TESTO:-
Dal Vangelo secondo Giovanni. (Gv 1,29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco
l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale
ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me".
Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse
manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una
colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui
che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai
discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io
ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Parola del Signore.
RIFLESSINI
Il Dio che viene ad incontrarci nella Bibbia non regna, indifferente alla
sofferenza umana, in una lontananza beata. E' un Dio che, al contrario, si
prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce (Es 3,7). La notizia di
Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della
nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi
le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: "Mio Dio, perché mi
hai abbandonato?" (Mc 15,34). Giovanni Battista dice di Gesù: "Ecco l'Agnello
di Dio, che toglie il peccato del mondo". Ecco questo Dio che si lascia ferire
dalla cattiveria dell'uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa
terra.
Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra
vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi.
È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra
religione. Gesù sulla croce - Dio nel mezzo della sofferenza umana: questa
notizia è per noi un'incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, egli mi
capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo
un'esistenza scomoda: impegnati per coloro che, nel nostro mondo, stanno
affondando, che naufragano nell'anonimato, che sono torturati, che vengono
assassinati, che muoiono di fame o deperiscono... Sono tutti tuoi fratelli e
tue sorelle!
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 2,18-22)
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno.
Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli
dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo
è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno
giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il
rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa
peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino
spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Il Vangelo di oggi proclama la novità cristiana, la novità di una vita unita a
Cristo. E il Signore stesso inaugura questa novità, offrendo a Dio non più cose
convenzionali, ma la sua stessa esistenza, come leggiamo nella lettera agli
Ebrei.
"I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno":
essi si preoccupano di cose aggiunte alla vita, come penitenze scelte per
onorare Dio e pensano che siano le più importanti. Nella vita di Gesù invece la
cosa più importante è la sua esistenza stessa, non ciò che vi si sovrappone
come cerimonia o penitenza supplementare. Cristo è sacerdote e non offre
sacrifici convenzionali ("doni e sacrifici"), ma la sua vita: "Nei
giorni della sua vita terrena offri preghiere e suppliche con forti grida e
lacrime". E il dramma della sua vita trasformato in offerta a Dio.
Questa trasformazione richiede intense preghiere, non si compie con una
semplice intenzione dello spirito, ma nella lotta, come è descritto nella
lettera agli Ebrei, che ricorda la lotta dell'agonia. Gesù ha lottato contro le
difficoltà della vita, contro la necessità della passione, ha lottato nella
preghiera perché tutto questo fosse trasformato in un'offerta degna di Dio,
piena dello Spirito di Dio.
È ciò che Gesù aspetta da noi: la trasformazione della nostra vita in
sacrificio, non le cose che si sovrappongono alla vita. Certo, bisogna fare
anche queste cose, come esercizi di preghiera e di mortificazione, che aiutano
a trasformare la vita, ma la cosa importante e questa trasformazione, è fare
della nostra esistenza una offerta a Dio, come dice Paolo nella lettera ai
Romani (cfr. Rin 12).
Quando partecipiamo alla Messa dobbiamo ricordarci questa necessità e offrire
la nostra vita in unione al sacrificio e alla vittoria di Cristo. Parlo della
nostra vita concreta, con tutte le sue gioie, difficoltà, con le sue
tentazioni, i suoi desideri e speranze. Questa è l'offerta che vuole il
Signore: il sacrificio della trasformazione della nostra vita, che lo stesso
Spirito di Gesù compie in noi se siamo docili alla sua azione.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 2,23-28)
In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli,
mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che
non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece
Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto
il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani
dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche
ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!
Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Se leggiamo la Scrittura con gli occhi dello Spirito, saremo sempre esigenti
con noi stessi, misericordiosi, pietosi, compassionevoli con i nostri fratelli.
Gesù è il Signore anche del Sabato perché solo Lui è in grado di dargli la giusta
verità, quella verità che il Padre suo gli aveva conferito, ma che il cuore
impuro degli scribi aveva ridotto a menzogna, a falsità, a inganno. Lui è il
solo Signore della verità del Padre, perché Lui è la verità. Lo è per natura,
per santità, per partecipazione, per dono dello Spirito Santo. Essendo Lui la
verità divina ed umana eterna e storica, Lui solo può dirci ciò che è giusto e
ciò che è ingiusto. Amare di sabato non è mai ingiusto. Essere compassionevole
di sabato sempre si può. Manifestare tutta la divina carità a chi è nella
sofferenza è consentito. Come Dio ama sempre e non c'è riposo dall'amore, così
è anche per l'uomo. Mai questi si deve riposare dall'amare. Se si riposa è già
caduto dall'amore. Si è posto fuori della verità del suo Dio che è purissimo
amore eterno senza riposo. Dio si riposa dal lavoro, ma mai dall'amare l'uomo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci ad amare
sempre.
TESTO-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 3,1-6)
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva
una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per
accusarlo.
Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in
mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare
del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli
tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse
all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui
per farlo morire.
Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Rattristato per la durezza dei loro cuori.
Gesù è il Giusto. Anzi è la somma, la perfetta, la divina giustizia del Padre.
Lui è luce purissima di eterna verità. Secondo Ezechiele sono i falsi profeti
che rattristano il cuore del giusto. Lo rattristano perché il danno che essi
arrecano è distruttore della verità di Dio, del suo amore, della sua luce,
della sua misericordia, della sua infinita pietà.
Gesù vive in mezzo ad un popolo guidato da un esercito di falsi profeti. Essi
governano in nome della falsità, della menzogna, dell'inganno. La falsa
profezia che nasce dalla trasformazione della Parola del Signore è più
deleteria di ogni altra profezia. Mille falsi profeti che appartengono al mondo
non sono per nulla paragonabili ad un solo teologo falso. I danni che produce
quest'ultimo distruggono dall'interno il corpo di Cristo.
I falsi profeti del popolo di Dio sono inconvertibili. Satana ha preso possesso
del loro cuore e da esso governa i figli di Dio nella falsità e nell'inganno.
Tutti i mali del mondo oggi sono il frutto di un esercito di falsi profeti che
dall'interno del corpo di Cristo stanno avvelenando la morale, la teologia, la
Scrittura, la verità di Cristo, l'intera Chiesa. Sempre la Chiesa è stata
dilaniata dai falsi profeti che operano nel suo seno. Creano il male quelli che
restano nel seno della Chiesa. Di questi Satana si serve.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri profeti di
Cristo Gesù.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 3,7-12)
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì
molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da
oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo
quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della
folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché
quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu
sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi
egli fosse. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Questo Vangelo ci fa vedere fino a che punto Gesù sia centro di unità. E molto
importante prendere coscienza della potenza di Cristo di fare unità attirando
tutti gli uomini a sé, perché solo con fede viva in questa sua capacità
possiamo essere anche noi apostoli e artefici di unità nell'ambiente dove
viviamo, non solo, ma per la Chiesa e il mondo.
San Marco ci descrive l'affollarsi della gente, così precipitoso che Gesù deve
salire su una barca "perché non lo schiacciassero". Egli attira la
folla con la sua bontà, con la sua potenza, e non solo dalla Galilea, dalla
Giudea e da Gerusalemme ma scrive l'evangelista "dall'Idumea e dalla
Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone" quindi da paesi pagani.
Accorrevano a lui con i loro malati per averne la guarigione, ma anche con
tutte le aspirazioni del loro cuore, per trovare la pace di Dio.
La lettera agli Ebrei scrive di lui: "Tale era il sommo sacerdote che ci
occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato ormai dai peccatori ed
elevato sopra i cieli". Un sommo sacerdote è centro dell'unità o, meglio,
ne è il mediatore, come è detto alla fine del brano che abbiamo letto. Cristo è
Mediatore proprio perché è perfettamente unito a Dio in una santità
irreprensibile, in una purezza unica, ma è anche il sacerdote che ci occorreva:
noi abbiamo bisogno di un sacerdote così perfetto per poter trovare l'unità in
Dio stesso.
Nel Vangelo vediamo però che Gesù si oppone con severità a che la sua grandezza
venga rivelata. Perché? Perché egli sa che la sua opera domanda il sacrificio
di se stesso e che la sua dignità di Figlio di Dio può essere veramente
rivelata solo attraverso la croce. E ciò che dice anche la prima lettura:
"Egli non ha bisogno di offrire sacrifici ogni giorno, poiché egli ha
fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso". Cristo ha realizzato
il culto perfetto, che non è soltanto un simbolo come il culto antico, quello
dei sacerdoti ebrei, che era "una copia e un'ombra delle realtà
celesti"; egli ha ricevuto un ministero più elevato, che realizza
veramente il divino disegno di comunione con il sacrificio di se stesso.
Nella preghiera sacerdotale (Gv 17) Gesù si rivela molto cosciente dell'opera
di unità che egli deve compiere "santificando se stesso" cioè
sacrificando la sua vita. Il Figlio di Dio non ha preso la natura umana
semplicemente per guarire le nostre malattie con la potenza divina, ma
principalmente per trasformare la nostra natura e ristabilire il rapporto tra
Dio e noi, senza il quale ogni unità è impossibile. Cristo ha dunque ricevuto,
come si esprime l'autore della lettera agli Ebrei, "un ministero tanto più
eccellente quanto migliore è l'alleanza di cui è mediatore, essendo questa
fondata su migliori promesse".
In ogni Messa noi ci avviciniamo a Cristo e dovremmo avvicinarci con la stessa
premura impaziente della gente di Palestina e dei paesi vicini, che si
precipitava da Gesù per essere guarita e trasformata e con lo stesso ardore di
contemplazione che si rivela nella lettera agli Ebrei, nella certezza che egli
può trasformarci e fare anche di noi strumenti di unità. Cristo ha offerto un
solo sacrificio una volta per tutte, ma lo mette continuamente a nostra
disposizione: è il nostro Mediatore, sempre vivo per intercedere a nostro
favore e viene in mezzo a noi proprio per essere nostro intercessore, per darci
tutte le grazie necessarie affinché anche la nostra vita, con lui, in lui e per
lui, diventi offerta viva, gradita a Dio.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 3,13-19)
In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi
andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero
con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi
Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il
nome di Boanèrghes, cioè "figli del tuono"; e Andrea, Filippo, Bartolomeo,
Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota,
il quale poi lo tradì. Parola del Signore.
RIFLESSIONI
Gli Ebrei veneravano la legge, ma pochi la osservavano veramente; anzi il
profeta Geremia riferisce questa promessa divina in un tempo in cui, per le
gravi violazioni della legge, Dio ha castigato duramente il suo popolo: il
tempio è distrutto, il popolo esiliato.
Ma quando tutto sembra venuto meno, Dio crea cose nuove, più belle delle antiche.
Così fa anche ora:
"Porrò le mie leggi nelle loro menti e le imprimerò nei loro cuori".
Vale a dire che gli uomini saranno intimamente d'accordo con Dio, ameranno la
sua volontà, avranno desiderio di compierla, avranno anzi la stessa volontà e
gli stessi desideri di Dio. "Nessuno avrà più da istruire il suo
concittadino, né alcuno il proprio fratello dicendo: Conosci il Signore! Tutti
infatti mi conosceranno": sarà una conoscenza personale, intima, non
imposta da un insegnamento, ma detta nel cuore. È l'alleanza istituita da Gesù
con il suo sacrificio, è lui stesso che diventa nostra legge nella carità
universale. Lo diciamo ad ogni Eucaristia: "Questo è il calice del mio
sangue per la nuova ed eterna alleanza". C'è in più la parola "eterna",
che non si trova nel Vangelo ma si trova nei profeti ed è esatta, perché questa
alleanza è definitiva, perfetta; ci unisce definitivamente con Dio e ci unisce
tra noi. Questa è la base e la sorgente dell'unità.
Nel Vangelo odierno troviamo l'altra condizione dell'unità: l'elezione dei
Dodici, l'istituzione che esprime la pluralità nell'unità, alla quale si deve
aderire per essere uniti a Dio. Tutte le divisioni nella Chiesa sono dovute
alla mancanza di fede e di adesione all'autorità; ma se vogliamo vivere davvero
nell'unità dobbiamo avere un amore speciale per chi nella Chiesa è posto in
autorità. Sono uomini deboli, imperfetti, ma costituiti da Cristo per
conservare l'unità e per questo dobbiamo circondarli di affetto, di
comprensione: Cristo Gesù è con loro! Chiediamo al Signore, per noi e per tutti
gli uomini, la grazia di vivere uniti a lui, nel suo amore, osservando la legge
che egli ci ha messo nel cuore e aderendo con fede all'autorità da lui
costituita, affinché formiamo tutti un unico corpo.
TESTO:-
Dal Vangelo secondo Marco. (Mc 3,20-21)
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che
non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano
infatti: «È fuori di sé».
Parola del Signore.
RIFLESSIONI
L'incomprensione contiene generalmente un'arma nascosta: la calunnia. Gesù,
senza volerlo, si trova circondato dall'ostilità, effetto - da parte degli
Ebrei - dell'incomprensione. Anche la sua famiglia si inquieta perché ha
sentito dire ("si diceva") che egli è pazzo e non padrone di sé; essa vuole
difenderlo.
Coloro che non accettano il messaggio di Gesù Cristo sono senza argomenti, e la
loro unica risposta è la calunnia.
Coloro che voltano le spalle alla verità sono nella menzogna e non capiscono
che il Messia è venuto per rivelare delle verità sconosciute. Peggio ancora,
non capiscono che la grande novità cristiana consiste nel fatto che Gesù Cristo
in persona è la Parola-Verità, rivelatrice del Padre, illuminata dallo Spirito.
Il medesimo destino di Gesù è riservato a coloro che vogliono seguire il
Maestro. Noi ne abbiamo la prova tramite l'esperienza dei santi. I loro
contemporanei li hanno spesso accusati di essere fuori di sé. Molti sono morti
torturati e la Chiesa li definisce martiri perché furono testimoni della fede
in Gesù Cristo. Colui che aderisce a Gesù Cristo deve sapere che berrà allo
stesso calice.










