IO SONO LA LUCE DEL MONDO IL VANGELO DEL GIORNO IV DOMENICA DI AVVENTO E SETTIMANA ANNO A                   IL VANGELO NEL 21° SECOLO
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Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele: "Dio con noi".

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 1,18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Gli sarà dato il nome di Emmanuele, Dio con noi!
In questa quarta ed ultima domenica di avvento, la liturgia della parola ci parla dell'annuncio e della venuta del Figlio di Dio. Nel brano evangelico Matteo scrive che Giuseppe, sposo di Maria e «uomo giusto», ossia uomo capace di vivere nella giustizia, nella pace, nell'amore fraterno fino alla compassione, e al perdono, pensò non di esporre alla vergogna e al disprezzo la sua promessa sposa - la quale si era trovata incinta per opera dello Spirito Santo -, «ma di ripudiarla in segreto». E, mentre quest'uomo di fede medita nel suo cuore su quanto gli sta accadendo, un angelo del Signore, annota l'evangelista: «gli apparve in sogno...e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». La grande rivelazione è spiegata dal messaggero divino con questo annuncio: «ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù, egli...salverà il suo popolo dai suoi peccati». Il bambino che nascerà sarà dunque chiamato con un Nome che indica la sua totale appartenenza a Dio e, nello stesso tempo, la missione che egli porterà a compimento vivendo a servizio degli uomini suoi fratelli: Gesù, Jeshu à, che significa «il Signore salva» e, quindi, Salvatore.
Per Giuseppe lo scandalo si trasforma così in rivelazione ma soprattutto in occasione di obbedienza a Dio a cui «nulla è impossibile» (cf Lc 1, 37). L'autore sacro, a questo punto, commenta: «Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Ebbene sì, «alla pienezza del tempo» (cf Gal 4, 4), ossia al compimento di tutte le promesse e alleanze, Dio ha visitato il suo popolo in modo unico e irripetibile: colui - come afferma l'apostolo Paolo -, che era stato «promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture» si è fatto Immanu-El, Dio con noi in Gesù, il Figlio della Vergine Maria, il Messia «nato dal seme di Davide secondo la carne».
Matteo conclude questo episodio scrivendo che Giuseppe, destatosi «dal sonno, fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». Questa conclusione esprime tutta la grandezza di Giuseppe, che consiste nella sua fede-obbedienza: come Maria anche lui ha accettato di fare la volontà dell'Altissimo, accettando di fare ciò che forse non riusciva a comprendere pienamente. È da notare, inoltre, che nessuna parola esce dalla sua bocca, eppure con il suo comportamento di filiale fiducia e obbedienza egli vive la buona novella che più tardi sarà annunciata da Cristo Gesù, Figlio di Dio e secondo la Legge anche figlio suo.
Chiediamo a Dio, Padre buono e misericordioso, affinché per intercessione di san Giuseppe, conceda anche a noi di accogliere, con l'ascolto della sua parola e nell'obbedienza della fede, il Verbo della vita, Gesù Signore nostro.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca, (Lc 1,57-66.80)
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele. Parola del Signore.

RIFLESSIONI 
Giovanni il Battista è stato il più grande Apostolo del Nuovo Testamento, considerato da Gesù "il più grande tra i nati di donna" (Mt 11,11), almeno riguardo i mortali, mentre "il più piccolo nel Regno dei Cieli è più grande di Lui". Chi si trova in Cielo vive una condizione superiore a quella umana.
Giovanni Battista, c'è tanto da dire sul Precursore del Redentore, l'uomo che preparò la strada alla venuta del Messia e Lo testimoniò fino al martirio. La coerenza di Giovanni Battista è stata incondizionata.
Sono molti gli esempi che ci ha lasciato, per esempio il coraggio di annunciare Gesù Cristo in tutte le circostanze, con una predicazione perfetta e secondo la Volontà di Dio. Lo Spirito Santo lo guidava e il Santo si lasciò docilmente trasformare, dando senza alcun timore un annuncio ricolmo di verità e di giustizia.
Giovanni Battista nel predicare Gesù Cristo non si è preoccupato di sé, ha gridato senza avere un tornaconto personale, se non la Volontà di Dio.
Era il Profeta che annunciava la venuta di Dio nel mondo, ed esprimeva parole autentiche, senza ipocrisia, senza la ricerca dell'applauso.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 1,67-79)
In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d'Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall'alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace». Parola del Signore.

RIFLESSIONI
Questa sera, questa notte, una folla di uomini e di donne festeggeranno il Natale, senza pensare alla parola di Zaccaria: "Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo ".
E noi? Siamo consapevoli della nostra condizione di peccatori e, quindi, del nostro bisogno di un redentore?
Il canto di benedizione di Zaccaria traccia il programma della Nuova Alleanza: celebrare il nostro culto davanti a Dio, poter adorare, poter avvicinarsi a Dio, offrirsi a lui completamente, camminare sulla via della pace e della luce.
In questa vigilia della Natività del Messia nostro Salvatore nell'umiltà e nella povertà, sappiamo essere umili di cuore e poveri, così da saperlo riconoscere e accogliere nel nostro cuore.
Una stella è giunta a noi: sapremo essere ospiti degni di accoglierla, come essa ci accoglie?
Dedichiamoci qualche minuto, prima di stasera, per benedire il Signore del suo intervento nella nostra vita!