IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO XIX DOMENICA E SETTIMANA TEMPO ORDINARIO ANNO C                         IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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Gesù disse ai suoi discepoli: Non temere, piccolo gregge
perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 12,32-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore.

Forma breve

Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 12,35-40)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo». Parola del Signore

RIFLESSIONI
In questo brano del Vangelo Cristo ci dice di non avere paura, di non lasciarci prendere dall'angoscia: il nostro stato d'animo di sempre deve essere una tranquilla fiducia in Dio, poiché "al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno". Dobbiamo aprire un conto in questo regno, perché solo lì si trova la vera ricchezza. La motivazione e il fine dell'uomo provengono sempre da dove egli pensa che si trovino i veri valori: "Perché dove è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore". Questa priorità implica che noi siamo distaccati dal denaro e dai beni materiali, e che li utilizziamo per il bene altrui, essendo responsabili davanti a Dio della loro gestione.
Dobbiamo anche tenerci in uno stato di veglia costante, aspettando la venuta di Cristo: "Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese". Come i servi non sanno quando il loro padrone rientrerà dal ricevimento di nozze, come un uomo non può sapere quando entreranno i ladri nella sua casa, così noi non conosciamo l'ora della nostra morte, quando cioè Cristo tornerà per noi.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 17,22-27)
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Gesù paga le tasse. Fa sorridere, ma è proprio questo il messaggio del racconto di oggi inserito dopo una drammatica previsione di morte. Potrebbe non farlo: ha ben altro cui pensare, ben altra "tassa" pagherà alla morte e alla tenebra. Ma non vuole scandalizzare, resta con i piedi ben piantati in terra. Gesù non gioca a fare lo spirituale dimenticandosi le regole della convivenza terrena, è un cittadino onesto, non bara. Quante volte ho incontrato cristiani che si appellavano al vangelo per minimizzare gli obblighi da cittadini! E, purtroppo, preti che si appellavano alla legge divina (di cui pare fossero autentici interpreti) per glissare sugli obblighi burocratici richiesti a tutti eccetto che a loro! No, amici, dobbiamo essere sinceri: non possiamo essere credibili annunciatori del vangelo se non siamo cittadini onesti e coerenti. È impossibile predicare la povertà e intrallazzare per arricchirci, chiedere l'onestà e praticare l'inganno sempre giustificati da ottime ragioni! Siamo vetrina di Dio, trasparenza assoluta agli occhi del mondo: se vogliamo essere davvero discepoli dobbiamo convertire il nostro cuore ad una coerenza possibile.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 18,1.5.10.12-14)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel Regno dei Cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità Io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel Regno dei Cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio Nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché Io vi dico che i loro Angeli nei Cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei Cieli. Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità Io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei Cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
La speranza non può mai essere un pretesto per rimanere pigri, passivi, aspettando che Dio intervenga senza che noi facciamo nessuno sforzo.
Il coraggio cristiano, d'altra parte, è un coraggio che si accompagna all'umiltà. Lo vediamo nel Vangelo. Gesù ci dà come modello il bambino: "Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Non dobbiamo avere la pretesa di dirigere tutto, o di realizzare i nostri progetti esattamente come noi li facciamo, ma la preoccupazione di fare con Dio l'opera di Dio, sapendo che chi la realizza è principalmente lui.
San Giovanni ci riferisce queste parole di Gesù, riguardanti lui stesso: "Il Figlio da sé non può fare nulla; se non ciò che vede fare dal Padre; ciò che il Padre fa, anche il Figlio lo fa". il Figlio riconosce che è Dio ad avere la iniziativa dell'opera e, d'altra parte, il Figlio ha la fiducia filiale di poter agire con il Padre, di poter collaborare con il Padre a un'opera comune, perché il Padre ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi. il Figlio s'impegna, direi, come un bambino che nell'officina aiuta il padre, con zelo, felicità, entusiasmo, ma senza pretesa orgogliosa. Questo deve essere proprio la caratteristica della nostra attività: sapere che chi agisce principalmente è Dio e noi siamo soltanto modesti collaboratori di una grande opera.
Chiediamo la grazia della vera fiducia filiale, fonte di tranquillo coraggio. Siamo invitati a fare l'opera di Dio; chi agisce principalmente è il Padre celeste, però per amore ci dà la possibilità di collaborare con lui e di fare così un'opera bellissima, con umiltà e con entusiasmo, con speranza e con dinamismo. L'atmosfera della vita cristiana deve essere così.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Parola del Signore

RIFLESSIONI
La correzione fraterna è la manifestazione dell'amore sincero verso un'altra persona. Nella correzione amorevole si comprende l'interesse verso gli altri, principalmente l'interesse spirituale, il bene delle loro anime, insieme comunque a questo c'è anche quello umano.
Ci sono diversi modi per correggere gli altri, ci sono anche i momenti favorevoli per farlo, non sempre si deve intervenire subito per l'incapacità di ascolto degli altri, bisogna trovare le occasioni opportune o crearle dopo avere pregato.
Questa generazione ha quasi dimenticato la vigilanza sui figli e i rimproveri salutari, viene fatto senza dolo ma con indifferenza. Lasciare i figli crescere secondo i loro piaceri e scelte spesso irrazionali è gravissimo. Essi non sono ancora in grado di discernere bene e male e cercano di appagare tutti i pensieri che arrivano alla mente.
Qual è la provenienza di questi pensieri?
Lasciare ai figli giovani la facoltà delle scelte importanti o la frequenza di amici poco raccomandabili o lo stile di vita senza valori, è una gravissima responsabilità dei genitori. Anche se i genitori cristiani non vogliono assolutamente danneggiare i loro figli, nei fatti questo avviene per il disinteresse delle scelte discutibili di quasi tutti i giovani di oggi e l'impassibilità quando commettono peccati mortali e vivono perennemente nei peccati.
Cari genitori, fermatevi e riflettete sullo stile di vita dei vostri figli, quali e quanti idoli seguono, la mentalità imbottita di ogni forma di trasgressione, l'inclinazione a vivere senza freni inibitori e la ricerca continua di superare il limite della decenza.
Gesù è tremendo su coloro che danno scandali: "Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare" (Mt 18,6).
Sono pochi i genitori che dedicano tempo e cuore ai figli, molti invece quelli che soddisfano ogni capriccio
e li condannano fin da ora a diventare esperti in futuro nell'arrampicamento sociale anche con manovre disoneste e nell'arrangiamento per avere sempre più soldi.
I giovani e i bambini di oggi che vedono soddisfatti i loro capricci, pretenderanno sempre di più, allora bisogna fin da subito saper spiegare cosa giova e cosa non giova alla loro crescita sana.
Devono capire che non tutto ciò che piace è lecito, non tutto ciò che si pensa è buono, non tutto ciò che si desidera si può ottenere.
I genitori forti nello spirito e senza complessi antichi, sanno dosare bene ai loro figli quello che chiedono e spesso pretendono. Ci vuole fortezza ed è una virtù cardinale, quindi occorre pregare molto anche per riuscire a capire quale comportamento attuare con i figli giovani e i bambini.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 1,39-56)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Questa solennità ci ricorda che tutti siamo chiamati alla gloria eterna e che sono le nostre scelte a determinare il nostro futuro. La nostra vita vissuta in comunione con Gesù assimila il suo Spirito Divino e diventa sempre più bella, importante ai suoi occhi, sicuramente guarita dalle ferite morali e dai cattivi ricordi, guarita anche dalle malattie spirituali e fisiche.
L'Immacolata durante la vita terrena fu esente da ogni malattia fisica, ed è suo grande desiderio vederci guariti dalle malattie, ma dobbiamo meritare le Grazie ed anche i miracoli impossibili, come avvengono in tantissime parti del mondo. La Madonna ci dice che possiamo ricevere tutte le Grazie tramite la sua benedizione.
L'Assunzione al Cielo è il premio che Maria di Nazaret meritò abbondantemente, è stata l'unica Creatura ad avere aderito perfettamente alla Volontà di Dio, ad essere Madre di Dio, dopo essersi trovata per speciale Grazie della Santissima Trinità, Immacolata fin dal suo concepimento.
Questa prerogativa è stata unica per una sola Creatura, chiamata a portare nel suo grembo il Figlio eterno del Padre, diventarne la Madre e accudirlo con un Amore che sfiorava l'infinito. Infatti infinito era il Figlio, occorreva un Amore proporzionato nel prendersi cura di Lui, piccino e bisognoso di ogni cura materna.
La stessa cura la Madonna vuole prenderla verso ognuno di noi, solo che noi siamo esseri umani con tante miserie e fuggiamo dal suo abbraccio materno, non ci lasciamo avvolgere dalla sua Luce, non riusciamo ad assorbire il suo Spirito che trasforma e rende migliori.
In moltissimi cristiani è assente la meditazione di libri spirituali, a cominciare dal Vangelo, ma sono incalcolabili i buoni libri che infondono tanto fervore e spingono a vivere la Parola di Dio con maggiore determinazione.
Nel Vangelo di oggi, per esempio, possiamo cogliere tanti spunti importanti per imitare la Madonna e crescere nella Fede.
Non dimentichiamo che la Fede è come una bella e rara pianta, è indispensabile curarla con attenzione e premura. Bisogna togliere le erbacce che spuntano e sono le debolezze umane insieme alle tentazioni, ed innaffiarla ogni giorno con la preghiera e i Sacramenti.
Le buone opere sono determinanti, in queste mostriamo alla Madonna se vogliamo imitarla e se cerchiamo il suo aiuto. Non si può condurre una vita dissipata e poi cercare le Grazie speciali, o pretendere di risolvere problematiche difficili.
Nel Vangelo di oggi, dopo la meraviglia di Elisabetta nel trovarsi davanti «la Madre del mio Signore», emerge la carità soprannaturale della Vergine Maria. «Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda».
La premura della Madonna ci dice che non dobbiamo preoccuparci solamente delle nostre cose e che gli altri che soffrono per varie ragioni hanno necessità della nostra vicinanza. Tranne i casi in cui la vicinanza verso qualcuno è dannosa e che a causa delle sue stranezze ci rende la vita un inferno, dobbiamo donare sempre amore a tutti, fare del bene anche ai nostri nemici.
Alle parole ispirate di Elisabetta alla cugina Maria, la mite Fanciulla di Nazaret risponde con quel cantico di lode all'Altissimo e svela tutta la sua adorazione a quel Padre che ama ogni sua creatura, che non si dimentica di nessuno e vuole esaudire ogni richiesta espressa con amore.
Nel Magnificat troviamo il testamento spirituale dell'Immacolata.
Oggi Ella sale al Cielo in Anima e Corpo, accompagnata da miriadi di Arcangeli e di Angeli, accolta e abbracciata da suo Figlio Gesù, per coronarla Regina dell'Universo, donandole il posto e il ruolo di Mediatrice e Avvocata dell'umanità.
In Cielo abbiamo una Madre che ci difende innanzitutto da noi stessi... ovviamente se ricorriamo a Lei e Le chiediamo di cambiare la nostra vita, di farci perdere la vecchia e malata mentalità. Ella ci vuole guarire da tutti i mali spirituali e fisici, lo sanno bene tutti quelli che hanno pregato e pregano la Madre di Dio e rinascono a vita nuova.
Molti cristiani invece non vogliono rinascere nel Cuore della Madonna per diventare veri seguaci di Gesù e muoiono spiritualmente.
Questa solennità ci dice che il corpo è tempio dello Spirito Santo e disprezzarlo con abusi e trasgressioni comporta un continuo allontanamento da Gesù, si perde la sua Grazia e si scivola giorno dopo giorno in una vita confusa, orgogliosa, arrogante e menefreghista.
La Madonna è sempre pronta ad accogliere i peccatori pentiti, soprattutto ad aiutare i suoi devoti che cadono e si rialzano subito!

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 19,3-12)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne"? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
I farisei stavolta si avvicinano a Gesù per metterlo alla prova sul matrimonio. Pongono domande trabocchetto e sperano di ascoltare risposte opposte alla Legge di Dio. «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Era una questione che divideva le diverse scuole d'interpretazione della Scrittura. Il Signore si serve di una domanda banale per toccare il problema di fondo: l'indissolubilità. Cristo, Signore assoluto di tutte le leggi, riporta il matrimonio alla sua essenza e dignità originali, così come fu concepito da Dio.
«Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne"? Così non sono più due, ma una sola carne. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
Il Signore ha proclamato per sempre l'unità e l'indissolubilità del matrimonio al di sopra di qualsiasi considerazione umana.
Molte sono le ragioni in favore dell'indissolubilità del vincolo matrimoniale: la natura stessa del vincolo coniugale, il bene dei figli, il bene della società. ma la radice profonda dell'indissolubilità matrimoniale è nella volontà stessa del Creatore, che così lo ha fatto: uno e indissolubile.
Per portare avanti la non facile impresa della vita matrimoniale, è necessaria la vocazione matrimoniale, che è un dono di Dio, di modo che la vita familiare e i doveri coniugali, l'educazione dei figli, l'impegno per sostenere la famiglia e darle sicurezza economica sono le situazioni che gli sposi debbono soprannaturalizzare, vivendo, attraverso di esse, una vita di donazione a Dio con la convinzione che Dio li sostiene nell'adempimento dei doveri dello stato matrimoniale, nel quale si debbono santificare.
Solo la Grazia di Dio rafforza e favorisce un legame coniugale, nonostante le incomprensioni e le difficoltà che non mancano mai.
Gli attacchi contro il matrimonio sono sempre in crescendo, da almeno quattro decenni i nemici di Dio e di una società felice, hanno cercato di minare soprattutto il matrimonio, con l'intento di distruggere la famiglia tradizionale, quella nata in ambito religioso.
La finalità principale riguardava la diminuzione della popolazione mondiale, un progetto che proprio in questi ultimi tempi è molto attivo ed è stato inserito in modo subdolo nelle leggi nazionali, nel cinema e negli spettacoli apparentemente innocui.
Si è arrivati a considerare il matrimonio cristiano come qualcosa di pericoloso, mentre quello civile favorisce libertà di durata e apertura alla società senza valori morali. Chi si sposa civilmente però non è uno scellerato né si deve considerare un traditore, infatti la mentalità odierna accetta con facilità il matrimonio civile.
Chi accetta il matrimonio civile non deve essere condannato dai facili giudizi, solo Dio conosce i cuori. La salvezza non è forse aperta anche a loro se pregano, si pentono -senza accedere ai Sacramenti- e chiedono aiuto al Signore?
I tempi sono cambiati per una mirata strategia maledetta, preordinata da personaggi senza cuore e molta malizia, e sono tempi in cui tutto è lecito, il peccato addirittura viene esaltato in tutte le sue forme e chi non commette molte trasgressioni è considerato quasi un ingenuo.
Il mondo è dominato da una cultura di morte priva di regole morali, di un incitamento all'educazione dei giovani e vengono lasciati liberi di commettere ogni nefandezza. Ovviamente i poteri occulti e squilibrati che governano il mondo, si sono prima preoccupati di distogliere dall'educare ed impegnare i genitori, con tanti diversivi creati ad hoc in tutte le salse.
La Madonna negli anni 80' parlò molto dell'urgenza di consacrare le famiglie al suo Cuore Immacolato, lo disse a Medjugorje e a Belpasso.
Per salvare il proprio matrimonio occorre pregare molto, l'attacco dei diavoli per sfasciarlo è minaccioso e costante.
Mentre quanti hanno deciso lo scioglimento del loro matrimonio, non devono considerarsi dannati né abbandonati dal Signore. Invochino l'aiuto da Gesù per non allontanarsi da Lui e si impegnino nella preghiera quotidiana, e con il vivo pentimento interiore, avranno anche loro le possibilità di ricredersi.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 19,13-15)
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Noi cristiani siamo invitati a rinnovare ogni anno, nella veglia pasquale del Sabato Santo, i nostri impegni battesimali: rinunciare risolutamente a tutte le attrattive torbide e ambigue, a tutte le idolatrie del denaro, del sesso, del potere, a tutto ciò che in fondo è indegno della nostra umanità. Siamo invitati ad accogliere in pieno la luce di Dio nella nostra vita, il desiderio di Dio sulla nostra esistenza, l'amore di Dio. Siamo invitati a fondare tutto sulla relazione con Dio, che dà la vera libertà interiore, rende accoglienti, semplici, permette i rapporti più sinceri, più cordiali con gli altri.
Chi riceve l'amore che viene da Dio è sempre spinto a diffondere questo amore generosamente e umilmente.
Nel Vangelo di oggi vediamo che Gesù, essendo completamente disponibile all'amore proveniente dal cuore del Padre, era accogliente verso tutti e in particolare con i bambini, i quali non hanno le complicazioni degli adulti cresciuti male.
Torniamo quindi ai nostri impegni battesimali, per vivere una vita nuova, luminosa, quali figli di Dio carissimi, camminando nella carità come Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi.