IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO XIII DOMENICA E SETTIMANA TEMPO ORDINARIO ANNO C                  IL VANGELO NEL 21° SECOLO
Inserisci sottotitolo qui

Ti seguirò dovunque tu vada
Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece và e annuncia il Regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio». Parola del Signore

 RIFLESSIONI

Noi abbiamo una grande Fede. È la nostra bussola. Ci guida verso la Verità tutta intera.
"Verrà lo Spirito di Verità e vi guiderà alla Verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future" (Gv 16,13).
La mancanza della verità è diventata una regola in questo mondo, tutto viene alterato e quanto appare, molto spesso è solo finzione.
Gesù viene sempre più emarginato e questa operazione programmata coinvolge di continuo sempre più persone. Molti credenti ignorano la finalità di molte azioni che vengono presentate come un miglioramento della società e anche della Chiesa, ma sono credenti privi di una formazione spirituale adeguata.
I samaritani si rifiutarono di accogliere Gesù ma avevano una motivazione religiosa. Oggi Gesù viene emarginato per motivi politici, è in atto un complotto contro Lui e i cristiani devono avere chiaro quanto continua ad evolversi contro il Cristianesimo.
"Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme".
Gli uomini di oggi sono in cammino verso luoghi privi di Dio, si allontanano dalla Chiesa e trascurano la loro vita spirituale.
Molti credenti sono in buonafede perché non hanno avuto modo di conoscere la sana dottrina, c'è una responsabilità comunque, c'è anche un mancato interesse da parte di chi dovrebbe dedicare maggiore tempo alla santificazione dei parrocchiani.
Già le Chiese aperte sarebbero una gioiosa sollecitazione a fare una visita a Gesù sacramentato, a chiedere aiuto all'Unico che ha il potere di rendere possibile ciò che umanamente è impossibile.
È spontaneo per molti fare promesse anche quando capiscono di non poterle rispettare. Spesso si propongono una condotta di vita migliore, ma non è sufficiente il proposito. Anche quel tale che incontrò Gesù disse: "Ti seguirò dovunque tu vada". Una ottima disponibilità senza dubbio, ma era un proposito convinto?
Per Gesù quelle parole nascondevano una debolezza profonda, l'incapacità di osservare quanto diceva emotivamente quel tale.
La risposta di Gesù un po' enigmatica, respinse quanto detto dall'uomo e gli spiegò che per seguirlo doveva prima mettere da parte le certezze umane: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo".
Camminando incontrò un altro uomo e lo trovò spiritualmente pronto ma egli non aveva ancora spezzato gli affetti umani. "Seguimi". Un comando perentorio, non più prorogabile, purtroppo quell'uomo non è riuscito a mettere al primo posto Dio, anche nella circostanza che ha spiegato.
"Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre".
Una richiesta legittima, ma se aveva compreso chi era Gesù, non poteva più preoccuparsi di chi non era più in vita. Cosa avrebbe comportato di spirituale e di benefico al padre, la sua presenza al funerale del padre? Nulla. Anzi, l'obbedienza al Signore avrebbe sicuramente arrecato del bene all'anima del padre.
"Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece và e annuncia il Regno di Dio".
Camminando incontrò ancora un altro uomo e questi disse: "Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia".
Non aveva compreso di trovarsi al bivio tra la gloria eterna e la mediocrità pericolosa della vita umana. Anche lui ha messo al primo posto i familiari senza preoccuparsi di Dio. Non si può poi pretendere che Dio si ricordi degli uomini che Lo trascurano o ignorano.
La risposta di Gesù frantuma le illusioni di tutti coloro che hanno abbandonato il cammino spirituale e sono ritornati a vivere come prima della conversione o della Consacrazione al servizio della Chiesa. "Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio". 

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 8,18-22)
In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all'altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Nel Vangelo odierno Gesù, mitezza infinita e infinita condiscendenza, affermare con forza l'urgenza di seguirlo, e smantellare le possibili illusioni. Allo scriba che gli dice con entusiasmo: "Maestro, io ti seguirò dovunque andrai", risponde come il più povero, l'ultimo degli uomini: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". "Va', vendi quello che hai...". E la stessa esigenza: occorre essersi liberati da ogni bene terreno per seguire Gesù, sovranamente libero. Poi, già su questa terra, egli darà il centuplo, ma chi cerca il centuplo non cerca Gesù. La risposta al discepolo che gli domanda di poter prima seppellire il proprio padre è affermativa, ma perentoria: "Seguimi, e lascia i morti seppellire i loro morti". Gesù non vuol dire che dobbiamo venir meno alla pietà verso i defunti; vuol ribadire l'importanza di seguirlo, e subito, passando sopra realtà e doveri anche importanti.
Gesù si rivela anche così Figlio di Dio. Egli sa quali ricchezze divine vuol comunicarci ed è quindi deciso:
"Seguimi"; tutto il resto non ha importanza di fronte al fatto di essere con lui.
Noi abbiamo già la felicità di seguirlo; dobbiamo però essere sempre vigilanti e domandarci: "Sto veramente seguendo lui e non le mie inclinazioni?" per poter riprendere la giusta direzione dietro di lui, se fosse necessario, verso la pienezza della vita.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 8,23-27)
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Non sono molti quelli che trovandosi nella sofferenza gridano con Fede: "Salvaci, Signore, siamo perduti!".
Quando le onde anomale e le sofferenze causate anche da persone insospettabili colpiscono la barca della nostra vita, non c'è nessuno in grado di riportare la quiete se non Gesù. L'aspetto che sorprende è che proprio Lui desidera ardentemente aiutare tutti noi ma spesso vede che molti Lo ignorano o si rivolgono alla magia occulta, finendo dalla padella alla brace.
Gli sconvolgimenti nella vita non mancano mai, non tutti hanno una forte volontà e i più deboli si abbattono o si perdono.
Analizzando questo miracolo, vediamo che è un esempio di dominio di Dio sulla natura. Il Vangelo di Marco aggiunge altre parole che, pur essendo brevi hanno una loro valenza: «Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e vi fu grande bonaccia» (Mc 4,39). Non cambiano di molto la sostanza, mettono in evidenza il potere assoluto di Gesù sulla natura con alcuni comandi diretti a cui la natura obbedisce.
Il miracolo avvenne nel mare di Galilea, in realtà pur essendo chiamato mare si tratta di un lago che si trova al nord di Israele. In questo luogo sono ambientati tanti fatti della vita di Gesù. Anche se è un lago può sviluppare delle forti tempeste. Tali tempeste potevano mettere in difficoltà le fragili imbarcazioni dei pescatori al tempo dei Vangeli.
Nella Bibbia il mare è considerato spesso come il regno del male, e Gesù calmando la tempesta, dimostra di poter vincere il male.
La frase su cui bisogna meditare oggi è la domanda posta da Gesù agli Apostoli terrorizzati e la riprendo dal Vangelo di Marco: "Perché siete così paurosi? Non avete ancora Fede?". Chi si agita e si abbatte dimostra di avere poca Fede, agisce senza la Fede del Vangelo. Bisogna chiederla ogni giorno a Gesù: "Signore, aumenta la mia Fede".
Gesù è sempre disponibile ad aiutare con i suoi potenti interventi, bisogna invocarlo con fiducia. 

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 20,24-29)
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Sulla figura dell'Apostolo Tommaso si sono scritte e predicate tante teorie, fino a qualche decennio fa prevaleva quella dell'incredulità, ed è proprio Gesù a indicarlo come un uomo diffidente: "... e non essere incredulo, ma credente!".
Queste parole del Signore sono sufficienti per capire la posizione sbagliata di Tommaso, anche se era un buon uomo come gli altri Dieci Apostoli e non tramava nulla contro il Maestro, come invece faceva di continuo l'apostolo che tradì e consegnò Gesù ai nemici.
Non è possibile classificare Tommaso come uno che voleva credere più degli altri Apostoli e per questo si rifiutò di accettare il racconto dell'apparizione di Gesù mentre era assente. Egli era in giro a girovagare pensieroso per Gerusalemme e metteva continuamente il sigillo alla sua mancanza di Fede.
Tommaso sbagliò gravemente quando cominciò a considerare infallibili i suoi pensieri e "dimenticò" tutti gli avvertimenti dati da Gesù, le profezie che anticipavano gli eventi della sua Morte e Risurrezione.
Questo avviene anche ai cristiani che si dimenticano di Gesù durante la giornata, Lo dimenticano nei loro pensieri, quando intraprendono iniziative e si preoccupano forse troppo delle loro cose. Si fa presto a dimenticare Gesù e i suoi insegnamenti. Molte conseguenze sono dannose e dolorose.
Gesù viene escluso dove c'è la convinzione di essere autosufficienti e di programmare la vita secondo quello che si pensa, senza discernimento e il confronto con la propria coscienza. D'altronde, la coscienza assopita non vigila e "permette" tutto.
Il Signore ha ammonito con una dolcezza severa Tommaso, : "... e non essere incredulo, ma credente!", parole che devono farci riflettere, si può cadere nell'incredulità anche quando si fanno progetti senza la preghiera, tendenti a soddisfare i sensi più che l'anima.
Però non poteva cadere nella diffidenza e nel dubbio proprio Tommaso che per tre anni aveva assistito a miracoli straordinari e aveva ascoltato parole di vita da Gesù.
La sua incredulità non è sbocciata dopo la Risurrezione di Gesù, nelle Scritture leggiamo che prima della Passione del Signore, nella Cena del Giovedì Santo, Tommaso manifestò uno dei suoi dubbi: "Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?" (Gv 14,5).
Come possiamo constatare, Tommaso si portava dentro una riserva di incredulità o scetticismo riguardo le opere e le parole di Gesù.
La sua Fede non presentava l'abbandono in Gesù e l'abbandono può esserci anche quando si ha una Fede piccina, è sufficiente sperare nel Signore, confidare in Lui anche nelle circostanze più dolorose.
Non è comunque questa la Fede matura, se è piccina è una Fede da sviluppare, ma contiene già le caratteristiche minime richieste da Gesù, soprattutto con l'abbandono in Lui. Questo abbandono è sempre progressivo, cresce insieme alla Fede, quando l'abbandono è assente, manifesta una Fede paralizzata, proprio come quella di Tommaso.
Egli è rimasto tre anni ad osservare miracoli portentosi, ad ascoltare parole divine e ancora aveva dubbi sulla divinità di Gesù?
"... e non essere incredulo, ma credente!". Gesù rivolge ad un Apostolo un rimprovero non di poco conto, come lo interpretano i modernisti che hanno perduto la Fede e vivono nell'indifferenza spirituale che è ancora più irritante e sgradevole dell'incredulità.
C'è forse un po' di Tommaso in ognuno di noi? Lo escludo. In molti forse sì, ma l'incredulità di Tommaso vive in chi non fa la Volontà di Dio.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,1-8)
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati - disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il miracolo del paralitico ha un duplice significato, quello che colpisce tutti i presenti è sicuramente l'immediata guarigione alle parole di Gesù: "Alzati, prendi il tuo letto e va' a casa tua". Sbalordisce la scena di un uomo paralizzato che effettivamente si alza, prende su di sé un peso, si carica il suo lettuccio e cammina... Torna a casa sua con le sue gambe.
A Gesù occorre molto poco per compiere i miracoli umanamente impossibili, richiede però una condizione: la Fede in chi chiede il miracolo.
A Cafàrnao il Signore ha compiuto incalcolabili miracoli, tanto che Marco e Luca scrivono che molta gente si accalcava intorno alla casa di Gesù, così che più nessuno poteva raggiungere la porta. In questo modo si riduce la persona che soffre, è agitata e cerca la soluzione immediata.
Ottenere un miracolo in poco tempo non è facile, anche se la Fede robusta rende la richiesta più autorevole e veloce nel raggiungere il Cuore di Gesù. C'è anche da precisare che in certi casi non dipende dal cristiano la ricezione di un miracolo, anche con la presenza di una Fede matura.
Nessuno conosce i pensieri di Dio, neanche quello che Dio conosce perfettamente del cristiano che implora il miracolo.
Alle volte quanto viene chiesto trova un impedimento esterno che impedisce un miracolo o una grande Grazia.
È opportuno spiegare la differenza tra miracolo e Grazia. Il termine miracolo rimanda ad altro: evento o fenomeno soprannaturale, prodigio, portento, evento incredibile, risultato insperato, fatto straordinario, caso eccezionale.
Si definisce miracolo (cosa meravigliosa) in teologia, un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Nel linguaggio comune, per estensione, il termine miracolo è un intervento soprannaturale, in quanto supera i limiti delle normali prevedibilità dell'accadere, sospende la legge della fisica, va oltre le possibilità dell'azione umana.
Per Grazia s'intende la Vita Divina di Gesù in noi. Solo con la Grazia l'uomo partecipa alla Vita Divina, l'una va insieme all'altra.
Il Catechismo spiega abbondantemente il significato del termine Grazia: «La nostra giustificazione viene dalla Grazia di Dio. La Grazia è il favore, il soccorso gratuito che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito: diventare figli di Dio, figli adottivi, partecipi della natura divina, della vita eterna.
La Grazia è una partecipazione alla vita di Dio; ci introduce nell'intimità della vita trinitaria. Mediante il Battesimo il cristiano partecipa alla Grazia di Cristo, Capo del suo corpo. Come "figlio adottivo", egli può ora chiamare Dio "Padre", in unione con il Figlio unigenito. Riceve la vita dello Spirito che infonde in lui la carità e forma la Chiesa.
La Grazia di Cristo è il dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla. È la Grazia santificante o deificante, ricevuta nel Battesimo. Essa è in noi la sorgente dell'opera di santificazione» (1996-1997.1999).
Tra i dogmi di Fede più dimenticati vi è senza dubbio quello dell'esistenza della Grazia di Dio. La Grazia è il fondamento di tutto l'edificio soprannaturale: dall'avere o non avere la Grazia dipende la nostra felicità o la nostra infelicità eterna.
La Grazia di Dio ci solleva, d'un sol colpo, ad un piano infinitamente più elevato di quello puramente naturale e terreno, sì da poter dire in verità che tra un uomo che vive nella Grazia di Dio ed uno che non vive nella Grazia di Dio vi è la stessa differenza che esiste tra il Cielo e la terra.
Quindi, il paralitico del Vangelo ha ricevuto un miracolo straordinario, allo stesso tempo Gesù ha guarito la sua anima, quindi ha ottenuto la Grazia di Dio. "Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati".
Quando chiediamo a Gesù un beneficio particolare, un favore che nessun uomo è in grado di dare, un soccorso divino, chiediamo una Grazia. Il paralitico del Vangelo umilmente ha chiesto un vero miracolo e ha ottenuto anche la Grazia Divina.
Gesù è sempre generoso nel concedere doni e la nostra costante preghiera permette continui interventi della sua Grazia nella nostra vita.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,9-13)
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Parola del Signore.

RIFLESSIONE
Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici.
Nella mentalità corrente quando si parla delle persone sane, si intende sempre il corpo umano, in riferimento al corpo e non alla moralità.
Quando ci si incontra tra conoscenti si chiede quasi sempre "come stai?", ovviamente in riferimento al corpo, anche all'aspetto emotivo oltre che fisico. Nessuno chiede come sta l'altro interiormente e riferendosi alla vita spirituale.
Non sarebbe un'invadenza, né una pretesa irrazionale, perché dire: "Ti trovo spiritualmente bene", significa che quella persona non giudica, non commette ingiustizie, non dice falsità, non diffama nessuno, non è quindi cattiva.
La mancanza di queste negatività... sviluppa molti effetti buoni, manifestati dalla buona salute generale della persona, che comprende innanzitutto la parte spirituale non visibile, e dagli effetti si deduce cosa è presente interiormente.
Il benessere fisico è autentico quando è sostenuto da un'anima che vive in Grazia di Dio ed è in comunione con Gesù Cristo.
Se oggi si confonde il benessere fisico con l'integrità morale di una persona, è dovuto alla cattiva pubblicità che viene fatta e di conseguenza da quanto vogliono conseguire moltissime persone che frequentano centri di bellezza, palestre, istituti di bellezza e addirittura beauty farm.
Cosa sono queste beauty farm e aree benessere? Ho letto che sono oasi dedicate al ristoro e al relax, al trattamento e alla bellezza.
Non c'è minimamente alcun dubbio sul dovere di curare il corpo e di effettuare tutti i controlli periodici per prevenire.
Quindi, distinguo subito l'importanza della cura del corpo, anche dell'aspetto esteriore e tutto ciò che riguarda il benessere fisico, mentre è un grave errore l'adorazione del proprio corpo che viene trasformato spesso in una cavia con tutto il botulino e altro che si inseriscono, piuttosto che ottenere il raggiungimento di un processo salutare.
È una ovvia conseguenza per le persone poco spirituali perdersi dietro pensieri che rincorrono esclusivamente una cura eccessiva del corpo, anche a prezzo di sacrifici immani. La debolezza interiore conduce a formarsi delle immagini idolatriche con al centro ovviamente la stessa persona, vista come una specie di dea dell'amore.
Venere è una delle maggiori dee romane principalmente associata all'amore, alla bellezza e alla fertilità, l'equivalente della dea greca Afrodite. Venere nella mitologia è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l'antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.
Per certi uomini, invece, uno dei più famosi dei o idoli che immaginano di essere o inconsciamente adorano è certamente il dio dell'amore Eros. Nella tradizione romana è chiamato Cupido. Di Eros non si conosce con sicurezza il padre, ma le leggende indicano in Ares il padre.
Si tratta storicamente parlando... di autentiche leggende.
È molto grave lasciarsi guidare dai pensieri che arrivano alla mente, quando si è ancora privi della capacità del discernimento, della lucida spiritualità che si raggiunge dopo molti anni di impegno nella preghiera, di obbedienza al Vangelo e al Padre spirituale, dall'osservanza dei Comandamenti.
Senza questi requisiti c'è solo la persona sola... e si convince di fare tutto perfettamente...
Uomini e donne senza il controllo della volontà si lasciano trasportano da sogni veramente inutili e dispendiosi, soprattutto per le energie mentali e fisiche. Se la persona deve curarsi e mostrarsi sempre gradevole e aggraziata, non deve immaginarsi di trovarsi in un perenne concorso di bellezza.
Aggraziata vuole dire anche equilibrata, armoniosa e misurata.
In realtà ciò che conta e che viene rilevato da tutti, anche dagli invidiosi e dai disonesti, è quello che traspare di spirituale dalla persona. Se è una persona perbene, si evidenziano da soli i lineamenti della sua rettitudine, della moralità che si impone con la sua potenza intrinseca.
Nel Vangelo leggiamo che Gesù chiamò un pubblicano e lo rese un grande Apostolo. "Seguimi". Con questo comando il Signore disse ad un uomo considerato da tutti come cattivo perché esattore delle tasse, di lasciare il lavoro negativo perché vedeva in lui i lineamenti buoni.
Gesù vide nel volto di Matteo la bellezza della sua anima.
Faceva un lavoro poco apprezzato, stava "seduto al banco delle imposte", esigeva il pagamento dei tributi per conto dei romani e viveva nella ricchezza, ma non appena sentì il comando del Signore "si alzò e Lo seguì".
Matteo sarebbe stato chiamato da Gesù se invece di curare la parte interiore di sé avesse curato esclusivamente l'aspetto esteriore?
Gesù è il nostro Medico, vi assicuro che davvero Egli si prende cura di noi e ci guarisce anche da dolori strani... da malesseri inspiegabili... ogni volta che Lo invochiamo con Fede e gli diciamo: Gesù, guariscimi. Pensaci.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 9,14-17)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il vino nuovo è il Vangelo e non può versarsi in otri vecchi, che sono i cuori corrotti, questa è la più semplice spiegazione delle parole di Gesù. Gli otri vecchi presentano sicuramente piccole spaccature dovute alla consumazione, con ripari e attenzioni particolari. Soprattutto è la forza della fermentazione del vino nuovo a far scoppiare gli otri vecchi. I produttori valutano con molta attenzione l'opportunità di usare otri più antichi e si fidano di quelli più nuovi.
Gli otri vecchi rappresentano la vecchia mentalità mondana, rimane impensabile che questa mentalità accolga la dottrina insegnata da Gesù, una dottrina opposta alla concezione della vita scelta dai peccatori.
Gesù oggi proclama la necessità di accogliere la sua dottrina con spirito nuovo, giovane, con desideri di miglioramento. Il vino nuovo della Grazia richiede che l'anima rinnovi continuamente alcune disposizioni, a cominciare dal desiderio del cammino di santità, quindi, ogni mattina nella preghiera amorosa si deve chiedere a Gesù l'aiuto per rimanere fedeli a Lui e determinati.