo preghiera santissima, cuore imperfetto preghiera imperfetta, cuore immondo preghiera immonda, cuore pentito preghiera di richiesta di perdono. Cuore ricco di Dio, preghiera tutta finalizzata a magnificare il Signore. Ogni uomo eleva al Signore la sua preghiera. Cuore diverso, preghiera diversa. Zaccaria e la Vergine Maria pregano con cuore differente, anche la loro preghiera è differente. Cristo prega con cuore consegnato al Padre e anche la sua preghiera si rivela differente da ogni altra preghiera. La sua è preghiera di confessione del suo cuore data al Padre e anche della sua volontà di dare sempre il cuore al Padre.
«L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre» (Lc 1,46-55). «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1,68-69).
Al centro della preghiera di Gesù è posto l'uomo. Il nome di Dio deve essere santificato nell'uomo e così anche il regno di Dio deve avvenire nell'uomo. Il pane è dato da Dio all'uomo a condizione che l'uomo dia anche lui il pane ai suoi fratelli. Così vale anche per i peccati. Dio perdona, se l'uomo ha già perdonato. Dio non abbandona alla tentazione a condizione che l'uomo non si abbandoni. L'uomo deve fortemente volere ciò che chiede. Non solo. Deve prima dare ciò che chiede. Deve impegnarsi perché la grazia di Dio non cada invano nel suo cuore. Tutto dipende dall'uomo. Il Signore guarda il cuore dell'uomo. Se la sua grazia cade in un cuore disposto a farla fruttificare, Lui la dona con gioia. Se invece vede il cuore accidioso, ozioso, senza alcuna volontà, mai potrà dare ascolto alla preghiera. Elargirebbe invano la sua grazia.
La preghiera del cristiano è presentazione del cuore al Padre perché lo riempia del suo cuore. Dio lo riempirà con il suo cuore, se il cuore che noi gli presentiamo è povero in spirito, mite, puro, umile, desideroso di essere riempito con il cuore del Padre. Non è la perfezione nella santità che conta, ma il forte convincimento della volontà che desidera il cuore del Padre per agire in purissima obbedienza a Lui. Cuore di Dio, volontà di Dio.
Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci a svuotare il nostro cuore per essere tutto di Dio.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,5-13)
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Nel mondo oggi è presente molto egoismo ed è difficile vedere qualcuno disponibile nei confronti di chi non gli potrà dare nulla in cambio. La buona convivenza porta anche la disponibilità ad aiutarsi a vicenda, sia se si abita in un palazzo di città sia se si vive in campagna. Ovunque ci sono vicini, non sempre sono buoni e sinceri, ma noi dobbiamo chiederci in che modo ci disponiamo di fronte ad essi.
La mentalità di oggi si preoccupa solamente delle proprie cose, non c'è una spontanea carità nel dare qualche aiuto o nel compiere sacrifici anche verso chi non è un amico. Solo ai veri amici viene fatto qualche favore ma se non c'è da impegnarsi particolarmente, mentre è più difficile vedere persone che aiutano gli estranei. Lo fanno in pochi, la maggioranza non si accorge nemmeno dell'esistenza del prossimo.
Un dottore della legge si alzò per mettere Gesù alla prova e chiese: «"E chi è il mio prossimo?". Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti... Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione"» (Lc 10,29-30.33).
Il buon Samaritano che abbiamo individuato nel Signore è il nostro modello, solo agendo come Lui pratichiamo la vera carità.
Nel Vangelo di oggi Gesù spiega come si deve pregare e porta un esempio di vita quotidiana, un episodio che avviene spesso tra amici, quando viene a mancare qualcosa. Ad uno mancava il pane, non solo, ma era anche tardi per disturbare qualcuno, ma gli amici non sono autentici quando si mettono sempre a disposizione? Qui l'uomo che dormiva si è sentito importunare e così ha mostrato chiaramente di non essere un vero amico.
L'uomo che si trova nel bisogno, supplica per avere il prestito di tre pani ma l'altro risponde infastidito. Solo l'insistenza nel bussare e nel supplicarlo fa alzare dal letto l'indolente, è costretto per non sentire i colpi alla porta e le alte voci che chiedevano i tre pani per mangiare.
Abbiamo un uomo che chiede e un altro che non vuole dare perché è a letto, ma poi accondiscende per non sentire bussare.
Con Gesù è diverso, quando qualcuno chiede, Lui risponde premuroso e felice per accontentarlo, ma occorrono quelle buone disposizioni interiori per ottenere le Grazie. Per esempio, non poteva l'uomo che chiedeva i tre pani andare a bussare per un capriccio o per ottenere senza averne meriti. L'altro non si sarebbe alzato dal letto o lo avrebbe cacciato arrabbiato.
Si deve chiedere a Gesù quanto necessita, anche questo manifesta la fiducia in Lui e la considerazione che è Onnipotente.
Gesù vuole donarci tutto quello che può renderci felici in questa vita, egli arrivò a donare se stesso sulla Croce per liberarci dalle catene oppressive e redimerci. Dopo avere dato la sua Vita per ognuno di noi, non vorrà donarci tutto quello che necessita all'anima ed è utile al corpo?
Gesù ci garantisce oggi che Lui è sempre disponibile e che la nostra preghiera sarà esaudita, se rispettiamo il suo Vangelo.
Se Lui concedesse facilmente le Grazie nessuno Lo adorerebbe convenientemente, forse in pochi Lo cercherebbero, gli altri dimenticano presto anche un Dio che si china sull'umanità ingrata e che cerca di risollevarla.
Contrariamente all'agire dell'uomo, Dio è sempre disponibile ad aiutare e quando le suppliche sono sincere, fiduciose, si commuove e se non ci sono impedimenti, concede immediatamente le Grazie oppure conduce le anime ad una preghiera umile e sincera per donare successivamente.
Quante meraviglie compie Gesù nelle anime che bussano con umiltà, insistenza e costanza al suo Cuore.
Egli vuole essere disturbato, non con parole inutili, ripetitive, orgogliose, bastano poche parole di richiesta e poi si deve solo adorare, entrare nel clima di contemplazione per allontanare i pensieri e le preoccupazioni mondane.
Nessuno al mondo ci ama pienamente come Gesù e la Madonna, è una verità che neanche molti cattolici comprendono, nonostante le grandi apparizioni di conferma e i miracoli inspiegabili. Ogni giorno è indispensabile fermarsi a meditare su qualche testo spirituale, soprattutto il Vangelo e qui trovate anche il commento.
Non c'è crescita spirituale senza la meditazione delle opere di Gesù e della figura eccelsa della Madonna!

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,15-26)
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall'uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: "Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito". Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il Vangelo oggi rispecchia bene la condizione di questa società, non solo per le notizie che arrivano da più fronti e fanno sentire il grido di guerra, ora di una Nazione ora di un'altra. Uomini senza Dio sono privi di pace e annebbiati, il loro dio è il potere egemonico e rimangono inquieti per cercare di escogitare nuovi progetti privi di amore e di pace.
Cos'è un uomo senza amore e senza pace? Si chiamano uomo e donna perché sono esseri umani, ma chi può scommettere un centesimo che sotto le sembianze di un uomo crudele esista ancora un'anima? In effetti l'anima c'è, ma è spenta e paralizzata, non trasmette più nulla di veramente umano.
Questo è il mondo di oggi, la società che ha scelto altro rifiutando Dio, le persone che non si accorgono ed è quasi impossibile per loro, che i demoni sono operativi giorno e notte e che non smettono di arrecare fastidi a quanti si incamminano verso la salvezza.
Mentre miliardi di persone non si accorgono dei demoni, oramai lo portano dentro anche se non sempre si tratta di possessione, ma la negatività satanica è presente in coloro che sono lontani da Gesù e non pregano. Le negatività sono presenti anche nelle persone che pregano ma che non hanno compiuto un vero cammino di Fede.
I demoni non perdono tempo dietro quelle persone che obbediscono a tutte le tentazioni, ormai appartengono a loro.
Quindi, esiste una lotta tra Bene e male all'interno della persona, vince chi prega e segue il Vangelo. Non vince chi è più ricco o è più furbo. Al contrario questi sono sempre sconfitti. E la mancanza della ricerca del Bene da coltivare interiormente, indebolisce di continuo la persona fino a renderla facile preda di qualsiasi tentazione.
Neanche molti credenti hanno compreso che satana può allontanarsi da loro quando pregano bene e con amore, ma se la preghiera scade di qualità, è sempre pronto a ritornare per danneggiare con maggiore forza non solo quella persona, anche la sua famiglia e tutti i loro interessi.
«Quando lo spirito impuro esce dall'uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: "Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito". Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima».
La mancanza della preghiera costante e devota apre le porte ai demoni e se entrano in una persona, possono compiere quanto vogliono.
Chi può scacciare i demoni se non Uno più forte di loro? Solo Gesù è il Salvatore.
Se i non credenti non vogliono accettare queste verità, i cristiani devono riflettere sui motivi che hanno portato un marito fedele a diventare infedele e indifferente, ma lo stesso vale per una moglie. Oppure i figli che si ribellano alle regole doverose ed entrano nella sfera magica, seguendo tanti inviti occulti che arrivano dai mass-media, diventando facili prede di satana.
Come possono comprenderlo i genitori se non pregano e non sono vicini a Gesù e alla Madonna?
La lotta che avviene tra Gesù e satana nella persona è sottile ma forte, però sono poche le persone che si rendono conto che l'alternarsi di pace e guerra nelle loro anime è qualcosa di strano. Sta qui la trama che sembra un film invece è una realtà molto pericolosa, ma la maggior parte non se ne cura.
Se nelle nostre anime regna il Signore e siamo consacrati al Cuore Immacolato di Maria, i demoni hanno pochissimo potere e le loro tentazioni diventano sempre più deboli, fino a riuscire a neutralizzarle con molta facilità.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 11,27-28)
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» Lc 11,27-28
La nuova e vera conoscenza di Gesù è l'ascolto della Sua Parola. Con il suo aiuto, questa Parola deve diventare carne della nostra carne e vita della nostra vita. Il passaggio della fede che deve operare in ciascuno di noi è "ascoltare" e "fare", vivere la Parola e Gesù ci dà un modello da imitare: Maria - la Madre - nella quale, grazie all'ascolto e alla custodia, "la Parola si è fatta carne" (Gv 1,14). Ascolto e custodia, vissute nel ricordo costante, permetteranno alla Parola di crescere fino a trasformarci in Lui. Allora saremo beati!
«Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105) AMEN.
Papa Benedetto XVI
Davanti all'esclamazione di una donna dalla folla, che intende esaltare il grembo che lo ha portato e il seno che lo ha allattato, Gesù rivela il segreto della vera gioia: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano» (11,28). Gesù mostra la vera grandezza di Maria, aprendo così anche a ciascuno di noi la possibilità di quella beatitudine che nasce dalla Parola accolta e messa in pratica. Per questo, a tutti i cristiani ricordo che il nostro personale e comunitario rapporto con Dio dipende dall'incremento della nostra familiarità con la divina Parola. Infine, mi rivolgo a tutti gli uomini, anche a coloro che si sono allontanati dalla Chiesa, che hanno lasciato la fede o non hanno mai ascoltato l'annuncio di salvezza. A ciascuno il Signore dice: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).?
Esortazione Postsinodale Verbum Domini n° 124, 30 sett. 2010