IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO DOMENICA DI PASQUA E SETTIMANA ANNO C                 IL VANGELO NEL 21° SECOLO
Inserisci sottotitolo qui

«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?»
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore.

Sequenza
Alla vittima pasquale,
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'Agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

RIFLESSIONI

La Risurrezione gloriosa del Signore è la chiave per interpretare tutta la sua vita, ed è il fondamento della nostra Fede.
Senza questa vittoria sulla morte, qualsiasi predicazione sarebbe vana e la nostra Fede priva di fondamento. Inoltre, è sulla Risurrezione di Gesù che appoggia la nostra futura risurrezione. La Pasqua è la festa della nostra Redenzione e, quindi, festa di ringraziamento e di gioia.
La Risurrezione del Signore è una realtà centrale della Fede cristiana, e come tale è stata predicata fin dagli inizi del Cristianesimo.
Ma cosa significa risorgere da morte?
Forse non si riflette abbastanza sulla Risurrezione di Gesù perché è assente la meditazione della sua Passione e Morte. Una minima percentuale di cristiani si sofferma ogni giorno a meditare la vita di Gesù e, quindi, la maggioranza non si pone il quesito del profondo significato della Risurrezione.
Se ne parla della Risurrezione, si predica, è il fondamento della nostra Fede, ma quanto abbiamo veramente compreso in questi anni della vittoria di Gesù sulla morte? È una ottima riflessione leggere e approfondire periodicamente le risurrezioni compiute dal Signore durate la sua vita pubblica.
La più straordinaria rimane quella di Lazzaro, morto da quattro giorni ed era già iniziato il processo di decomposizione del suo corpo, infatti tra i tre e i sei giorni, che rappresentano il primo stadio, i tessuti molli cominciano a decomporsi. Quando cessa la respirazione e la circolazione, le cellule restano prive dell'abituale rifornimento di ossigeno e possono sopravvivere da un minuto a qualche giorno. Inevitabilmente la morte fa parte del ciclo naturale della vita. Quando arriva, in ogni essere umano inizia un complesso processo con cui il corpo umano ritorna gradualmente alla polvere. Inizia la decomposizione che trasforma le nostre strutture biologiche in semplici elementi costitutivi organici e inorganici.
In ogni persona si verificherà questo processo, era già iniziato in Lazzaro e lo disse Marta a Gesù non appena arrivò a Betania: "Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni" (Gv 11,39). Questa precisazione di Marta era la risposta all'ordine perentorio dato da Gesù: "Togliete la pietra!" (Gv 11,39).
È molto bello il dialogo tra Gesù e Marta quando ella gli và incontro fuori casa e dice un atto di Fede profondo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Egli Te la concederà" (Gv 11,22). Gesù si commuove sentendo queste parole, aveva pianto per la morte di Lazzaro ma precisa: "Tuo fratello risusciterà" (Gv 11,23).
Marta risponde con l'insegnamento del Maestro e in buonafede dice: "So che risusciterà nell'ultimo giorno" (Gv 11,24).
Così infatti avverrà per tutti gli esseri umani, ma per Lazzaro e in altre circostanze simili, come per la figlia di Giairo e il fanciullo, figlio unico di una madre vedova, che Gesù incontrò davanti mentre si dirigeva in un villaggio, la risurrezione è avvenuta dopo alcune ore o quattro giorni, ma poi sono tutti morti. Diciamo nuovamente.
Gesù aveva ritardato apposta il viaggio a Betania per omaggiare il corpo di Lazzaro, voleva dare a tutti una ulteriore prova della sua Divinità, infatti non tutti erano ben formati anche se ascoltavano spesso i suoi insegnamenti. Pone a Marta una domanda: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?" (Gv 11,25-26).
Marta non può che rispondere affermativamente, ma con il fratello morto da quattro giorni la Fede di molti altri sarebbe crollata.
Non è scontata una risposta affermativa di una sorella che ha sepolto il corpo del familiare e che era morto quattro giorni prima. Marta aveva veramente una Fede pura e sicura: "Sì, o Signore, io credo che Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo" (Gv 11,27).
Tranne questi casi evangelici, ogni persona che muore cambia condizione di vita ma senza il corpo, il quale si decompone e risusciterà nel giorno del Giudizio universale. La risurrezione dei morti sarà l'atto conclusivo della storia umana, chiamato appunto il Giudizio universale.
Tutti proclamiamo nel Credo che Gesù Cristo, salito al Cielo, ritornerà un giorno "per giudicare i vivi e i morti".
La Risurrezione di Gesù indica che il suo Corpo non si è assolutamente decomposto e che Lui è vivo con il suo Corpo.
In chi non si è verificato il processo di decomposizione del Corpo? Oltre Gesù.
Il miracolo che festeggiamo a Pasqua è di tale rilevanza che gli Apostoli sono, prima di tutto, testimoni della sua Risurrezione. Il nucleo di tutta la loro predicazione è l'annuncio che Cristo vive. È il vivente. Ed è quanto, dopo venti secoli, anche noi annunciamo al mondo: Gesù vive!
La Risurrezione è la prova suprema della Divinità del Signore Gesù!
Ma per circa 6 miliardi di persone Gesù non è Dio, anche per molti cristiani non è vivo perché non Lo pregano, non lo mettono al centro o comunque presente nella loro vita. Solo per centinaia di milioni di cristiani che Lo adorano, Gesù è vivo.
Da quanto si legge e si ascolta, anche per molti uomini di Chiesa non è vivo, e parlano di Lui senza metterci amore, senza cuore, e questo i credenti lo comprendono molto bene. Allora per compensare la mancanza di vero amore si parla di tutt'altro che forse non forma i cristiani, e si sorvola sulla gravissima crisi di Fede.
Per chi è Risorto veramente oggi il Signore?
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore... ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7,21).
Oggi dobbiamo meditare sull'amore che proviamo per Gesù, se è sincero e lo avvertiamo intimamente, se è ancora debole e bisogna impegnarsi di più per renderlo forte, se c'è ancora indifferenza nelle nostre pratiche di pietà o se c'è pigrizia nel pregare.
La Risurrezione di Gesù è un forte richiamo a vivere da risorti, a compiere premuroso apostolato. La Pasqua ci dice che dobbiamo essere luce e portare luce agli altri. Per questo, dobbiamo restare uniti al Signore con una preghiera frequente nella giornata per non far spegnere la fiamma viva di amore.
Pietro e Giovanni corsero al Sepolcro per vedere cosa era avvenuto dopo l'apparizione avuta dalla Maddalena, la loro corsa è l'inizio del nuovo cammino degli Apostoli, anche se graduale. La tomba vuota è anche silenziosa, non c'è nulla ma rimane la prova della Risurrezione di Gesù.
Anche noi dobbiamo avere questa premura amorevole nel cercare Gesù, ogni giorno e in ogni circostanza anche con brevi atti di amore. Non rimanga mai la nostra anima vuota della presenza di Dio, solo la tomba del Sepolcro deve rimanere vuota.
La Madonna oggi è raggiante di gioia per la Risurrezione di Gesù, e La ricordiamo così, anche se il suo Cuore soffre per tutti noi!

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 28,8-15)
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Gesù nelle prime parole che dice dopo la Risurrezione, indica di andare in Galilea, "andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno". Gesù riporta i suoi discepoli lì dove ha avuto origine il Cristianesimo, poiché in un villaggio della regione della Galilea, a Nazareth, è cresciuto Gesù, lì ha vissuto con la Madre e il Padre putativo. Eppure la Galilea è considerata contaminata per la presenza di tribù pagane.
Al tempo di Gesù vi abitavano alcune antiche tribù di Israele, ma agli occhi dell'ortodossia giudaica di Gerusalemme si erano contaminate con i popoli vicini, di religione pagana. Questo è il motivo principale del rifiuto degli ebrei di accogliere Gesù come Messia, proprio per la provenienza dalla Galilea. Ma è accertato dai racconti evangelici che il padre putativo di Gesù, Giuseppe e la Madre Maria erano di discendenza dalla tribù di Giuda. L'appartenenza ebrea dei due è indubbia, infatti gli stessi Vangeli descrivono alcune celebrazioni che Giuseppe e Maria compiono in stretta osservanza delle consuetudini israelite.
Gli ebrei della Giudea, centro della religione e cultura ebraica, nutrivano disprezzo per gli abitanti della Galilea, il disprezzo verso Gesù si associava anche ai miracoli e alla nuova dottrina incentrata sull'amore e sul perdono. In Gv 7,52, un gruppo di farisei obietta che nessun profeta può provenire dalla Galilea.
Gesù considera con meno colpe la Galilea rispetto ai giudei che da secoli rifiutavano i Profeti e li uccidevano.
I molti pregiudizi che i giudei costruiscono su Gesù ci dicono che non bisogna mai giudicare dall'apparenza o da quanto viene riferito da altri. Chi riferisce un giudizio negativo su un collega, un conoscente, un vicino di casa, senza conoscere bene la sua storia e le sue vicissitudini, pecca gravemente perché distrugge la buona reputazione di una persona che neanche conosce bene.
Ma non è tanto la conoscenza o meno della persona a dare l'autorizzazione a giudicare o ad emettere valutazioni fantasiose, molto spesso sono credenze errate perché senza fondamento. Anche se le vicende fossero autentiche, non è mai una buona ragione per non cadere nella denigrazione.
La debolezza di alcuni, inoltre, aggiunge sempre una propria interpretazione a quanto ascoltato e il racconto diventa sempre più lungo, pieno di dicerie e colpi di scena. Da una sola parola iniziale, un piccolo fatto diventa un romanzo e per raccontarlo ci si riunisce e si fanno anche raduni.
La persona poco spirituale ama ricorrere alla mormorazione, anche se non ci mette malizia è sempre un danno spirituale che causa a se stessa, perché raccontare fatti non conosciuti è sempre un danno alla buona fama di un conoscente o di un vicino. La regola del Vangelo è di coprire con il manto della carità, di giustificare le debolezze altrui come Gesù perdona quelle dei peccatori pentiti.
La Pasqua ci invita a fare un passaggio risolutivo, ci dice che il cristiano deve vivere da risorto, quindi con una nuova mentalità per amare tutti ed evitare qualsiasi giudizio. È l'impegno che dobbiamo portare ogni giorno dell'anno, con un rinnovato spirito di lotta contro le debolezze e i difetti che mortificano.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 20,11-18)
In quel tempo, Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

"Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto." GV 20, 18
Guardiamo la resurrezione da un'altra prospettiva, questa volta con il racconto di Giovanni evangelista: Maria Maddalena, anche lei andata al sepolcro, corre dai discepoli e dice loro. "Ho visto il Signore!".
La Parola fatta carne che si era fatta sempre sentire, ora si fa vedere. Immediatamente dopo la resurrezione la prima esperienza di Gesù è attraverso gli occhi. Occhi che non sempre vedono e riconoscono. Occhi che devono prepararsi a distinguere nella nuova forma, quel Gesù di prima ormai così familiare. Occhi che si emozionano perché vedono chi temevano di non vedere più.
La donna vede e crede. Anche Giovanni sulla scia della sua testimonianza, corre al sepolcro, si inginocchia, vede e crede...
Signore, donaci di vedere e di credere. Donaci di non chiudere gli occhi, di non tradire lo sguardo che si orienta a te.
La voce di un teologo
"Costituiscono uno stesso SEGNO un seno vergine trovato pieno e una tomba piena trovata vuota" K. Barth

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Continuiamo a meditare gli avvenimenti che seguirono la Resurrezione di Gesù. Questo Vangelo è meritevole di approfondimento perché in pochi versetti contiene molti insegnamenti. Nel Vangelo di ieri la figura di Maria Maddalena è stata presente con atteggiamenti ancora più addolorati degli Apostoli, ella piangeva e non trovava conforto in nessuna cosa: Gesù, il suo Redentore era stato ucciso in modo violento e dopo averlo sepolto, la mattina presto non era più presente nel Sepolcro. Questa la ragione del suo pianto a dirotto.
Una grande peccatrice è diventata grande davanti a Gesù, per il suo grande amore. Tutti i peccatori possono santificarsi.
Innanzitutto Maria Maddalena la mattina presto era ritornata al Sepolcro per stare vicino a Gesù, atteggiamento di una persona che non ha dimenticato il suo benefattore. Vede gli Angeli e non li riconosce, chiede notizie di Gesù e piange. È inconsolabile. Poi appare Gesù e le dice: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?".
Gesù è Risorto, sorridente, amabile, accogliente.
Ascolta la richiesta di Maria che reclama il suo Signore, ed ella non riesce a riconoscerlo. Bastò una sola parola di Gesù perché gli occhi e il cuore le si illuminassero: "Maria". La parola è carica di quella modulazione unica che Gesù dà a ciascun nome, anche ad ognuno di noi, e che comporta una chiamata, un'amicizia singolare.
Gesù ci chiama con il nostro nome, ci conosce perfettamente e l'intonazione della sua voce è inconfondibile.
Davanti alla Maddalena la voce di Gesù non era cambiata, Lui conservava i tratti umani del Gesù sofferente: il tono della voce, il modo di spezzare il pane, le ferite dei chiodi nelle mani e nei piedi. La voce di Gesù scosse Maria e Lo riconobbe, possibilità che conservano i veri innamorati del Signore. Alla mente arrivano molti pensieri, ma si riconoscono quelli di Gesù se si vive in unione con Lui.
Un altro punto del Vangelo di ieri è l'annuncio della Maddalena -proprio lei-, agli Apostoli: "Ho visto il Signore". Qui vediamo che Gesù si fida di coloro che Lo mettono al centro della loro vita ed eliminano le cose inutili, lottano i vizi umilianti, correggono il linguaggio, evitano di giudicare gli altri e non agiscono più con egoismo ed orgoglio.
Gesù si fida e concede ogni cosa a quanti vivono per Lui.
Gesù si avvicina a due suoi discepoli che "erano in cammino". Intende il viaggio verso Emmaus ma per Gesù essi "erano in cammino" verso la salvezza eterna ed infatti discutevano con molta amarezza della morte violenta di Gesù. Quando uno dice: "Noi speravamo che egli fosse Colui...", manifesta tutta la delusione dei discepoli ancora non formati spiritualmente. Per questo preciso che "erano in cammino", intendendo quello spirituale.
Parlavano di Gesù e Lui si manifestò, "camminava con loro".
Gesù, quindi, cammina sempre con noi quando Lo cerchiamo e crediamo fermamente in Lui. "Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo". Avviene a tutti coloro che hanno poca dimestichezza con la preghiera, quelli che dedicano pochissimo tempo alle cose di Dio. Rimangono sempre ai margini del vero cammino spirituale.
I due discepoli illustrano al misterioso viandante i fatti avvenuti, poi Lui comincia a spiegare le Scritture facendo vibrare i loro cuori perché chi parlava era Dio, Colui che aveva ispirato le Scritture. I discepoli non avevano mai sentito spiegazioni più chiare e profonde e Lo invitarono a casa loro. Gesù accettò. Vedete come Gesù accetta l'invito quando viene invitato? Ma se non si chiama e non gli si chiede di restare, non si rende presente.
«"Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro».
È indispensabile chiamare Gesù, invitarlo a restare nei nostri cuori, nelle nostre case, nei familiari che non sono tranquilli. E Gesù resta, è la sua gioia restare con chi Lo ama veramente, Lui vuole trasfigurare ogni essere umano.
I discepoli Lo riconobbero allo spezzare del pane, si aprirono i loro occhi, così avviene nella Santa Messa quando si partecipa con sincero amore. Gli occhi della Fede vedono, anche i sensi percepiscono l'Invisibile e l'anima si riempie dello Spirito Santo.
Ripetiamo a noi stessi e a quanti conosciamo: "Davvero il Signore è Risorto".

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 24,35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Il Vangelo di oggi è uno dei momenti più suggestivi, vediamo anche che Gesù mangia del pesce arrostito con gli Apostoli ma prima domanda: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".
Anche se gli Apostoli Lo avevano già visto Risorto, erano ancora presi da un timore deferente e rispettoso verso Gesù e non trattavano con Lui come quando giravano per le città. Anche allora nutrivano un rispetto superiore quasi alle loro capacità, dopo la Risurrezione erano esitanti e imbarazzati.
Gesù appariva agli Apostoli ed essi nutrivano maggiore rispetto. Era Risorto, glorioso e gli Apostoli Lo percepivano non come l'Uomo che per tre anni girava a predicare con loro, Lo identificavano con una visione molto più spirituale. D'altronde, se Gesù è Risorto dalla morte non può che essere il Figlio di Dio.
Gesù è capace di far risorgere quanti sono morti nello spirito e vagano nel mondo senza meta, seminando corruzioni nelle loro giornate e profondamente risoluti nel fidarsi solamente delle loro potenzialità. Non solo i più deboli, anche quelli che rivestono incarichi di responsabilità cadono in continui errori se la loro Fede non è la vera bussola.
Sono molti quelli che hanno ricevuto molti talenti da Gesù e li consumano banalmente negli errori, seguono le loro opinioni e sono allergici alla verità, non vogliono conoscere la verità per orgoglio, spesso anche per incapacità intellettuale.
Gesù ci chiama a diventare testimoni credibili del suo Vangelo, se non c'è ancora questa disponibilità, bisogna chiederla ogni giorno.
Già in questa vita i veri credenti cominciano ad assaporare, a vivere, ad avvertire interiormente gli straordinari frutti dello Spirito Santo.
"Il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé" (Galati 5,22).
Cosa non darebbe tanta gente per possedere questi frutti concessi dallo Spirito Santo?

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 21,1-14)
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete
Perché la missione di salvezza si compia non bastano solo gli Apostoli con Pietro. Loro possono anche decidere di andare a pescare. Ma la rete rimane vuota. Perché la pesca sia abbondante sono necessari, indispensabili, la presenza di Gesù e la sua Parola attuale. Questa verità, che è contenuta nel Vangelo secondo Giovanni, è attestata dagli Atti degli Apostoli. Cristo Gesù, lo Spirito Santo, gli Apostoli camminano insieme, sono una sola missione, un solo corpo, una sola opera, una sola voce, una sola forza di conversione e di salvezza. Ma anche la storia della Chiesa attesta questa verità. La pesca è stata sempre abbondante in quegli uomini e in quelle donne che sempre hanno avuto una presenza particolare di Cristo Gesù, dello Spirito Santo, della Madre di Dio. Senza questa presenza celeste, il solo Vangelo non è sufficiente, perché non si sa a chi darlo e come tradurlo concretamente in vita eterna per ogni uomo. Sono infatti lo Spirito Santo e Cristo Gesù che trasformano la Parola dei Vangelo in voce di salvezza, conversione, fede in Cristo e, per Cristo, nel vero Dio. Senza lo Spirito Santo la Parola mai diviene voce e senza lo Spirito del Signore nessuna conversione mai potrà avvenire. Chi entra nei cuori è lo Spirito di Dio, che deve però farsi voce sulle labbra del discepolo così come si è fatto alito, fiato sulle labbra della Vergine Maria, Nella casa di Zaccaria, alla presenza della cugina Elisabetta. Apostoli, Cristo Gesù, lo Spirito Santo devono essere un solo corpo di salvezza. Non tre corpi, ma uno solo.
Urge chiedersi: Quanto lo Spirito Santo, Cristo Gesù gli Apostoli sono un solo corpo di salvezza? Quando l'Apostolo e la Parola sono un solo corpo di obbedienza, un solo corpo di verità, un solo corpo di fede, un solo corpo di carità e misericordia, un solo corpo di speranza e di giustizia perfetta? Se l'Apostolo si separa dalla Parola, smette di essere un solo corpo con essa, mai potrà divenire un solo corpo di salvezza con Cristo Gesù e lo Spirito Santo. Parola, Spirito Santo, Cristo Gesù, Apostolo del Signore devono essere un solo corpo di salvezza, allo stesso modo che Cristo Gesù, Parola, Padre celeste, Spirito Santo erano un solo corpo di salvezza e di redenzione. L'Apostolo deve alla Parola la stessa obbedienza che le dava Cristo Signore. Ma anche l'Apostolo deve allo Spirito Santo la stessa docilità alla mozione che dava Cristo Gesù. Se nell'Apostolo manca la docilità, il solo corpo con lo Spirito non viene operato e la salvezza per lui non si compie sulla nostra terra. Quanto vale per l'Apostolo, vale per ogni altro discepolo di Gesù, al quale è chiesto di vivere di comunione gerarchica con quanti sono stati costituiti vicari del Signore, in ordine alla missione nel mondo di evangelizzazione e redenzione. Ognuno è obbligato ad essere solo corpo e solo corpo rimanere per tutti i giorni della sua vita. Nella separazione le reti rimangono vuote.
Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci un solo corpo di salvezza e redenzione con Gesù.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 16,9-15)
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto
Gesù non rimprovera i suoi discepoli perché non hanno creduto ai cultori della sacra scienza, agli ermeneuti della Scrittura, agli esegeti della Parola di Dio. Lui sa che queste vie non sono vie della fede. Uno può anche possedere tutta la dottrina che sgorga dalla Scrittura, ma non per questo è anche un datore di vera fede. Cosa è allora la fede e come essa nasce in un cuore?
La fede nasce dalla partecipazione dall'altro della vita di Cristo che ha trasformato la tua vita, perché è divenuta sua vita in te, nel tuo corpo, nei tuoi pensieri, nella tua anima, nel tuo spirito, nella tua volontà. La fede nasce dalla fede che è la tua stessa vita. Quando l'altro ti dona la sua vita che è vita di Cristo Gesù allora tu non puoi più dubitare, devi necessariamente credere. Di questa fede non accolta si è responsabili in eterno dinanzi a Dio e alla storia. Non hai trasformato il mondo per mezzo della tua vita, dovrai rendere conto al Signore. Ti sei chiuso in te stesso, nel tuo piccolo mondo.
Il racconto di Marco è essenziale nella logica dell'evangelizzazione. Se gli Apostoli non hanno creduto alle donne, non hanno creduto ai discepoli di Emmaus, essi si devono interrogare. Qual è il motivo per cui essi sono rimasti freddi all'annunzio della risurrezione di Gesù? Quale ragione profonda li ha portati alla non fede? Per quale causa nascosta hanno rifiutato il loro assenso? Forse per motivi di primato? Cristo avrebbe dovuto manifestarsi prima ad essi e per loro tramite agli altri? Oppure perché consideravano le donne non degne di fede? Forse nella Scrittura è detto in qualche parte che la donna non possa essere testimone della verità del loro Dio?
Oppure nella logica di Gesù vi è un principio molto più santo, più elevato, più nobile? E se Gesù avesse voluto insegnare ai discepoli che nella loro storia, fino alla consumazione dei secoli, essi non sono coloro che fondano la fede, ma che anche loro hanno bisogno nella storia che la loro fede venga fondata, edificata, stabilita anche attraverso umili strumenti scelti da Dio per la salvezza del suo popolo? Personalmente, io, teologo della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, dottore di essa nella sacra teologia, fui condotto alla fede proprio da una creatura umile, piccola, semplice, tutta pervasa però di Spirito Santo. È per suo tramite che lo Spirito Santo dal suo cuore si riversò e perennemente si riversa sul mio, ogni volta che per mia insipienza, lo allontano da me. Ho avuto la stessa esperienza di Elisabetta dinanzi alla Madre di Dio. La dottrina non mi ha ricolmato di Spirito Santo. Questa umile donna lo ha fatto. Anch'io sono giunto alla vera fede attraverso uno di questi mirabili strumenti dello Spirito del Signore. Questa verità va affermata, proclamata, insegnata.
Un apostolo, un teologo, un esegeta, un ermeneuta della divina Parola, un cultore della sacra scienza, anche un missionario del Vangelo deve lasciarsi evangelizzare, ricolmare di Spirito Santo. Dio vuole questa umiltà nella sua Chiesa. Se un successore degli Apostoli, un presbitero, un teologo, avesse questa semplice umiltà di lasciarsi evangelizzare, ricolmare di Spirito Santo da chi lo possiede in abbondanza per dono dall'alto, nella Chiesa vi sarebbe una grande fioritura di vera fede. Un apostolo evangelizzato nell'attuale volontà di Dio evangelizzerebbe un mondo intero. Una sua parola proferita con potenza di Spirito Santo potrebbe rinnovare molti cuori. Purtroppo spesso siamo come gli Apostoli. Noi abbiamo una via diretta. Noi siamo direttamente da Dio. Questa è stoltezza e somma insipienza. Siamo spiritualmente superbi.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, ricolmateci di santa umiltà.