IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO ASCENSIONE DOMENICA E SETTIMANA ANNO C          IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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Dice il Signore: Andate e fate discepoli tutti i popoli,
io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 24,46-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo Nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, Io mando su di voi Colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in Cielo. Ed essi si prostrarono davanti a Lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Questa solennità come prima considerazione, ci dice che tutti noi siamo chiamati alla salvezza eterna e quindi a vivere nella beatitudine insieme a Dio. È una riflessione che lascia evidentemente indifferenti molti cristiani, considerando le opere scandalose che compiono pubblicamente.
Non si chiedono -e d'altronde non ne sono in grado-, come si potrà ottenere la vita eterna.
La mancata considerazione lascia supporre che per essi la vita è una sola, termina qui e non esiste forse neanche Dio. Anche se non lo ammettono in modo esplicito, stanno percorrendo una via sbagliata e quando arrivano ad un determinato punto, sarà molto difficile tornare indietro.
Questa solennità ci dà un messaggio chiaro: Gesù ci attende in Cielo!
Non adesso ma quando sarà l'ora. I buoni, quelli che hanno sofferto ingiustizie e sofferenze senza ribellarsi contro Dio, i poveri virtuosi, gli ammalati mansueti, i veri seguaci del Cristo saranno premiati con la gloria eterna.
Sembrano parole senza suoni. Invece se ci fate caso e riflettete, queste parole ci arrecano serenità, ci trasmettono la certezza che non stiamo faticando invano e che ognuno riceverà quello che avrà seminato qui.
È consolante avere la certezza che l'ingiustizia di questo mondo sarà sconfitta perché la vera Giustizia la esercita Dio nei confronti di ognuno. Non intesa solo come punizione che si attirano i cattivi, ma come equità. Il giudizio di Dio pesa i buoni e i cattivi, elargisce premi ai meritevoli e toglie agli indegni anche quel poco che hanno.
In questa vita l'ingiustizia non trionfa veramente, anche se per un breve periodo o un tempo lungo schiaccia i buoni e li affligge con cattiverie inenarrabili. Ma l'ingiustizia non agisce da sola, è manovrata da personaggi che con Dio non hanno nulla da dividere.
L'ingiustizia è prepotenza delinquenziale, angheria intrisa di vendetta, iniquità trasmessa dal padre dei disperati e dei falliti!
I buoni in questa vita sono presi di mira da quanti sono animati da spiriti cattivi, sono quelle persone che sbagliano anche per impulsività e non hanno un viso ad immagine di Dio, anche se vengono da Dio. "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra" (Gen 1,26).
L'ingiustizia è l'esternazione del marcio presente nell'uomo cattivo. "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume".
Parole che Gesù ripete ai suoi nemici e non ai cristiani che si sforzano di seguirlo, anche se sono deboli nello spirito e fragili nella pratica delle virtù. Ma sono cristiani che non operano nell'ingiustizia e non fanno del male al loro prossimo. Esternano con semplicità quanto hanno interiormente e Gesù li ama perché sono sinceri.
Essi praticano le virtù e combattono il male e la cattiveria perché hanno Fede in Gesù, nelle sue parole, nella sua Persona.
La vita di Gesù sulla terra non finisce con la sua morte in croce, ma con l'Ascensione al Cielo. È l'ultimo mistero della vita terrena del Signore. Era conveniente che coloro che avevano visto morire Cristo sulla croce tra insulti, offese e scherni fossero testimoni della sua esaltazione suprema.
Noi però non abbiamo bisogno della testimonianza dei presenti quando Gesù salì al Cielo, già le sue parole profetiche ci bastano.
L'Ascensione rafforza e ravviva la nostra speranza di giungere in Cielo e ci invita ad esultare, come dice il prefazio della Messa, e a cercare le cose di lassù. La nostra fiducia è davvero grande, perché Gesù stesso è andato a prepararci una dimora eterna. Il Signore si trova in Cielo con il suo Corpo glorificato, con i segni del Sacrificio redentore, della Passione, che invocano la salvezza per tutti noi.
La speranza del Cielo riempirà di gioia il cammino quotidiano, dà una motivazione soprannaturale alla nostra esistenza, mentre i non credenti e gli indifferenti, anche se apparentemente si atteggiano come persone felici, vivono in realtà un dramma terribile che non li abbandona mai: hanno la convinzione che tutto termina in questa terra e questo infonde tristezza e allo stesso tempo frenesia per dimenticare...
Noi credenti abbiamo una visione diversa e rassicurante della vita, siamo sicuri che Gesù è vivo in Cielo e nei Tabernacoli, dove ci attende.
Con l'Ascensione termina la missione terrena di Cristo e comincia quella dei discepoli, la nostra.
Oggi, nella preghiera, ascoltiamo le parole con le quali il Signore intercede per noi presso il Padre: "Non chiedo che Tu li tolga dal mondo", quindi dal nostro ambiente, dal lavoro, dalla famiglia, "ma che li custodisca dal maligno". Gesù non si dimentica di nessuno dei suoi seguaci, è sempre attento alle preghiere e alle opere dei credenti.
Gesù vuole che ciascuno, nel suo ambiente, continui il compito di santificare il mondo, per migliorarlo e metterlo ai suoi piedi: le anime, le istituzioni, le famiglie, la vita pubblica. Perché solo così è possibile valorizzare e rispettare la dignità umana nel mondo e conviverci in pace, nella vera pace, strettamente legata all'unione con Gesù.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 16,29-33)
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

La promessa di Gesù riempie di consolazione quanti hanno piena fiducia nelle sue parole: "Io ho vinto il mondo!".
In effetti oggi la società è violenta ed egoista, si trova su posizioni opposte alla volontà di Dio, ignora i valori morali, rifiuta tutto ciò che ha attinenza con Dio. È una società senza guida, allo sbando, incline alla mondanità più sfrenata e non cura la parte spirituale, quella interiore. 
La certezza di miliardi di atei è che si vive una sola volta, abile strategia di satana per fare trasgredire tutto. Bisogna comprendere che non è sufficiente pregarlo o invocarlo anche ad alta voce, sono molti i cristiani convinti che è sufficiente la Messa e qualche preghiera, e non si impegnano, è assolutamente necessario svuotarla di quanto si oppone alla volontà di Dio c'è da lottare contro i peccati e vigilare per evitare le occasioni di peccato. È una riflessione ovvia ma non viene seguita da moltissimi credenti. C'è una teoria diffusa nella Chiesa, convinzione sbagliata da parte di quanti pregano senza convertirsi! Molti devoti pregano da molti anni ma i frutti spirituali in questi credenti non si manifestano, le loro opere sono sterili, traspare fortemente un orgoglio che si oppone al Vangelo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 17,1-11)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il lungo discorso di Gesù prima della sua morte, ha come riferimento sempre il Padre e in questo brano leggiamo alcune espressioni che spiegano il legame eterno tra Padre e Figlio.
È una preghiera di lode, ricorda quelle cose che solamente Loro due conoscevano ma vuole mettere al corrente anche gli Apostoli.
Non era certo facile accettare un Uomo come Figlio di Dio, occorreva una Fede profonda in Lui.
La Fede è quella Luce che illumina la mente e permette di scoprire intuizioni bellissime che riguardano i misteri di Dio. La Fede è indispensabile per credere in Dio e in Colui che ha inviato nel mondo per redimerlo e metterlo a conoscenza di quanto necessita per trovare l'unico Dio, per far parte del suo Regno già in questa vita.
"Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare".
Questo è il modo per corrispondere alla perfetta Volontà di Dio: compiere quanto compete alla scelta spirituale che si vive. Non si può trascurare la cura della propria Fede e pretendere allo stesso tempo di restare intimi con Dio, magari di possedere il Suo Spirito.
Raccogliamo quanto diamo a Gesù, sia riguardo le preghiere sia per la pratica delle virtù. Nessuno potrà mai lamentarsi di ricevere poco da Gesù se a Lui offre poco tempo e poca disponibilità e non segue la sua Volontà, se offre poche espressioni di amore e non cura la propria Fede.
Cosa potrà mai fare di meglio una persona se non dare gloria al suo Creatore?
"Io ti ho glorificato sulla terra". Questo è il nostro principale impegno in questa vita: glorificare il Padre, il Figlio e il Loro Spirito.
Quando si entra nell'autentico cammino di Fede ci si accorge che le preghiere rivolte a Gesù non sono mai abbastanza e si apre il cuore per pregare con quell'amore indispensabile affinché si crei una vera comunione tra il cristiano che prega e Dio.
Occorre stabilire una comunicazione con Dio per entrare nel soprannaturale, questa comunicazione avviene solo con l'amore.
Recitare preghiere senza amore o con un interesse paragonabile a quello per gli sconosciuti, è tempo sprecato. Non si conclude nulla.
Bisogna amare Gesù Cristo per entrare in comunione con Lui e l'amore scaturisce dalla Fede. La Fede aumenta per la Grazia, tramite i Sacramenti e una vita virtuosa, comunque un impegno serio e costante nell'abbandonare la vecchia mentalità corrotta del mondo.
Quando si entra davvero in comunione con Dio e le preghiere del cristiano arrivano veramente davanti al suo trono, scatta nel credente l'urgente necessità di far conoscere Gesù, il Padre e lo Spirito Santo.
Interiormente agisce l'Amore di Dio e ci si accorge che si sono capovolti i bisogni: quello che prima era dolce è diventato amaro, quello che era amaro è diventato dolce.
Nel suo cuore al primo posto non ci sono più gli idoli inutili e trasgressivi, al primo posto c'è Gesù Cristo e tutto quello che piace a Lui.
"Ho manifestato il tuo Nome agli uomini che mi hai dato dal mondo".
Questo cerca di compiere il vero cristiano che ha incontrato il Volto di Gesù e Lo adora sopra ogni cosa: vuole farlo conoscere a tutti.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 17,11-19)
In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo: «Padre Santo, custodiscili nel tuo Nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, Io li custodivo nel tuo Nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora Io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua Parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo. Non prego che Tu li tolga dal mondo, ma che Tu li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua Parola è Verità. Come Tu hai mandato me nel mondo, anche Io ho mandato loro nel mondo; per loro Io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella Verità». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

«Consacrali nella verità. La tua parola è verità». Gv 17,17
Prima di tornare al Padre, Gesù gli affida i suoi discepoli, nel desiderio che, lì dove sta andando, siano poi anche loro: nell'immensa gioia della Trinità Santissima.
Durante la sua vita quaggiù, li ha custoditi preservandoli dall'adescamento del male. Nessuno di loro si è perduto perché "chi crede in Lui non muore" (Gv 3,16), perché nessuno strapperà i suoi dalla sua mano (Gv 10,28) e perché la volontà del Padre è che Egli non perda colui che gli ha affidato (Gv 6, 39).
Ora però dev'essere direttamente il Padre a custodirli, a preservarli, ad assisterli nel cammino della verità. Siccome la Parola di Dio è la verità stessa, Gesù chiede al Padre che avvenga da parte di Dio una nostra consacrazione alla verità e nella verità che è immissione totale nel Mistero Pasquale: la morte e la Resurrezione di Gesù che continuamente entra "nelle vene" del corpo Mistico (la Chiesa) e tutto rinnova.
Forse non ricordiamo abbastanza questa forte, stupenda richiesta che Gesù fa al Padre per noi: quella di essere consacrati nella Verità che ci accompagna giorno dietro giorno con la Parola di Dio della Messa quotidiana, vuol dire infatti essere preservati dalla virulenza del male, che pure è presente nelle nostre giornate.
L'importante è ascoltarla questa Parola, accoglierla, assumerla dentro le situazioni concrete della nostra vita.

Signore Gesù, ti prego: fa' che io mi lasci veramente consacrare nella verità che è forza redentrice del tuo Amore in tutto quello che vivo senza perdere di vista la tua Presenza in me.

Stà sempre allegra, sii molto buona, lavora di cuore e tutto per Gesù e prega perché' un giorno ci possiamo trovare tutte in Paradiso. Santa Maria Domenica Mazzarello 

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 17,20-26)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Il Vangelo di oggi ci presenta l'ultima parte della cosiddetta "preghiera sacerdotale" di Gesù. È ormai giunta "l'ora" suprema di consegnarsi alla morte nella sua passione e, prima di morire, egli lascia ai suoi discepoli le sue ultime volontà, il suo testamento spirituale.
Gesù alza gli occhi verso il cielo, al Padre, e prega per quel piccolo gruppo di discepoli che gli sono intorno. I suoi occhi penetranti però si allargano ora oltre i confini ristretti del cenacolo, per abbracciare un'infinita schiera di uomini e donne diffusi in ogni parte della terra. In questa sua preghiera Gesù ha visto anche tutti noi: egli ha pregato anche per me, per te! Questo è stupendo, mi commuove e mi infonde tanta fiducia: "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola!». È assai consolante per noi credenti del terzo millennio sapere che Gesù ha pregato anche per noi. Come la sua parola anche la sua preghiera travalica i secoli e le epoche storiche, e si fa contemporanea con l'uomo di ogni tempo e di ogni latitudine e razza. Anche noi, come i discepoli, contemporanei di Cristo e testimoni della sua Risurrezione, possiamo incontrare oggi il Verbo fatto carne nell'annuncio del Vangelo, nella fede della Chiesa e nella preghiera. L'incarnazione della preghiera di Gesù continua di secolo in secolo, fino a noi! E cosa chiede Gesù al Padre in questa sua preghiera appassionata?
Gesù prega per l'UNITÁ: "Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato... perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità". Gesù chiede anzitutto per i suoi discepoli che siano una cosa sola! Egli sa bene che lo spirito della divisione, caratteristico del diavolo (dia-bolos in greco significa il divisore) li annienterebbe. E questo pericolo è così grande che egli formula una preghiera ambiziosa, umanamente impossibile: che tutti abbiano la stessa unità che vige tra Lui e il Padre. Una preghiera davvero "eccedente", esagerata, impossibile. Ma il Figlio sa che il Padre suo ama senza limiti e che a Lui nulla è impossibile!

Riporto un bel testo del santo martire e filosofo Giustino (II sec.) nel quale egli rivolge al suo interlocutore giudeo Trifone l'invito a pregare.

"Tu prega innanzitutto che le porte della luce ti siano aperte, poiché nessuno può vedere e comprendere, se Dio e il suo Cristo non gli concedono di capire".
Giustino, Dialogo con Trifone 7, 3

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 21,15.19)
In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?", e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Non ci sorprende la domanda di Gesù a Pietro ripetuta tre volte, per tre volte Pietro nella notte tremenda negò di conoscere Gesù. Pietro in questo modo venne riabilitato e riacquistò nel collegio apostolico l'autorevolezza indebolita. Non è solo per la riabilitazione personale di Pietro che Gesù pose per tre volte la domanda, si tratta anche di giustizia: doveva riparare il male compiuto.
I grandi mistici e tutti i Santi hanno accettato l'invito di Gesù e si sono offerti come vittime di espiazione al posto dei colpevoli.
L'odio dei diavoli è tremendo contro i Santi che pregano molto per la conversione dei peccatori.
Il peccatore non si salva da solo senza la Grazia di Dio.
Molte parole buoniste vengono attribuite a Gesù ma non sono autentiche, noi riconosciamo le Verità del Vangelo, sappiamo molto bene che la bontà di Gesù è infinita e che è prontissimo a perdonare anche il più grande peccatore, solo se si pente dei peccati. È sbagliato affermare che con la morte di Gesù tutti siamo salvi. Non possiamo cadere nella tiepidezza e tacere. Leggiamo la raccomandazione solenne che fece San Paolo nella seconda Lettera a Timoteo.
"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole" (2 Tm 4,3-4)

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 21,20-25)
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Questa è la parte finale del Vangelo di San Giovanni, proprio le ultime parole lasciano aperta un'ulteriore rivelazione di Gesù.
I Vangeli non riportano tutti gli insegnamenti, i miracoli e le opere compiute da Gesù, lo scrive San Giovanni nel Vangelo di oggi. I quattro evangelisti ispirati dallo Spirito Santo hanno scritto l'essenziale e comunque quanto è sufficiente per conoscere la dottrina di Gesù.
Nei Vangeli troviamo l'essenziale, quanto è importante per conoscere Dio e la nostra salvezza, ma Gesù ha compiuto molti miracoli e guarigioni non riportati per esigenze di sintesi, all'inizio non era opportuno diffondere lunghi scritti per non stancare i lettori. La sana dottrina è stata diffusa più con la predicazione degli Apostoli e dei loro successori.
La testimonianza scritta da San Giovanni è molto importante per la sua presenza nei tre anni di apostolato di Gesù e per l'amore puro e profondo verso il Signore. Il Vangelo scritto da lui è quello più teologico, più spirituale e appassionante.
Tutti e quattro i Vangeli sono bellissimi, ognuno ha una finalità propria e rendono commovente lode al Signore e alle sue opere.
Questo Vangelo di San Giovanni riporta la risposta data da Gesù a Pietro, anche per quietare la curiosità dell'Apostolo. Egli chiedeva al Signore, senza invidia, cosa doveva fare Giovanni, considerato il più buono, e la risposta non proprio chiara bloccò Pietro. "Se voglio che egli rimanga finché Io venga, a te che importa? Tu seguimi".
In questo severo insegnamento, Gesù riporta Pietro alla ricerca del vero Bene, all'aspetto più importante della sua vita, a nutrire la sua volontà di Dio. Non c'era in alcun modo competizione tra Pietro e Giovanni, in realtà Pietro si preoccupava del più giovane ma in modo molto umano.
La vera preoccupazione che doveva conservare, era quella di seguire Gesù, senza ragionare più umanamente. Gesù con forza gli dice di non preoccuparsi di Giovanni, perché aveva fatto molto bene nei tre anni e non gli si poteva rimproverare nulla. Ma lui, Pietro, anche se confuso per la fiducia accordatagli dal Signore, doveva preoccuparsi della sua santificazione.
Ognuno deve preoccuparsi del proprio cammino spirituale, deve guardarsi dentro e riflettere.
"Tu seguimi". Gesù lo dice ad ogni cristiano, e seguirlo significa non pensare più con gli schemi umani ma con l'amore soprannaturale.