IL VANGELO DEL GIORNO: https://www.iosonolalucedelmondo.it/indice-anno-liturgico-2022/
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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

I membri del Sinedrio, che avevano consegnato Gesù a Pilato e ai soldati che dovevano crocifiggerlo, pensavano di essersi liberati di un uomo pio, certo, ma pericoloso politicamente. Ora, essi sono ai piedi della croce e lo scherniscono chiamandolo Messia, eletto di Dio, re. Gesù poteva scendere dalla croce e salvarsi; ma non l'ha fatto, perché altrimenti non ci avrebbe salvato. Ed ecco che raccoglie i frutti della sua passione: uno dei due ladroni crocifissi ai suoi fianchi confessa i propri peccati ed esorta l'altro a fare lo stesso, ma, soprattutto, professa la sua fede: Gesù è Re! Il Re crocifisso gli assicura in modo solenne: "Oggi sarai con me in paradiso". Adamo aveva chiuso a tutti le porte del paradiso, Gesù, vincitore del peccato e della morte, apre le porte del paradiso anche ai più grandi peccatori, purché si convertano, sia pure nel momento della loro morte. Del resto, noi ben conosciamo molte conversioni simili.

***

Perdonare è un gesto che richiede un amore superiore al male ricevuto.

Questa sintesi comprende la conoscenza indispensabile sul perdono, ed è proprio l'amore a permettere di arrivare a dimenticare tutto il male ricevuto, quando l'amore è grande in una persona, tutti i ricordi del passato vengono assorbiti e pur ricordandoli non si prova più alcuna avversità verso i cattivi.

L'Amore incarnato non ha avuto alcun tentennamento nel perdonare i suoi crocifissori: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34). Quindi, il perdono diventa possibile dalla misura dell'Amore di Dio che possiede ogni persona.

Fino a quando chi ha sofferto a causa della cattiveria altrui, non raggiunge quella vetta spirituale necessaria per dominare il risentimento e mettere quiete dove c'era animosità, non ha la capacità di dimenticare, di non nutrire più alcun rancore verso chi è stato causa del male.

Togliendo il rancore si deve inserire l'amore, ma non è automatico, bisogna meditare buone letture e conoscersi a fondo. Le buone letture spiegano il cammino autentico che indica Gesù e la propria conoscenza rimuove gradualmente il male presente nel cuore.

Senza le virtù, le preghiere che si recitano rimangono solo illusioni di un cammino spirituale non conforme al Vangelo. Senza le virtù servono a poco o a nulla le preghiere giornaliere e tutto quello che si compie di spirituale. Questo spiega lo smarrimento spirituale e il cammino di fede impantanato di chi non pratica veramente le virtù. A questo c'è comunque rimedio.

Il perdono sincero è un atto di amore che supera di molto chissà quante preghiere!

Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare anche chi ci ha odiato, ci ha diffamato, ci ha arrecato tanto male e che purtroppo inevitabilmente ricade su di loro. Il male compiuto dai cattivi anche con i soli pensieri che già contengono astio, malignità, tutto il male compiuto da essi, ricade su di essi moltiplicato chissà quante volte. E questo ci dispiace ma se lo sono cercati.

Non gioiamo per questo, è la legge naturale che compie il suo percorso, è il male che si compie con i soli pensieri che sono già molto pericolosi, oppure con le falsità che amano raccontare gli invidiosi o quanti vivono come in un'altra realtà e si convincono di avere capito tutto della vita.

L'amor proprio, la superbia, ingannano con molta facilità e la vigilanza non è mai abbastanza. Il controllo dei pensieri è importante. Va bene controllare i pensieri ed eliminare subito quelli che portano odio, invidia, cattiveria, amor proprio, superbia e altro che non può arrivare mai da Gesù, allo stesso tempo però si deve cercare di capire la natura maligna di quei pensieri. Da dove scaturiscono?

Questo deve domandarsi il cristiano autentico, anche se è un grande peccatore ma desidera diventare migliore ed imitare Gesù Cristo.

Questo metodo è indispensabile per arrivare a scoprire la radice di molti mali interiori, che impediscono di amare e di perdonare.

Con la conoscenza personale il cristiano si ridimensiona e arriva dopo un cammino a capire le sue potenzialità e anche le miserie. È la più bella conoscenza perché partendo da essa ci si pone davanti a Dio nella condizione che abbiamo compreso e non ci esalteremo più inopportunamente.

Con questa conoscenza si arriva anche a riconoscere gli sbagli commessi e che forse sono stati la causa delle reazioni altrui.

Chi non perdona distrugge il ponte sul quale dovrà camminare

Chi perdona non è un eroe, ma partecipa al perdono di Dio.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,1-4)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Parola del Signore

RIFLESSIONI

Ha gettato tutto quello che aveva per vivere. Lc 21,1-4
Avvolto dalla solennità del Tempio, intarsiato di pietre preziose e cosparso di doni votivi, ricco per arredi liturgici e traboccante della verbosità erudita degli scribi, Gesù ricco della sapienza del Padre non se ne lascia ammaliare, ma rivolge il suo sguardo penetrante e sovrano all'indirizzo di un particolare apparentemente trascurabile: due spiccioli di una povera vedova valgono più del tintinnio strabordante di tanti ricconi. L'anonima donna senza saperlo ha dato un contributo essenziale all'edificazione della coscienza religiosa dell'umanità, con un semplice ma memorabile gesto di generosità.
Mi impegno ad individuare e a ricordare, nell'esame serale, quali sono stati gli incontri veramente significativi, quale ricchezza mi ha donato il contatto coi fratelli. Mi accorgerò magari di aver aperto a malincuore la porta a qualcuno, che senza che io lo prevedessi mi ha arricchito il cuore con una parola, un sorriso, un'attenzione, con la sua irripetibile umanità.
L'umanità si è modificata profondamente e l'accumularsi di continue novità consacra una fugacità che ci trascina in superficie in un'unica direzione. Diventa difficile fermarci per recuperare la profondità della vita.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,5-11)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Parola del Signore.

RIFLESSI8NI

Questo brano di Vangelo ci mostra che Gesù non è venuto per provocare la rovina completa del giudaismo. Infatti, la legge e i profeti gli rendono omaggio: i patriarchi di Israele (Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc.) hanno trovato in Dio la dimensione profonda della loro vita (Lc 20,27-40), la gioia dell'eternità, della vita che non ha fine.
Tuttavia Israele si è chiuso nelle sue frontiere e non accetta la purificazione che Gesù gli propone (cf. Lc 19,45-48). Poiché il suo tempio è diventato una realtà terrestre, ha già cominciato ad avanzare verso la caduta (Lc 21,5-6): la sua distruzione è simbolo del modo con cui funziona questo mondo, ed è destinato a scomparire.
Nonostante il suo splendore e tutto ciò che esso significa, il tempio di Sion porta in se stesso la prospettiva della morte. Quando si sarà prodotta la sua distruzione, quando sopraggiungerà la fine dei tempi, che ne sarà della morte?
Gesù parla all'interno del tempio (Lc 19,47-48; 21,37-38). Da quel luogo con le sue parole divine egli supera tutto ciò che, come questo edificio, è soltanto realtà passeggera e ci conduce, ci trasporta verso la verità autentica e definitiva, cioè in altre parole verso l'eternità. Gesù attira la nostra attenzione sull'universalità di tutte le cose, l'universalità della storia.
Così, dunque, dobbiamo essere attenti ai segni dei tempi, per mezzo dei quali Dio ci indica il cammino verso la vita che non ha fine, verso la gioia eterna.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,12-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Le parole dette oggi da Gesù ci fanno ricordare che più o meno tutti abbiamo nemici a causa della nostra Fede o per l'invidia che provano vedendoci gioiosi anche nelle sofferenze e nelle avversità. "Sarete odiati da tutti a causa del mio Nome". Ed è vero, noi proviamo spesso la cattiveria altrui ma abbiamo il dovere di non vendicarci e di pregare per chi non ci ama, otterremo il premio della salvezza e le Grazie in questa vita.
Anche se l'odio di chi non ama Gesù e non ci rispetta può qualche volta turbarci, dobbiamo ricordare che il Signore ci è sempre vicino e non permetterà la nostra sconfitta. Ciò che conta è vincere la battaglia finale e non un singolo combattimento. "Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto".
Gesù ci indica la modalità per rimanere in comunione con Lui e trionfare in questa vita: "Con la vostra perseveranza…".
Perseverare nel cammino cristiano è uno sforzo, chi ha compreso che viene compiuto per amore di Gesù e compie tutto con amore, non si ferma mai nell'avanzare verso Gesù. Possiede costanza e stabilità, assiduità nella preghiera, fedeltà al Vangelo e pazienza nelle avversità.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,20-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

"Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina". Lc 21, 28
I segni della fine di questo universo saranno drammatici. Ma apparterranno a un linguaggio - diciamo - cosmico.
E il cosmo non è paragonabile in nessun modo al pallone con cui giocano i nostri ragazzi!
Così l'intero cosmo, tutto ciò che, creato da Dio ha vissuto lunghe ere di evoluzione, vivrà più che una distruzione, una profonda trasfigurazione.
No, non sarà il caso di andare a nascondersi in chissà quale rifugio, come nei bombardamenti aerei. Per chi ha vissuto nel "sì" a Dio cercando con tutto il cuore di praticare la sintesi dei suoi insegnamenti: l'amore, sarà un momento di grande speranza.
L'aurora del giorno eterno sorgerà senza più guai e tutto sarà gioia di essere amati e di godere amando: esattamente quello di cui ha avuto sete, da sempre, il cuore dell'uomo.
Ecco perché il testo è un invito a "risollevare il capo" fuori da ogni afflizione, a "levarlo in alto".
Si tratta di capire, credendo, che per il cristiano vivere non è un percorso cimiteriale' contemplando un susseguirsi di tombe ma è questo volgere il capo e la mente e il cuore in alto, in cielo in totale libertà.
Siamo figli della speranza, mio Signore!
Rendimi dunque capace di perseverare non solo nel guardare in alto al tuo cielo ma a Gesù mia salvezza che mi sostiene sulla via di ciò che è giusto, buono e santo.
"Oggi l'uomo pensa, agisce e vive grazie al credito che gli concede la speranza."

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,29-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

La profezia di Daniele anticipa la grande rivelazione del Nuovo Testamento, dove è ricordata in momenti decisivi. Il Figlio dell'uomo al quale Dio dà gloria, potenza e regno è evocato da Cristo nella risposta al Sommo Sacerdote: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?". "Si, e vedrete il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo...". E i cristiani hanno esultato nel rileggere la profezia, e contemplano Cristo alla destra di Dio. Nell'ultimo incontro di Gesù con i suoi, egli proclama che questa profezia è attuata: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra".
Questa visione deve dunque essere per noi motivo di fiducia incrollabile e di esultanza: Cristo ha ottenuto il regno eterno, è il nostro re mite e umile, che ci ha fatto sacerdoti del Padre suo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Le parole di Gesù ci chiedono di essere pronti e vigilanti: l'ultimo giorno è vicino. Dunque bisogna prepararsi ad esso.
Questo avvertimento ci ricorda che esiste la Verità e che la nostra vita ha un senso profondo. Questa Verità è precisamente nostro Signore, che dà un fondamento alla nostra esistenza e che con la sua grazia illumina il nostro essere interiore. È a motivo di questo dono e del suo appello che è necessario che rimaniamo pronti e vigilanti.
Per questa ragione, il dovere della vigilanza è un imperativo primordiale in vista del mondo futuro. Ogni uomo ha il dovere di preoccuparsi della sua vita personale, in modo che la morte non lo colga in stato di peccato mortale. L'avvertimento, l'esortazione che costituisce questo brano di Vangelo si applica anche alla nostra situazione presente, all'importanza, al significato e al valore del tempo che viviamo.
Per comprendere nel modo giusto la fine del mondo, è necessario che non perdiamo di vista questo: il regno di Dio (il regno di Gesù) arriverà domani e la prossimità della sua venuta comporta un sovrappiù di tentazioni e un combattimento più grande; ma essa ci porta nello stesso tempo la speranza di avere parte alla risurrezione di Cristo. Nella nostra esistenza quaggiù, siamo simultaneamente portatori di segni di morte e di risurrezione. Per questo dobbiamo essere attenti alla parola di Gesù e impregnare di essa la nostra esistenza per non correre il rischio di essere condannati al momento del giudizio finale.