IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO PENTECOSTE X DOMENICA E SETTIMANA TEMPO ORDINARIO ANNO C                    IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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Se uno mi ama, osserverà la mia parola
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 14,15-16.23-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei Comandamenti; e Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio Nome, Lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che Io vi ho detto». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Lo Spirito Santo che ha agito potentemente sugli Apostoli nel Cenacolo, trasfigurandoli nel loro essere, non riesce ad operare meraviglie di Grazie nel mondo perché i cuori sono già troppo intasati di tanti idoli e vizi che si oppongono a Dio.
Sono incalcolabili i comportamenti avversi al Vangelo, c'è chi li commette volontariamente, chi per distrazione, altri per debolezza. Lo Spirito Santo non opera la sua azione santificante in tutti allo stesso modo, proprio per l'indisposizione.
La verità del Vangelo è molto evidente: lo Spirito Santo opera dove trova accoglienza, cuori puri, una Fede vissuta, l'adorazione di Lui.
Altrimenti non opera, non può agire né essere presente in coloro che calpestano i Comandamenti e non si interessano della Parola di Dio. Agisce poco nei credenti che curano poco la loro vita spirituale, nonostante le preghiere e la Messa festiva.
Questa è la verità che dobbiamo sapere, altrimenti si vive illusoriamente una Fede vuota, inesistente, all'insaputa di Dio...
Però, lo Spirito Santo continua la sua azione e cerca di illuminare i credenti, anche quelli che sbagliano e non curano la loro Fede ma senza malizia. L'azione dello Spirito Santo però non è un'azione permanente, in quanto, quando si trascura intenzionalmente Dio e si rifiuta il suo aiuto, sarà molto difficile ricominciare un cammino di Fede.
Oggi Gesù ci dice che lo Spirito Santo opera, ispira, guida, solamente i credenti che osservano la sua Parola. Dove non si osserva il Vangelo o viene manipolato per interessi umani e settari, è indubitabilmente assente l'ispirazione divina.
Questo passaggio è delicato e và valutato seriamente.
Per lasciare operare lo Spirito Santo, innanzitutto occorre la retta intenzione, ma non solo, bisogna fare molta attenzione a non seguire le teorie moderniste dei teologi che inneggiano ad una rivoluzione nella
Chiesa, quando Gesù ha definitivamente detto che la sua Parola non cambierà mai. "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno" (Mt 24,35).
È semplice capire chi ama veramente Gesù da chi invece vuole utilizzare Dio per i propri scopi. Tutti i cristiani dovrebbero amare Gesù, e il vero amore esiste se si obbedisce alla sua Parola, altrimenti è tutto inutile.
C'è chi si illude di amare Gesù mentre vive in opposizione a Lui, c'è chi tradisce intenzionalmente Gesù e non vuole mostrarlo a nessuno, ricorrendo magari a strategie di impegno pastorale o parrocchiale o altro ancora.
Ma Gesù vede tutto, conosce perfettamente i cuoi di tutti noi!
Non si può costruire la casa spirituale sulla sabbia, è un fervore che dura poco e poi svanisce.
Oppure dura anche trent'anni e poi la bramosia del potere o del denaro fa perdere l'obiettivo iniziale. Esempi ne esistono a milioni, o miliardi se si valutano i duemila anni di Cristianesimo. Non c'è la presenza dello Spirito Santo quando si dubita della Chiesa o si vuole formare una fede personale.
Non dobbiamo credere con leggerezza a tutto quello che si ascolta, ogni affermazione deve ponderarsi e se si tratta della nostra spiritualità dobbiamo ricorrere al Catechismo della Chiesa del 1992. Il confronto è indispensabile per tutelare la nostra Fede e camminare nella Verità rivelata da Gesù Cristo.
La discesa dello Spirito Santo come una nuova Pentecoste, dovrebbe avvenire in ogni famiglia, e se non è possibile per il contrasto di qualcuno, bisogna desiderare e chiedere con insistenza la sua discesa su tutti i familiari.
Chiedete ogni giorno allo Spirito Santo di visitare le vostre famiglie, adoratelo ed invocate la sua presenza nelle vostre case.
Solo la presenza dello Spirito Santo permette al credente di imitare Gesù, di agire e amare come Lui, di perdonare come Lui.
L'azione dello Spirito Santo passa sempre attraverso la sua amatissima Sposa, infatti nel Cenacolo prima rimase sospeso sopra la testa della Madonna per poi posizionarsi sopra gli Apostoli. Sulla Vergine Maria discese per la seconda volta la potenza dello Spirito Santo, la prima era avvenuta nell'Annunciazione, quando Lui aveva fecondato la futura Madre di Dio.
Chiedere i doni dello Spirito Santo è un dovere per un cristiano, bisogna chiederli per imitare umilmente il Signore e non per gloriarsi, come fanno quelli che in realtà non hanno questi doni. Chi li ha, non si vanta né desidera manifestarli per non svelare i segreti del Re.
"Vieni Spirito Santo, vieni per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua Sposa amatissima".

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 19,25-34)
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell'Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l'invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980). Papa Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito nel 2018 che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia celebrata dal Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 10,7-13)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.» Mt 10, 7
Gesù parla agli apostoli e li invita ad andare, a camminare per le strade. Gli apostoli si muovono e muovono la realtà che incontrano. Non passano con indifferenza, né inosservati. Il movimento del loro andare si intreccia con le parole nuove che annunciano e soprattutto con il movimento che, nei corpi di chi incontrano, produce guarigione e un passaggio visibile ed evidente dall'infermità alla dinamicità. I lebbrosi sono purificati, i morti resuscitano, i demoni scappano via. La salvezza passa, attraversa la realtà e la trasforma. Trasformazione che diventa conversione e ricostruzione nell'umanità, dell'immagine di Dio a cui è stata creata simile.
Signore, perdona se il volto delle nostre comunità, della nostra chiesa ha dimenticato i tuoi tratti e assomiglia più ad un monumento che nessuno più va a visitare.
Qui inizia la nostra marcia di uomini e donne credenti, nasce ciò che Papa Francesco ci invita a essere Chiesa in uscita, Chiesa che non ha paura a contaminarsi ma si inserisce nella marcia faticosa dell'umanità intera. 

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Senza che tutto sia avvenuto
Gesù viene per stipulare con il suo popolo e con l'intera umanità la Nuova Alleanza. Nella profezia di Geremia non cambia il fondamento del patto che è l'obbligo di ogni uomo che lo sottoscrive di vivere secondo la Legge del Signore. Cambiamo le modalità. La Legge non sarà scritta sulla pietra, ma nel cuore di ciascuno. Il sangue non sarà più quello dei tori o dei vitelli, ma sarà lo stesso sangue del Figlio di Dio che verrà bevuto. La Legge sarà lo stesso Spirito di Dio che diviene verità del cristiano, e trasforma il discepolo di Gesù in verità e in luce al fine di produrre frutti di luce e verità.
Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore -, nei quali con la casa d'Israele e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova. Non sarà come l'alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l'alleanza che concluderò con la casa d'Israele dopo quei giorni - oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l'un l'altro, dicendo: Conoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande - oracolo del Signore -, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato» (Ger 31,31-34).
Qual è il compimento che Gesù dona alla Legge e ai Profeti? Dona il suo cuore come perfetta esemplarità da imitare nell'obbedienza al Padre. Dona lo Spirito Santo che illumina tutta la Legge e tutti i Profeti, donando ad essi la più alta verità secondo la volontà del Padre. È lo Spirito che ci rivela quale norma è assoluta e quale transitoria, quale universale e quale particolare, quale deve essere ancora osservata e quale dovrà essere abbandonata. Ecco due esempi di intervento sulla Legge antica.
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo» (Mc 7,17-23). Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!» (At 15,27-29).
Quanto oggi Gesù insegna mai potrà essere né compreso e né vissuto se lo Spirito Santo non diviene il nostro perenne Maestro. Solo Lui può rivelarci la verità del Padre posta nella lettera di ogni precetto. Solo Lui può togliere la lettere del precetto antico e darci la verità di esso in tutto il suo splendore. Se lo Spirito Santo non è in noi, camminiamo con una lettera che uccide. Manchiamo della verità che vivifica.
Come Gesù era sempre mosso, condotto, portato, illuminato, aggiornato sulla volontà del Padre dallo Spirito Santo, così deve essere per ogni suo discepolo. Questi dovrà essere sempre pieno di Spirito Santo. Lo Spirito si riceve, ma esso va ravvivato. Si ravviva lo Spirito, lo si rende forte in noi. Lui forte ci conduce con ogni fortezza.
Madre sempre Vergine, Angeli, Santi, fate forti in ogni dono dello Spirito Santo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,20-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
In queste parole di Gesù emerge un insegnamento importante e spiega che il peccato è sempre personale. Espone alcuni esempi di errori gravi che molti commettono frequentemente e non fanno caso alla gravità delle parole pronunciate. Gesù ci dice che il nostro parlare deve essere prudente, misurato, rispettoso della dignità altrui.
«Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno» (Mt 5,37).
Viene da satana il linguaggio opposto alla verità, al bene, al senso di giustizia, all'onestà, all'amore, alla moderazione, al perdono.
Gesù sottolinea che il molto parlare è sempre causa di rovina, sia per chi pronuncia parole avventate, sia per le persone colpite dalle diffamazioni. La sintesi del «sì, sì; no, no,» indica l'essenzialità del linguaggio, ovviamente improntato sulla retta intenzione, sui valori morali.
Anche con poche parole si possono distruggere matrimoni, famiglie e vite umane, quindi, il poco parlare con saggezza è la virtù dei buoni.
La debolezza umana trionfa dove ci si è allontanati dal Bene, si rimane senza la guida dello Spirito Santo e le parole che si pronunciano spesso sono così spontanee che la mente neanche le «legge», nel senso che sono così veloci i pronunciamenti avventati, da superare la velocità della luce...
Non c'è vigilanza nelle parole perché ad essere incontrollata è la mente, che non è guida ma quasi posseduta da pensieri e programmi diversi da quelli di Gesù, forse opposti, che superano facilmente il discernimento e sono convinti di fare bene, poter fare tutto e poter dire tutto.
Molti peccati non vengono considerati gravi e si procede convinti di percorrere un cammino che in realtà è un indietreggiare, fino a svuotarsi del bene che la persona possedeva. Il Vangelo oggi ci presenta diversi comportamenti che per molti cristiani sono frequenti o abitudinari, che però lasciano un senso di vuoto e di nervosismo quando si compiono.
Gli abitudinari non fanno più caso allo stato d'animo sofferente, sorvolano con indifferenza al momento di tristezza o di abbattimento, trovando conforto in qualche vizio oppure tirando fuori il peggio che si possiede.
Nascono così tanti litigi familiari e tra conoscenti, c'è sempre qualcuno che perde il controllo totale e diventa come un burattino manovrato da satana.
Possono essere presenti i valori cristiani ma se non si vivono, non c'è vera conversione.
Senza la preghiera anche il più grande teologo diventa un burattino di satana, e chi ha su di sé questa influenza, dice e compie molte cose sbagliate, diventa dipendente di un orgoglio potenziato e non riesce più a controllare la rettitudine che forse conosceva.
Solo la preghiera ha la potenza di liberare la mente dai pensieri falsi di potenza e di superbia.
Questa società non considera più il peccato personale, tutto il male viene giustificato nelle modalità comportamentali che le persone scoprono in sé. Questa è un'obbedienza alla mentalità che si è formata assimilando quanto si ascolta e da quello che compiono gli altri, non c'è assolutamente la padronanza di sé, quella forza interiore che non solo domina la volontà, ma sceglie il meglio, ciò che non và contro i principi morali.
Questo è il comportamento del vero cristiano, ognuno poi è libero di scegliere cosa fare della sua vita e di determinare il suo destino.
La vera svolta nella vita si ha quando si comincia a fare attenzione ai peccati e a comprendere che è indispensabile la sincerità per riconoscere i nostri errori e le nostre debolezze.
Il peccato lascia nell'anima un'impronta che è necessario cancellare con dolore, con molto amore. D'altra parte, quantunque il peccato sia sempre un'offesa personale a Dio, ha anche conseguenze sugli altri.
Con i comportamenti e con le parole, nel Bene e nel Male si influisce sempre su coloro che vivono accanto a voi, così sulla Chiesa, sulla società.
Gesù apre il suo Cuore anche ai più grandi peccatori e li vuole accogliere per proteggerli e salvarli, c'è da capire che bisogna pentirsi.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,27-32)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Queste parole di Cristo sono una lode, ben meritata, alla donna. Per il cristiano, discepolo di Cristo, la donna è co-creatrice, in quanto elevata da Cristo alla dignità di madre di Dio, poiché ha dato un corpo a Dio.
La donna, mirabile compagna e completamento dell'uomo, porta a perfezione le qualità di tenerezza, pazienza, ascolto, ospitalità, abnegazione, coraggio e generosità di cui l'umanità ha tanto bisogno. La donna, ricettacolo della vita. La donna, per prima, è salita in cielo con il suo corpo.
Che offesa alla sua dignità, che insulto considerarla come un semplice oggetto di piacere, da gettare via deliberatamente quando se ne è stufi, o come una serva tuttofare. Dal momento in cui Maria è diventata "un'immagine di prua" della nostra fede, il nostro sguardo sulla donna si è riempito di rispetto, di purezza e di gratitudine.
La donna, compagna, sposa, madre, deve essere amata e desiderata nella sua totalità. Questo amore e questo desiderio portano allora l'espressione della tenerezza di Dio. Si capisce allora perché una donna non possa essere ripudiata.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,33-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì"; "No, no"; il di più viene dal Maligno». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Il terzo tema che Gesù affronta durante il durissimo discorso della montagna riguarda l'autenticità e la verità. Il giuramento era una pratica piuttosto diffusa e serviva a garantire l'onestà di un patto e della persona che lo assumeva. Gesù va oltre, esagera, vola altissimo: non è certo giurando su Dio o sul tempio o sul tesoro del tempio che si garantisce l'onestà dell'affermazione. Allora taglia corto: meglio non giurare. Non abbiamo potere su nulla, nemmeno su noi stessi, sul nostro destino. Non possiamo cambiare nemmeno una virgola di ciò che diciamo e facciamo, siamo fragili e limitati. Allora perché giurare? Meglio essere sinceri, sempre, essere trasparenti. Ma per esserlo dobbiamo anzitutto imparare ad esserlo con noi stessi, confrontandoci con lo specchio della Parola. Solo in Dio scopriamo chi siamo, a cosa siamo destinati. Solo in Dio possiamo non avere paura, accogliere le nostre ombre, lasciarle illuminare dallo Spirito, chiamare per nome e cognome i nostri peccati senza che, per questo, ci assalga lo scoramento. In Dio impariamo ad essere davvero noi stessi, senza finzioni.